Nuovo libro su Villa Berg, sede dell’ Ambasciata d’Italia a Mosca

Un nuovo interessante libro si aggiunge alla serie dei libri illustrati sulle Ambasciate d’Italia nel mondo. “L’Ambasciata d’Italia a Mosca – Villa Berg” (ABCdesign, Mosca, 2017), edito in due lingue (italiana e russa), è il nuovo volume nato da un’idea dell’Ambasciatore Cesare Maria Ragaglini e curato, con il coordinamento progettuale del Consigliere d’Ambasciata Walter Ferrara, da Alessandra Braschi e Margherita De Michiel per la versione in lingua italiana e di Anastasia Svotina per la versione in lingua russa.

Ecco la scheda descrittiva:

“Il volume, ricco di contenuti testuali e fotografici, affronta il rapporto italo-russo dalla prospettiva della Sede dell’Ambasciata, di cui vengono per la prima volta descritte in maniera compiuta, grazie anche a un ricco materiale archivistico inedito, le interessanti vicende storiche. L’opera, frutto della collaborazione di un gruppo di insigni autori italiani e russi (professori, architetti, storici d’arte, archivisti), getta nuova luce sulla storia dei rapporti italo-russi, consentendo di esaltarne i momenti più significativi attraverso episodi e racconti, pubblicati per la prima volta, che uniscono al generale spirito divulgativo l’opportuno rigore scientifico dell’analisi architettonica, storica e artistica.
Il libro narra le vicende della Villa a partire dall’inizio dell’800. Nel 1893 il Palazzo venne acquistato dalla famiglia degli industriali russi Berg che realizzò un’ampia opera di ristrutturazione del comprensorio affidandolo agli architetti Piotr Bojtsov e Aleksej Flodin. Dopo la rivoluzione del 1917, il Palazzo fu sede per un breve periodo della Legazione tedesca e poi dell’Esecutivo dell’Internazionale Comunista (Comintern). La Villa era frequentata da poeti, artisti e scrittori famosi, tra cui Aleksej Tolstoj e Mikhail Bulgakov, mentre lo stesso Lenin vi si recava nelle occasioni piu’ importanti. A seguito dello stabilimento di relazioni diplomatiche tra l’Italia e l’Unione Sovietica, Villa Berg fu adibita, nel 1924, a Sede della nostra Ambasciata.
La storia architettonica dell’edificio è stata curata dal Rettore dell’Università degli studi di architettura MARCHI di Mosca, Dmitrij Shvidkovskij, mentre l’inedia descrizione della collezione di opere pittoriche dell’Ambasciata e’ svolta dalla storica d’arte Yulia Revzina. Le interessanti vicende del Palazzo vengono descritte da.storici italiani e russi (Roberta Alonzi, Tatiana Zonova, Valerji Ljibin), mentre una accurata disamina del ruolo attuale della Villa nella ricchissima vita culturale moscovita viene condotta dai funzionari diplomatici Walter Ferrara e Federico Catini. Le foto degli interni sono a cura del celebre fotografo di architettura Yurij Palmin. Il libro è impreziosito dalle prefazioni dei Ministri degli Affari Esteri Angelino Alfano e Sergej Lavrov.
La pubblicazione giunge a conclusione degli importanti lavori di restauro e di riqualificazione degli spazi della Villa condotti negli ultimi tre anni e di cui viene presentata una ampia descrizione testuale e fotografica.”

Alessandra Braschi, Margherita De Michiel, Anastasia Svotina (a cura di), L’Ambasciata d’Italia a Mosca. Villa Berg, ABCdesign, Mosca, pp. 312

Il libro è stato stampato a tiratura limitata a fini non commerciali.

I libri finora pubblicati riguardanti le nostre ambasciate e residenze all’estero sono oltre sessanta, ma spesso difficili da reperire. Si tratta di edizioni molto curate e ricche di fotografie che valorizzano il nostro patrimonio immobiliare all’estero.  Per facilità di consultazione è disponibile una pagina web dedicata ai libri di questa tipologia. Per alcuni di essi è possibile scaricare la versione digitale del libro (in alcuni casi l’intero libro in altre solo alcuni capitoli). La pagina è consultabile all’indirizzo:
http://baldi.diplomacy.edu/diplo/booksres.htm

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La sicurezza cibernetica al centro dell’ultimo libro dell’Amb. Giulio Terzi

L’Amb. Giulio Terzi, insieme a Valerio de Luca e Francesca Voce, ha pubblicato un libro che tocca un aspetto particolarmente attuale della sicurezza internazionale. Il volume si intitola significativamente “Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica. Minacce, sfide e opportunità” (FrancoAngeli, 2018).

