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Dal Colle più alto. Il primo libro dell’Amb. Antonio Puri Purini

ImageL’Amb. Antonio Puri Purini, da ultimo Ambasciatore d’Italia in Germania dal 2005 al 2009, ha appena pubblicato il suo primo libro dal titolo “Dal Colle più alto. Al Quirinale con Ciampi negli anni in cui tutto cambiò” (Il Saggiatore, 2012)
 
Ecco la dettagliata scheda del libro preparata dall’Editore.
 
“Il 14 maggio 1999, Antonio Puri Purini viene chiamato dal Quirinale per affiancare Carlo Azeglio Ciampi, appena eletto presidente della Repubblica Italiana, nel ruolo di consigliere diplomatico. Comincia così la sua esperienza accanto alla personalità politica che più di ogni altra, negli ultimi decenni, ha saputo infondere passione, serietà e concretezza al servizio del Paese. Il presidente, salito in carica con i governi di centrosinistra di D’Alema e Amato, si trova ben presto ad affrontare eventi che sconvolgono gli equilibri mondiali. L’attentato alle Torri gemelle, l’intervento armato in Afghanistan, la guerra preventiva in Iraq irrompono con prepotenza nell’agenda della politica estera italiana, che, sotto la guida del governo Berlusconi, tornato al potere nel maggio 2001, devia bruscamente dal suo solco naturale. La rottura di un codice comportamentale collaudato, il riposizionamento forzato e incomprensibile nei rapporti con i partner europei, le intemperanze senza precedenti delle componenti leghiste minano seriamente la credibilità del nostro Paese. Nei giorni drammatici dello scoppio del conflitto iracheno, l’Italia sta per essere trascinata in una guerra unilaterale, al di fuori del mandato delle Nazioni Unite. La fermezza del presidente riesce, però, ad ancorare il ruolo italiano a una cornice multilaterale. Al di fuori delle relazioni euroamericane, Ciampi intesse con lungimiranza, attraverso una concreta attività di visite ufficiali e spedizioni diplomatiche, importanti legami con le potenze emergenti – Cina e India – fino ad allora colpevolmente trascurate. Il semestre di presidenza italiana all’Ue, concluso con il fallimento della ratifica della Costituzione europea, segna l’irreversibile declino della tensione ideale che aveva guidato fino a quel momento l’opera dei Padri fondatori. Eppure Ciampi, con un instancabile lavoro di mediazione, riesce a dare continuità alla vocazione europeista del nostro Paese, sollecitando la costruzione di una forte politica comune e facendosi interlocutore credibile agli occhi della comunità internazionale. E nell’intervista finale ci spiega perché l’attuale crisi economica affonda le sue radici nel mancato compimento del processo unitario europeo. Testimone privilegiato e protagonista attivo di quegli anni in cui tutto cambiò, Antonio Puri Purini ci consegna, con “Dal Colle più alto”, un documento indispensabile per la conoscenza di vicende inedite nella storia del dopoguerra e, insieme, una fra le più alte testimonianze sul significato del servire lo Stato.”

Antonio Puri Purini, Dal Colle più alto. Al Quirinale con Ciampi negli anni in cui tutto cambiò, Il Saggiatore, Milano, 2012, pp. 328, €17.50.

Sul sito della Casa editrice è possibile leggere la prefazione al libro scritta da Carlo Azeglio Ciampi: http://www.saggiatore.it/argomenti/politica-attualita/9788842817680/dal-colle-piu-alto/

Antonio Puri Purini ha servito lo Stato per oltre quarant’anni come diplomatico. Ha vissuto a Washington, Monaco di Baviera, Tokyo, Madrid, Strasburgo, Berlino. È stato consigliere diplomatico del presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Ha concluso la sua carriera come ambasciatore in Germania. Collabora con il Corriere della Sera e con diverse testate tedesche.

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Satrapi e Tiranni del XX secolo nel nuovo libro di Domenico Vecchioni

E’ appena uscito un nuovo libro di Domenico Vecchioni dal titolo “La follia al potere. Storie di satrapi e tiranni del XX secolo” (Ginevra Bentivoglio EditoriA, 2012).  Il libro è una nuova versione, riveduta ed arricchita, di un altro volume pubblicato dallo stesso autore nel 2010 con Editoriale Olimpia dal titolo “Dittatori e Tiranni”.

