Il volume su Villa Italia. “La residenza dell’Ambasciata d’Italia in Etiopia” di Giuliana Del Papa

Giuliana Del Papa, già Vice Capo Missione ad Addis Abeba, ha appena pubblicato un volume dal titolo “Villa Italia. La residenza dell’Ambasciata d’Italia in Etiopia”. Il libro è l’ultimo pubblicato fra quelli dedicati  alle residenze e alle ambasciate d’Italia all’estero.

Il libro, oltre a fornire una esaustiva descrizione del prestigioso edificio, ne ricostruisce la storia, fino ad oggi poco conosciuta e poco documentata.
E’ quasi paradossale la scarsità di informazioni e fotografie su quella che fu una costruzione certamente anomala, per stile architettonico e dimensioni, nella Addis Abeba dei primi del ‘900, a riprova del fatto che l’iconografia e la bibliografia italiane sull’Etiopia sono prevalentemente incentrate sull’epoca fascista. La Del Papa, nella sua ricerca, ha anche messo in luce il legame inscindibile tra la proprietà e la storia dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, al punto che la ripresa delle relazioni ai primi anni ’50, dopo oltre un decennio di assenza dell’Italia, è legata indissolubilmente al recupero di Villa Italia.

Numerosi altri aspetti storici poco conosciuti sono messi in rilievo dalle approfondite ricerche effettuate dall’autrice che ha corredato il volume anche con numerose foto storiche che arricchiscono ulteriormente il volume.

Giuliana, Del Papa. Villa Italia. La residenza dell’Ambasciata d’Italia in Etiopia, Grafica Veneta, 2017, pp. 132.

 Su gentile concessione dell’autrice il volume può essere liberamente scaricato al seguente indirizzo in versione digitale (PDF):

Giuliana Del Papa è attualmente Primo Consigliere alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione europea a Bruxelles. Ha precedentemente prestato servizio presso le Ambasciate di Addis Abeba, Madrid e Lima.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

Annunci

Stefano Baldi racconta Felice Benuzzi: il diplomatico che amava le montagne

Il Bansko Mountain Film Festival 2017 ha offerto l’occasione all’Ambasciatore Stefano Baldi di raccontare la storia di Felice Benuzzi. Benuzzi, che nel 1943 era prigioniero di guerra, evase dal campo di prigionia per scalare, insieme ad altri due compagni, il Monte Kenya. Un’impresa eroica giustificata dal suo amore per la montagna e per la libertà. Benuzzi in seguito diventò un diplomatico e conservò la sua passione per la montagna per tutta la vita. Scrisse il libro “Fuga sul Kenya. 17 giorni di libertà” che, nella sua versione inglese “No picnic on the Mount Kenya” è ormai divenuto uno dei classici della letteratura di montagna.

Felice Benuzzi. Il diplomatico che amava le montagne

 

Le riflessioni degli Ambasciatori del Circolo studi diplomatici nel libro “Il mondo intorno a noi”

E’ uscito il libro dal “Il mondo intorno a noi. Riflessioni di Ambasciatori nel Circolo Studi Diplomatici” (Greco&Greco, 2017) che raccoglie le Lettere Diplomatiche del 2016 ed i altri testi di politica internazionale scritti da diversi Ambasciatori membri del Circolo in varie occasioni. Il volume è il quarto pubblicato nella collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni e dedicata proprio agli scritti di diplomatici.

Si tratta di un progetto originale che consente una più ampia diffusione delle esclusive analisi ed approfondimenti che numerosi Ambasciatori a riposo pubblicano regolarmente. Si tratta di brevi saggi che permettono di capire meglio, grazie alla lunga e qualificata esperienza degli autori, situazioni ed eventi che caratterizzano la politica internazionale.

Ecco una breve scheda del volume preparata dall’editore:
“L’ambizione di questo volume è di offrire a coloro che vi si avvicinano elementi di conoscenza utili per orientarsi nella complessità del mondo che ci circonda, in un viaggio attraverso le principali aree geografiche del pianeta ed i loro problemi: dall’Europa in crisi di identità alla assertività della Russia di Putin, dagli Stati Uniti nel passaggio fra due Amministrazioni alle evoluzioni nel subcontinente latino americano, dalle contraddizioni dell’Africa alla sfida cinese ed alla minaccia coreana passando per le profondità dell’Asia Centrale. Il tutto senza perdere di vista gli interessi strategici italiani nel confronto con le sfide di oggi.

Nell’articolazione dei vari scritti che lo compongono ciascun lettore potrà trovare gli elementi di conoscenza e di valutazione che maggiormente si avvicinano ai suoi interessi professionali e di ricerca. Ma la visione aspira ad essere d’insieme, in uno sforzo di razionalizzazione tanto più complesso e meritorio quanto più magmatica è la materia trattata: quella, appunto, del Mondo intorno a noi.”

Autori Vari, Il mondo intorno a noi. Riflessioni di Ambasciatori nel Circolo Studi Diplomatici, Greco&Greco, Milano, 2017, pp. 372, € 15,00.

Il Circolo di Studi Diplomatici è stato fondato nel 1968 ad iniziativa di un ristretto gruppo di Ambasciatori a riposo con l’obiettivo di non disperdere le esperienze e le competenze dei vertici della carriera diplomatica italiana anche dopo la loro cessazione dal servizio attivo. Nella sua ormai più che quarantennale esistenza, il Circolo si è costantemente rinnovato ed ampliato attraverso la cooptazione dei funzionari diplomatici giunti all’apice della carriera nello svolgimento di incarichi di più alta responsabilità a Roma ed all’estero. Il Circolo è attualmente presieduto dall’Ambasciatore Gianfranco Verderame.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

I rapporti fra Venezia e Istanbul tra il ‘500 ed ‘600 nel libro di Leonardo Sampoli

Leonardo Sampoli, da ultimo Ambasciatore d’Italia in Costa Rica, ha pubblicato un libro storico dal titolo “La sconfitta del Mediterraneo. Venezia e Istanbul: incontri e scontri, da Carlo V alla guerra di Candia (1519-1669)” nel quale ripercorre 150 anni di storia che segnarono profondamente gli equilibri nel Mediterraneo ed in particolare i rapporti tra l’Impero Ottomano e la Repubblica di Venezia.