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“Questo volume nasce in seguito al convegno “Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica dopo il G7” organizzato dalla Fondazione Luigi Einaudi di Roma ed AISES, sponsorizzata da CSE CybSec SPA. Si tratta di una raccolta interdisciplinare di interventi che mira a fornire un quadro generale dello stato dell’arte della cyber security in Italia, considerata l’attualità della tematica e la crescente attenzione nei confronti della materia. I temi trattati spaziano su tutti i settori: da un’analisi delle opportunità e delle minacce inerenti al cyberspace, alle iniziative portate avanti a livello internazionale, agli effetti della rivoluzione digitale sui sistemi nazionali ed i possibili sviluppi futuri. Hanno partecipato alla redazione alcuni tra i massimi esperti italiani del settore, fornendo un quadro completo ed esaustivo della realtà italiana.”

Giulio Maria Terzi di Sant’Agata, Valerio De Luca, Francesca Voce, Il ruolo dell’Italia nella sicurezza cibernetica. Minacce, sfide e opportunità, FrancoAngeli, Milano, 2018, pp. 130, € 20,00.

Sul sito della casa editrice è possibile consultare le prime 20 pagine del libro.

Giulio Terzi di Sant’Agata ha prestato servizio all’Ambasciata a Parigi, a Ottawa, è stato Console Generale a Vancouver, Primo Consigliere Politico alla Rappresentanza Permanente alla NATO e Ministro Consigliere alle Nazioni Unite a New York. Ambasciatore in Israele tra il 2002 e il 2004, ha avuto per un quadriennio l’incarico di Direttore Politico del Ministero degli Affari Esteri assumendo poi quello di Rappresentante Permanente alle Nazioni Unite a New York, di Ambasciatore a Washington, e successivamente, nominato nel Novembre 2011, di Ministro degli Affari Esteri con il Governo Monti. Presiede attualmente il “Global Committee for the Rule of Law- Marco Pannella”, il Dipartimento Relazioni Internazionali della Fondazione Luigi Einaudi a Roma, è membro di Advisory Boards e Consigli di Amministrazione di ThinkTanks italiani e stranieri per la pace, la sicurezza internazionale, i diritti umani e lo stato di diritto.

MIND. Il nuovo romanzo di Enrico De Agostini

Enrico De Agostini, attualmente ambasciatore d’Italia in Zimbabwe, ha pubblicato il suo secondo romanzo dal titolo “MIND” (Robin Edizioni, 2018). la storia è ambientata in un futuro non troppo lontano ed affronta in modo originale alcune tematiche molto attuali legate allo sviluppo delle tecnologie e ai relativi condizionamenti della nostra vita quotidiana.

Ecco la scheda del libro dell’editore:
“MIND è un romanzo dal respiro globale, in continua oscillazione tra il bucolico e il futuristico, tra il desiderio di fuggire e la voglia di lottare. Da Roma a Monaco di Baviera, dalle colline sannite alla frenetica Johannesburg, la trama si sviluppa seguendo gli amori del suo protagonista, Francesco Vanguardi, un filosofo italiano di mezza età, che aspira a diventare pastore, ma è obbligato a combattere. Vi è costretto dalla comparsa di MIND, il successore dello smartphone, che legge le onde cerebrali dei suoi utilizzatori. I suoi padroni controlleranno presto il mondo intero se nessuno vi si opporrà.”

Enrico De Agostini, MIND, Robin Edizioni, Torino, 2018, pp. 328, € 14.00.