Ecco una breve descrizione del nuovo libro, preparata dall’editore:
“Sono decine i tiranni che, ostentando un ego folle e sanguinario, hanno saputo insinuarsi nelle pieghe di un XX secolo cruento, sconvolto da due guerre mondiali e da una logorante Guerra Fredda. Da Idi Amin Dada a Pol Pot, da François Duvalier alias Papa Doc a Mu’ammar Gheddafi, il presente lavoro ripercorre i profili psicologici e le feroci gesta di alcuni dei novelli satrapi che hanno segnato la storia del ’900: uomini crudeli, eccessivi, maniacali, a volte ridicoli, che hanno impregnato di sangue le pagine della Storia arricchendosi smodatamente e dilaniando i popoli dei Paesi che hanno governato. Popoli che avevano spesso visto in loro una possibilità di “riscatto”.”

Vecchioni Domenico. La follia al potere. Storie di satrapi e tiranni del XX secolo, Ginevra Bentivoglio EditoriA, Roma, 2012, pp. 216, € 16,00.

Già diplomatico di carriera, Domenico Vecchioni ha ricoperto numerosi incarichi alla Farnesina e all’estero. Da ultimo è stato Ambasciatore d’Italia a Cuba. Saggista, storico e divulgatore, ha al suo attivo diverse biografie storico-politiche (da Evita Peron a Raul Castro) nonché studi sulla storia dello spionaggio (da “Cynthia” alla “Storia degli 007 dall’antichità a oggi”).
Per maggiori informazioni si può consultare il sito personale dell’autore: http://www.domenicovecchioni.it

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“Karma aperto” il nuovo libro di Fabrizio Petri

Fabrizio Petri ha pubblicato un libro dal titolo “Karma aperto” (Moretti & Vitali, 2012)

“In questo libro Fabrizio Petri disegna un percorso vivo tra Oriente e Occidente, in un dialogo serrato tra idee e culture. Un percorso che, grazie a numerosi incontri con personalità memorabili, invita “a riflettere su quanto le reciproche influenze tra questi due mondi abbiano contribuito a delineare alcune caratteristiche salienti delle società odierne”, come indica lo stesso autore.
Un percorso che prende le mosse dall’avventura della Beat Generation e in generale della controcultura americana – interpretate alla luce dei rapporti tra psicologia occidentale e spiritualità orientale -, per avvicinarci, in un crescendo a spirale tra India, Europa e Stati Uniti, a una più profonda comprensione di alcune dinamiche della realtà globale contemporanea, portandoci infine alla nascita dell’odierna società in Rete.
Il cammino che il lettore è invitato a compiere parte da Roma e a Roma torna. Lungo tale cammino, l’interazione tra i princìpi della nonviolenza gandhiana e della psicologia del profondo di matrice junghiana ci svela la prospettiva di società sempre più aperte, in cui sarà possibile vivere nel segno di “Karma aperto”.
“Parlare di Karma aperto” sottolinea Fabrizio Petri “significa cercare di liberarsi dai limiti angusti dell’egocentrismo e comprendere quanto percorrere la via dell’introspezione serva a prepararci a un atteggiamento più altruista, più sensibile a riconoscere quei fondamenti comuni che nutrono il nostro senso di appartenenza collettivo.”

Fabrizio Petri (Ancona, 1962) si è laureato in giurisprudenza nel 1986  all’Università di Bologna ed è entrato in carriera diplomatica nel 1989. Ha prestato servizio a New Delhi e a Parigi. E’ stato capo della Delegazione del Ministero degli Affari Esteri per la Presidenza Italiana del G8 nel 2008.
E’ coautore con Fabrizio Lobasso del libro “Diplomathìa…” (Rubbettino, 2010)

Fabrizio Petri, Karma aperto, Moretti & Vitali, Bergamo, 2012, pp. 186, € 16,00

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Emilio Barbarani racconta l’Ambasciata d’Italia in Cile ai tempi di Pinochet

Nel suo secondo libro Emilio Barbarani racconta una pagina poco conosciuta degli anni della guerra fredda di cui è stato protagonista. In “Chi ha ucciso Lumi Videla” (Mursia, 2012) Barbarani scrive del Cile di Pinochet, quando l’Ambasciata italiana a Santiago diventò il rifugio di centinaia di uomini e donne in fuga dalla polizia segreta.

Ecco la scheda preparata dalla casa editrice:
Una storia vera, finora sconosciuta, quella che Emilio Barbarani, diplomatico italiano, racconta in “Chi ha ucciso Lumi Videla?” Mursia. Prefazione di Giorgio Galli. Un memoriale che fa riemergere dal passato i fantasmi del golpe di Pinochet.

