“Il treno da Mosca”, l’ultimo romanzo di Maurizio Lo Re

Lo_Re_il-treno-da-moscaMaurizio Lo Re, già Ambasciatore d’Italia in Lettonia, ha appena pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “Il treno da Mosca” (OLTRE Edizioni, 2019) dove compare anche Michele Lanza, un’interessante figura della diplomazia italiana che ha lasciato un prezioso diario (Berlino, Ambasciata d’Italia – 1939-43) scritto sotto lo pseudonimo di Leonardo Simoni.

Ecco la scheda dell’editore:
“L’avvocato Manacorda, uscito da una crisi esistenziale e professionale, sente di dover affrontare ancora un’impresa per uscire definitivamente dalla sua personale prigione. L’occasione si presenta non appena conosce l’autore di un diario di guerra, redatto sui margini di una vecchia copia del romanzo Lucien Leuwen di Stendhal, quando era un ufficiale italiano perso nel caos dell’8 settembre 1943, deportato in Germania, che non sa di avere una figlia in Unione Sovietica. Manacorda rintraccia la ragazza e nel complicato rapporto con lei si inserisce una vicenda di spionaggio che segna una svolta pericolosa nella sua avventura. Scritto in uno stile che ricorda il miglior Graham Greene, il romanzo si inserisce nel filone dei romanzi di avventura in cui quest’ultima non è fine a se stessa, bensì una riflessione profonda sull’inquietudine dell’uomo, eternamente costretto in una condizione di passione e contraddittorietà.”

Maurizio Lo Re, Il treno da Mosca, OLTRE Edizioni, Sestri Levante, pp. 370, 18 euro.

Maurizio Lo Re comincia la carriera diplomatica nel 1973. Al Ministero degli Esteri ha prestato servizio, in vari periodi, presso le Direzioni Generali per la Cooperazione allo Sviluppo, gli Affari Politici, le Relazioni Culturali, l’Emigrazione. All’estero è stato Console in Corsica, Incaricato d’Affari a Cuba, Console Generale a Capodistria (ex Jugoslavia, ora Slovenia) e Ambasciatore a Riga (Lettonia). Rientrato a Roma alla fine del 2004, ha prestato servizio presso il Ministero degli Esteri, Direzione Generale per i Paesi dell’Europa, fino al 2007, anno in cui ha lasciato la carriera diplomatica, dedicandosi agli studi storici e alla scrittura. Ha pubblicato i romanzi La linea della memoria (2002), Filippo Paulucci – L’italiano che governò a Riga (2006), Gli amici di Leuwen (2009), Domani a Guadalajara (2013) ed il saggio memorialistico Inusuali vicende consolari (Youcanprint, 2016).

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

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