Per saperne di più sul libro è possibile anche consultare la pagina Facebook @MIND.ROMANZO.
ed è anche possibile guardare il Book trailer di 101 secondi, disponibile su YouTube

Enrico De Agostini. (Roma 1964) è diplomatico di carriera dal 1991. Ha prestato servizio nelle ambasciate di Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti), Accra (Ghana) e Maputo (Mozambico) come Vice Capo Missione. È stato Console a Dortmund (Germania) e Console Generale a Johannesburg (Sud Africa). Dal 2014 è Ambasciatore a Harare (Zimbabwe).
Nel 2006 ha pubblicato «Diplomatico, chi è costui?» per Franco Angeli. Il suo primo romanzo «Un Prosciutto e Dieci Ducati» (IoScrittore 2016) è stato tra i vincitori del torneo letterario IoScrittore 2015.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

Pietro Quaroni e la politica estera italiana – un volume a cura di Luciano Monzali

E’ stato ripubblicato un lungo saggio particolarmente interessante dell’Amb. Pietro Quaroni dal titolo “La politica estera italiana dal 1914 al 1945” originariamente edito nel 1968. Il libro è stato curato dal Prof. Luciano Monzali e fa parte della collana “Minima Storiografica” della Piccola Biblioteca della Nuova Rivista Storica. Lo scritto di Quaroni è preceduto da un saggio di inquadramento storico molto efficace del Prof. Monzali dal titolo “Pietro Quaroni protagonista e testimone della politica estera italiana del Novecento” nel quale viene ripercorsa la vita personale e professionale dell’illustre diplomatico italiano.

Ecco la scheda descrittiva del libro elaborata dall’editore:
“Pietro Quaroni, uno dei più importanti diplomatici italiani nel Novecento, sviluppa in questo saggio una penetrante analisi delle vicende della politica estera italiana dallo scoppio della prima guerra mondiale al 1945, mettendo in rilievo le continuità e le discontinuità fra la politica estera dell’Italia liberale e quella di Mussolini e sottolineando le responsabilità di Francia e Gran
Bretagna nell’evoluzione della politica internazionale del fascismo nel corso degli anni Trenta. Il pregio di questa riflessione è che viene svolta da un diplomatico protagonista in prima persona di tutte le fasi della politica estera italiana negli anni fra le due guerre mondiali. L’analisi di Quaroni si sviluppa, infatti, dai tentativi dell’Italia liberale di partecipare alla spartizione
dell’Impero ottomano allo sforzo del regime mussoliniano di costruire un rapporto di collaborazione con l’Unione Sovietica e di consolidare l’esistenza di un’Albania indipendente alleata di Roma; dall’ambizione italiana di ritagliarsi un ruolo egemonico in Europa centrale contrastando l’Anschluss austro-germanico e promuovendo il Patto a Quattro, al sogno di divenire grande Potenza mondiale, a parte intera, proiettando, durante la seconda guerra mondiale, la sua espansione verso Mediterraneo orientale, Balcani, Medio Oriente, Africa settentrionale.”

Pietro Quaroni, La politica estera italiana dal 1914 al 1945, Società Editrice Dante Alighieri, Roma, 2018, pp. 152, € 8.00.

Per maggiori informazioni sul libro consiglio anche la lettura dell’articolo di Federico Imperato pubblicato sul Corriere della Sera del 6 marzo .

Sempre su Pietro Quaroni va citato il volumetto “Un ricordo di Pietro Quaroni” curato da Stefano Baldi, pubblicato dall’ISDI nel 2014 che è disponibile in versione digitale gratuita.

Pietro Quaroni (Roma 1898-1971) ha svolto nel corso della sua lunga carriera diplomatica le funzioni di ministro plenipotenziario in Afghanistan e di ambasciatore a Mosca, Parigi, Bonn e Londra. È stato anche presidente della Radiotelevisione Italiana e della Croce Rossa italiana. Fu anche un rinomato scrittore e commentatore politico, a lungo collaboratore de «Il Corriere della Sera». Fra le sue principali pubblicazioni ricordiamo: Ricordi di un ambasciatore, Milano, 1954; Valigia diplomatica, Milano, 1956; Il mondo di un ambasciatore, Milano, 1965; L’Europa al bivio, Milano, 1965; Problemi della politica del nostro tempo, Milano, 1966; Il Patto atlantico. Sicurezza nella libertà, Roma, Volpe, 1966, Russia e Cina, Milano, 1967.

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“Il risveglio del minotauro”: il nuovo saggio dell’Amb. Vincenzo Prati

E’ uscito un nuovo volume di Vincenzo Prati, Ambasciatore a riposo, dal titolo “Il risveglio del Minotauro. Jean Monnet ed il labirinto europeo” (Guerra Edizioni, 2018).