“Chi ha ucciso Lumi Videla?” in libreria in questi giorni, richiama sin dal titolo l’omicidio della militante del Mir, movimento della sinistra rivoluzionaria, il cui corpo venne gettato nottetempo nel giardino dell’ambasciata italiana a Santiago nel novembre del 1974, poco più di un anno dopo il colpo di Stato di Augusto Pinochet (11 settembre 1973). Un omicidio che precipitò nel caos la residenza italiana diventata rifugio per centinaia di cileni: oppositori politici, ma anche disperati in fuga dalla miseria, persino criminali comuni e golpisti caduti in disgrazia.

Emilio Barbarani arriva a Santiago un mese dopo l’omicidio di Lumi Videla. La sua è una missione senza copertura (l’Italia non aveva riconosciuto il governo Pinochet) per dare man forte all’ambasciatore Tomaso de Vergottini, a sua volta tollerato dalla giunta dei generali come “diplomatico italiano in transito”. «Né l’ambasciatore, né io avevamo ricevuto da Roma esplicita indicazione scritta di fare ciò che facevamo, salvo generica indicazione di porre in atto ogni sforzo a difesa dei perseguitati politici del regime militare», scrive Barbarani nelle sue memorie.

Il giovane diplomatico finisce in prima fila, cioè all’interno dell’ambasciata, a gestire da una parte la massa dei rifugiati disperati e dall’altra l’inchiesta voluta dal governo di Pinochet sull’omicidio Videla, morta durante un festino in ambasciata secondo la propaganda del regime; sequestrata, uccisa e torturata dalla DINA, la polizia segreta di Pinochet, secondo gli oppositori.

L’inchiesta sull’omicidio Videla è il filo conduttore di una splendida e drammatica testimonianza sugli inizi di una dittatura durata 17 anni, in cui si leggono in controluce tutte le contraddizioni di un Paese spaccato in due: «La povertà, il sospetto, la paura prevalevano su metà Paese; sull’altra metà, benestante, ignara e acquiescente con le diffuse violazioni dei diritti umani, regnava l’euforia per lo scampato pericolo dello spauracchio di una rivoluzione comunista», spiega Barbarani.

Nel Cile diviso si muovono eroi e aguzzini, politici cinici e madri alla ricerca dei figli desaparecidos, spie affascinanti e criminali comuni, preti coraggiosi (Barbarani testimonia il ruolo fondamentale della Chiesa cilena nella difesa degli oppositori) e cittadini indifferenti. In mezzo a loro, il giovane diplomatico italiano che mette, letteralmente, se stesso tra i rifugiati e la polizia segreta: si chiude per due anni in ambasciata tessendo una silenziosa ma efficace rete di assistenza e protezione che riuscirà a salvare centinaia di vite. Per farlo deve imparare a muoversi in quella zona franca dove operano spie e doppiogiochisti, funzionari e agenti, vittime e carnefici, dove le vite umane hanno un prezzo che va pagato. Quale che sia.

L’inchiesta degli anni Settanta fu affidata al giudice Eduardo Araya, un uomo di legge che nonostante le pressioni della giunta militare, coraggiosamente, scagionò i rifugiati dall’infame sospetto di aver ucciso Lumi e così facendo consentì che riprendesse il flusso degli espatri.

Nel 2008, nel Cile tornato alla democrazia, alcuni agenti della DINA, a cominciare dal suo capo, vennero condannati dal Giudice per la morte della giovane mirista. Ma la storia e veramente chiarita? Le confidenze di una agente della intelligence della Forza Aerea cilena insinuano alla fine dl libro più di un dubbio.

Emilio Barbarani è nato a Verona nel 1940 e vive a Roma. Laureato in Legge e in Scienze politiche, nel 1967 intraprende la carriera diplomatica. Dopo aver prestato servizio a Madrid e a Buenos Aires, nel 1974, in seguito al colpo di stato militare, viene inviato a Santiago del Cile, dove tornerà come ambasciatore nel 1998. Ha concluso la sua carriera come ambasciatore a Lisbona. Ha pubblicato “Adiós, Pampa Querida” (Aliberti Editore, 2007).

Emilio Barbarani, Chi ha ucciso Lumi Videla? Il golpe di Pinochet, la diplomazia italiana e i retroscena di un delitto, Mursia, Milano, 2012, pp 312, euro 19,00.

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Intervista di Radioalma a Domenico Vecchioni

Serata “cubana” a Brussellando, il programma radiofonico diretto da Mari D a Radio Alma (a Bruxelles).  Un’intervista all’Ambasciatore Domenico Vecchioni, autore di “Raùl Castro” , riapre la sezione de “La penna del diplomatico“.

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L’Umbria ed il nuovo romanzo di Lorenzo Angeloni

Lorenzo Angeloni, diplomatico e scrittore perugino attualmente Ambasciatore d’Italia in Vietnam, ha appena pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “300 anni” (Guerra edizioni 2012). Questo suo libro rappresenta un omaggio all’Umbria, sua terra natale.

Ecco una breve descrizione dalla quarta di copertina del libro:
“Sette generazioni, un solo mestiere. 300 anni è la storia di una famiglia della campagna perugina, dal Settecento ai giorni  nostri, attraverso le tappe scritte dalla Storia e le tracce lasciate dalla vita dei protagonisti.”

Lorenzo Angeloni (Perugia, 3 maggio 1958) si è laureato in Giurisprudenza nel 1981 all’Università di Perugia ed è entrato in carriera diplomatica nel 1985. Ha prestato servizio a Montevideo, Francoforte ed Algeri. E’ stato Ambasciatore a Khartoum dal 2003 al 2007, durante lo scoppio della crisi del Darfour. Dal 2010 è Ambasciatore d’Italia ad Hanoi (Vietnam). Ha pubblicato saggi e reportage di politica internazionale, oltre a tre romanzi.

Lorenzo Angeloni, 300 anni, Guerra Edizioni, Perugia, 2012, pp. 144, € 12.00

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L’America Latina nel nuovo saggio di Marco Di Ruzza

Marco Di Ruzza, al suo terzo libro, ha appena pubblicato un nuovo saggio dal titolo L’America Latina sulla scena globale (Rubbettino, 2012) nel quale analizza ed approfondisce i più recenti sviluppi geopolitici del continente. La prefazione del libro è di Vincenzo Scotti.

Questa una breve descrizione del volume preparata dall’editore.
“Spesso trascurata dai grandi circuiti di attenzione mediatica e considerata geopoliticamente irrilevante per la tradizionale dipendenza dalla potenza statunitense, di cui era raffigurata quale “cortile di casa”, l’America Latina negli ultimi anni è andata guadagnando una maggiore centralità nello scacchiere globale. Ottimi trend di crescita economica, come testimoniato dalla presenza di tre Paesi dell’area nel G 20, più ampia apertura al commercio internazionale, un apprezzabile consolidamento dei processi democratici (che allontanano il ricordo di passati regimi autoritari) propongono un’immagine nuova e dinamica del subcontinente. L’impetuosa crescita del Brasile, sul piano politico ed economico, ha inoltre dotato l’America Latina di una forza motrice per i processi di integrazione regionale che, arricchitisi di nuove iniziative (quali l’Unasur), possono favorirne stabilità e sviluppo. Dal canto suo, anche l’irrompere del Venezuela chavista e la sua politica di alleanze in un’ottica di antagonismo verso Washington ha profondamente alterato le consuete linee della geografia politica regionale. Oltre agli Stati Uniti ed ai Paesi europei, nuove forze a livello mondiale – Cina e Russia, su tutte – stanno scoprendo il gusto della collaborazione con gli Stati latinoamericani e ne sono diventati partner di rilevanza economica e talvolta anche strategica. Un ampio ventaglio di motivazioni giustifica pertanto l’attuale interesse che l’America Latina riesce a suscitare nell’attuale panorama «globalizzato». Il presente volume propone un’agile e penetrante analisi dei nuovi scenari latinoamericani, che si distingue per attualità e completezza. Lo studio porta in primo piano, sotto molteplici angolazioni, una regione a tutti gli effetti emergente e con la quale l’Italia vanta un’antica tradizione di amicizia e collaborazione, che la annovera da sempre tra le direttrici privilegiate della politica estera nazionale.”

Marco Di Ruzza, Consigliere di Legazione, è entrato in carriera diplomatica nel 1997. All’estero ha svolto incarichi presso le nostre Ambasciate a Budapest e Vienna. Nelle sue più recenti esperienze di servizio alla Farnesina, è stato Capo Segreteria della Direzione Generale per i Paesi delle Americhe e Capo dell’Ufficio X della Direzione Generale per la Mondializzazione e le Questioni globali, competente per i rapporti con i Paesi dell’America meridionale, ciò che ne ha fatto attento osservatore dell’universo latinoamericano.  Attualmente è Capo dell’Ufficio III della Direzione Generale per le Risorse e l’Innovazione. È al suo terzo libro. I precedenti titoli, pubblicati con Rubbettino, sono “L’Austria e l’Alto Adige. La «funzione di tutela» Austriaca verso il Sudtirolo nei rapporti diplomatici Roma-Vienna” (2009) e, insieme ai colleghi Lorenzo Trapassi e Francesco Sordini, “Il diritto delle minoranze nella nuova Europa. I principi del trattato di Lisbona ed i loro riflessi sul modello dell’autonomia altoatesina” (2010).