Ecco la scheda dell’editore:
“”Il risveglio del minotauro” è un saggio sull’attualità ma vuole essere anche un saggio introduttivo ad una serie di altri saggi sullo sviluppo del mezzo millennio del sistema europeo da inizio Cinquecento alle due Guerre Mondiali del XX secolo. RIPENSARE L’EUROPA: questo è l’obiettivo a cui mira l’intero esercizio e quindi anche questo saggio introduttivo. Una discussione sull’Eurasia che conduca a focalizzare i temi fondanti di un moderno Stato Federale Europeo”: non è questo – si chiede Prati – quello che ci vuole oggi?”

Vincenzo Prati. Il risveglio del Minotauro. Jean Monnet ed il labirinto europeo, Guerra Edizioni, Perugia, 2018, pp. 272, € 20,00.

Vincenzo Prati è nato a Brescia nel 1948 ed è entrato in carriera diplomatica nel 1975. Ha lavorato presso l’Ambasciata d’Italia a Pechino (dal 1979 al 1983), a Washington (dal 1983 al 1987) ad Algeri (dal 1990 al 1994) e a Bonn (dal 1994 al 1998). E’ stato Consigliere diplomatico del Ministro dell’Agricoltura. Dal 2001 al 2006 è stato Ambasciatore d’Italia in Kuwait e dal dal 2008 al 2012 Ambasciatore d’Italia in Pakistan. Ha pubblicato diversi libri fra cui “Cominciando da Pechino” (Guerra Edizioni, 2012), “Restaurazione. I riflessi globali della svolta Ming” (Guerra Edizioni, 2014), “Sottosopra. Il trentennio 1979-2008” (Guerra Edizioni, 2015).

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Libro su Italia e India curato da Lorenzo Angeloni e Maria Elettra Verrone

In occasione delle Celebrazioni per il Settantesimo Anniversario delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e India, Lorenzo Angeloni e Maria Elettra Verrone hanno curato la pubblicazione di un volume dal titolo “Qualcosa e’ accaduto. 70 Storie di vita tra Italia e India” (Juggernaut Books, 2018) che raccoglie le “voci” del dialogo tra i due Paesi. Il volume si propone di riunire a vantaggio della memoria collettiva una pluralità di esperienze, istituzionali e personali, in vari ambiti. Settanta testimonianze inedite di storici, artisti, autori, imprenditori e creativi per contribuire a rinnovare l’interesse per l’India in Italia e quello per il nostro Paese in India.

Ecco una breve introduzione del volume, elaborata dai curatori:
“Se l’India sfugge per dimensioni e diversità a classificazioni e resoconti, altrettanto arduo appare isolare e raccontare un periodo storico, quello in cui l’Italia e l’India hanno intrattenuto relazioni diplomatiche, dal 1948 ad oggi. Quando abbiamo cominciato a ragionare su come celebrare la ricorrenza del Settantesimo Anniversario, ci è sembrato pero’ necessario trovare il modo di rappresentare quello che sentivamo essere un grande flusso di storie personali a cavallo tra i due Paesi. Ne è scaturita un’opera corale, le cui voci raccontano le esperienze, ma soprattutto le emozioni che la storia, la cultura, la gente dei due Paesi continua da sempre a suscitare.”

Elenco degli autori: Snehdeep Aggarwal, Major Hari Pal Singh Ahluwalia, Saba Ali, Lorenzo Angeloni, Antonio Armellini, Kabir Bedi, Mario Bellini, Luciano Benetton, Ritu Beri, Sukanya Bharatram, Tara Gandhi Bhattacharjee, Simona Bocchi, Giada Bono, Valerio Braschi, Carlo Buldrini, Raimondo Bultrini, Roberto Calasso, Rosario Centola, Umesh Chowdhary, Ileana Citaristi, Francesco Clemente, Isabella Colonnello, Ritu Dalmia, Sonia Bazzeato Deotto, Marco Ferreri, Gaia Ceriana Franchetti, Fausto Freschi, Ivano Fucci, Amitav Ghosh, Sandro Gozi, Marco Gualazzini, Pilar Maria Guerrieri, Gulzar, Basant K. Gupta, Sanjay Gupta, Furio Honsell, Anand Mahindra, Paola Manfredi, Raffaella Mangiarotti, Dacia Maraini, Antonio Martinelli, Nunzio Martinello, Kiran Mehta, Gabriele Menegatti, Sauro Mezzetti, Antonio Monroy, Giorgio Montefoschi, Daniele Nardi, Aman Nath, Roberto Nieddu, Ugo Papi, Stefano Pelle, Carlo Pizzati, Massimiliano Alessandro Polichetti, Stefano Ragni, Giorgia Rapezzi, Marco Restelli, Carlo Rovelli, Emanuela Sabbatini, Reenat Sandhu, Sergio Scapagnini, Gaurav and Kapil Sekhri, Sudeep Sen, Gioia De Simone, Pratishtha Singh, Mayank Austen Soofi, Angela Terzani Staude, Tarshito, Ugo Tramballi, Selvaggia Velo, Maria Elettra Verrone, Anil Wadhwa, Massimo Warglien.

Lorenzo Angeloni e Maria Elettra Verrone (a cura di). Qualcosa e’ accaduto. 70 Storie di vita tra Italia e India. Juggernaut Books, pp. 390, 2018.

Il volume può essere scaricato gratuitamente dalla piattaforma web della casa editrice: https://www.juggernaut.in/

Lorenzo Angeloni (Perugia, 1958) è Ambasciatore d’Italia in India. E’ stato in precedenza assegnato nelle sedi di Montevideo e Francoforte sul Meno; vice Capo Missione ad Algeri e Ambasciatore in Sudan e Vietnam. Ha pubblicato saggi, reportage e romanzi i cui temi ricorrenti sono il dialogo tra civiltà, il contrasto alla guerra e la crescita personale.

Maria Elettra Verrone, nata a Firenze, è un diplomatico italiano. Entrata in carriera diplomatica nel 2011 ha lavorato al Servizio Stampa e Informazione della Farnesina. Vive e lavora a Nuova Delhi dal 2014. Ha collaborato con la rivista Nuova Antologia.

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I ricordi diplomatici di Giorgio Radicati

La collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco e Greco dedica alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani si arricchisce di un nuovo libro. E’ il volume di Giorgio Radicati dal titolo “Cose fatte, viste e sentite. Frammenti di storia e ricordi di un diplomatico” (Greco e Greco, 2018) che contiene numerose testimonianze ed episodi della sua carriera diplomatica.

Questa la quarta di copertina del libro:
“La diplomazia discreta quasi non esiste più, tantomeno quella segreta. Il circo mediatico da tempo imperante, alimentato dal crescente protagonismo dei politici, ne rivela sempre più liturgie, competenze e contenuti, facendo apparire i diplomatici dei meri, seppur qualificati, esecutori. La politica internazionale è diventata appannaggio dei Capi di Governo e dei loro ciambellani. Le iniziative del Capo Missione sono drasticamente diminuite a causa di istruzioni in tempo reale e sempre più frequenti incontri al vertice. Le vicende legate a quando costui poteva essere vero artefice di politica estera conservano un sottile profumo di naftalina eppure, l’attività diplomatica mantiene ancora margini di incertezza che, con questa narrazione, riferita a un passato non proprio remoto (e non priva di sana ironia), vorrei contribuire a chiarire …”

Giorgio Radicati, Cose fatte, viste e sentite. Frammenti di storia e ricordi di un diplomatico, Greco e Greco, Milano, 2018, pp. 474, Euro 15.

Giorgio Radicati ha iniziato la carriera diplomatica nel 1967 e ha prestato servizio in Europa, negli Stati Uniti e in Sud America, trascorrendo, tra l’altro, dodici anni tra Washington e New York. Dal 1978 al 1984 è stato Capo dell’Ufficio Africa sub-sahariana per la Cooperazione e lo Sviluppo al Ministero degli Affari Esteri, portando avanti numerose e importanti iniziative a favore dei paesi di quell’aerea. Tra i suoi incarichi: Console Generale a New York (1998-2003), Ambasciatore d’Italia a Praga (2003-2007) e Ambasciatore dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e Cooperazione in Europa) a Skopje. In parallelo, l’autore ha coltivato le arti visive e la scrittura. Nel corso degli anni ha esposto in mostre personali e collettive (Washington, Ankara, New York, Roma, Praga) e ha pubblicato articoli, saggi e libri. Tra i libri pubblicati: “Macedonia e dintorni” (2009), “11 Settembre: io c’ero” (2011), “Un diplomatico senza portafoglio” (2014), “Europa si, Europa no- l’Euroscetticismo è nato a Praga” (2015) e “Messina-N.Y.- Andata e ritorno sull’onda della memoria” (2016).

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