Marco Di Ruzza, L’America Latina sulla scena globale. Nuovi lineamenti geopolitici di un continente in crescita, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2012, pp. 360, € 20,00

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“Cominciando da Pechino”, il nuovo saggio dell’Ambasciatore Vincenzo Prati

Vincenzo Prati, ambasciatore d’Italia a Islamabad, ha appena pubblicato il suo terzo libro dal titolo “Cominciando da Pechino” (Guerra edizioni, 2012).

Nel ponderoso libro l’autore illustra gli sforzi di globalizzazione dell’Italia verso l’Asia a partire dalla Pechino anni Ottanta attraverso le testimonianze di giornalisti e diplomatici.

Questa la scheda dell’editore:

“Cominciando da Pechino indaga il modo in cui l’Italia riscopre l’Asia a partire dai grandi cambiamenti avvenuti dagli anni Ottanta ai giorni d’oggi, analizzando la situazione di Cina, Giappone, India e Mondo Islamico. L’esplorazione è condotta dando la parola a grandi giornalisti italiani, da Ostellino a Terzani, da Magdi Allam a Rampini ed altri non meno notevoli personaggi, da Fosco Maraini a Oriana Fallaci e Roberto Saviano, senza dimenticare le testimonianze di diplomatici quali Francisci, D’Orazi e Beltrame. L’autore, Vincenzo Prati, è un diplomatico che ha rappresentato l’Italia in vari paesi, e che ora è Ambasciatore in Pakistan. In questo libro egli affronta il tema della globalizzazione nella sua attualità e la osserva nell’ottica dell’Italia, in relazione alla spinta che ha posto Asia e Stati Uniti alla guida del cambiamento globale.”

Vincenzo Prati è attualmente Ambasciatore d’Italia a Islamabad. E’ nato a Brescia nel 1948 ed è entrato in carriera diplomatica nel 1975. Ha lavorato presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino (dal 1979 al 1983), a Washington (dal 1983 al 1987) ad Algeri (dal 1990 al 1994) e a Bonn (dal 1994 al 1998). E’ stato Consigliere diplomatico del Ministro dell’Agricoltura. Dal 2001 al 2055 è Ambasciatore d’Italia in Kuwait. Dal 2008 è Ambasciatore d’Italia in Pakistan. Ha pubblicato La natura della sfida (Editoriale Olimpia, 2002) e Sistema e coscienza (Edizioni Thyrus, 2007)

Prati, Vincenzo. Cominciando da Pechino, Guerra edizioni, Perugia, 2012, pp. 928. Euro 30.

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Diplomatici-Poeti alla Biblioteca del Ministero degli Esteri

Il 12 gennaio 2012 si è svolta un’originale iniziativa sui Poesia e diplomazia organizzata nell’Ambito del Caffè letterario degli Amici della Biblioteca del Ministero degli Affari Esteri.

In programma  la lettura di poesie di Pasquale BaldocciMario Corinthios, Gaia Danese, Dante Marianacci e Silvio Mignano.

Un’occasione speciale per conoscere un lato meno conosciuto di alcuni diplomatici.

Per maggiori informazioni sull’evento e sui precedenti Caffè letterari è possibile consultare il sito http://caffeperletterati.wordpress.com

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Libri su Italia e Algeria curati da Giampaolo Cantini

Giampaolo Cantini, Ambasciatore d’Italia ad Algeri, ha recentemente curato due originali pubblicazioni legate ai rapporti fra Italia ed Algeria.

CANTINI, Giampaolo (a cura di). Enrico Mattei e l’Algeria durante la Guerra di liberazione nazionale – Enrico Mattei et l’Algérie pendant la Guerre de Libération Nationale , Ambasciata d’Italia – Istituto Italiano di Cultura, Algeri, 2011, pp. 75+81.

CANTINI, Giampaolo (a cura di). Il Contributo dell’Italia alla costruzione dell’Algeria indipendente – La contribution de l’Italie à la construction de l’Algérie indépendante, Ambasciata d’Italia – Istituto Italiano di Cultura, Algeri, 2011, pp. 190 .

Entrambi i libri sono stati realizzati in edizione bilingue e sono disponbili anche in versione ebook (pdf)

Enrico Mattei – Versione in italiano (ebook -pdf)

Enrico Mattei – Versione digitale in francese (ebook – pdf)

Il Contributo dell’Italia (italiano e francese) (ebook – pdf)

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