Ecco la scheda descrittiva dell’editore:

“Il 30 aprile 1645, la flotta imperiale radunata di fronte alla riva di Galata a Istanbul salpò sotto lo sguardo dei dignitari di corte, degli ambasciatori e di una folla assiepata sui colli della città, oltre il Corno d’Oro, per assistere allo spettacolo che in passato era avvenuto molte volte ma ormai ricordato solo dai più anziani. Come di consueto il sultano rivolse alle schiere in partenza il tradizionale saluto “Ci rivedremo alla Mela Rossa”, il motto che in passato alludeva all’Occidente e in particolare all’agognata conquista del suo centro, prima Roma e più tardi Vienna, a quanto si diceva. Gli osservatori stranieri, che nei mesi precedenti avevano notato gli intensi lavori nell’arsenale e nella fabbrica delle armi, si chiedevano quale potesse essere la precisa meta delle galee che scomparivano in direzione dei Dardanelli: Malta, Corfù, la Sicilia oppure Candia, l’ultimo possedimento della Serenissima, nonostante che con quest’ultima l’Impero Ottomano si trovasse in pace da ben settanta anni. La guerra di Creta sconvolse il Mediterraneo per ventiquattro anni e probabilmente contribuì a portare a conclusione il lungo periodo centrale della storia veneto-ottomana. Lo studio è mosso dall’intento di delinearne i tratti salienti alla luce del corso della politica internazionale, dall’inizio del Cinquecento con lo scontro tra l’imperatore Carlo V e il re di Francia Francesco I.”
Leonardo Sampoli, La sconfitta del Mediterraneo. Venezia e Istanbul: incontri e scontri, da Carlo V alla guerra di Candia (1519-1669), Nuova Immagine Editrice, Siena, 2016, pp. 272, € 16,00.
Leonardo Sampoli è nato e si è laureato a Siena. Diplomatico, nel corso della sua carriera dal 1969 ha prestato servizio nelle ambasciate di Ankara, di Atene di Varsavia e di Londra; è stato Console generale a Losanna e Toronto. E’ stato ambasciatore d’Italia in Costa Rica dal 2005 al 2008.

La biografia di un diplomatico goriziano: il primo libro di Federico Vidic

Federico Vidic, giovane diplomatico attualmente in servizio presso la nostra Ambasciata ad Amman, ha appena pubblicato un originale e documentato libro dal titolo “Enrico de Calice, un diplomatico goriziano tra il Sol Levante e il Corno d’Oro” nel quale ripercorre la vita e la carriera di un importante diplomatico dell’Impero austro-ungarico nato a Gorizia e vissuto nel periodo a cavallo fra il 1800 ed il 1900.

Ecco le note di copertina del libro:

“Chi fu il primo occidentale a firmare un trattato con l’imperatore del Giappone? Chi riuscì per trent’anni a mantenere la pace nei Balcani, la polveriera d’Europa, con le sole armi della diplomazia? Chi fu il più ascoltato consigliere di Francesco Giuseppe per le questioni d’Oriente? Chi divenne il decano degli ambasciatori d’Europa all’apice dell’imperialismo? Chi fu il più influente goriziano del XIX secolo? Come poté da una piccola terra di confine arrivare ai vertici della diplomazia internazionale? La vita e l’opera ancora poco nota di Enrico de Calice (1831-1912), longevo protagonista della politica estera di ben sette imperi: austro-ungarico, britannico, cinese, giapponese, russo, tedesco e ottomano. Più di cinquant’anni di storia attraverso le lenti della diplomazia, intesa come l’arte della pace nell’era dell’imperialismo e del colonialismo trionfante a cavallo tra Ottocento e Novecento.”
Federico Vidic, Enrico de Calice, un diplomatico goriziano tra il Sol Levante e il Corno d’Oro, Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, Gorizia, 2017, pp. 168, € 12,00
Federico Vidic, goriziano, ha conseguito laurea e specializzazione in Scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste, sede di Gorizia. Master in Management dei servizi avanzati all’Alma Graduate School dell’Università di Bologna. Assunto al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale a seguito del concorso diplomatico 2014, a seguito del corso di formazione professionale “Bernardo Attolico” ha prestato servizio alla Direzione Generale per l’Unione Europea, all’ufficio per i rapporti bilaterali con i Paesi dell’Europa mediterranea. Da luglio 2017 all’Ambasciata d’Italia ad Amman in Giordania.

“Odissea di un diplomatico”. Pubblicate le memorie di Claudio de Mohr

E’ uscito, per i tipi di Gangemi, il volume che raccoglie le memorie di Claudio de Mohr dal titolo “Odissea di un diplomatico …che diranno i miei figli…”. La pubblicazione dell’interessante volume è stata possibile grazie all’attento lavoro di ricerca svolto dal figlio, l’Amb. Ugo de Mohr, che non si è limitato a riordinare le varie carte disponibili, ma che ha cercato anche di ricostruire il contesto e gli eventi che hanno caratterizzato un difficile periodo della nostra storia, quello successivo all’8 settembre 1943. Il libro è la descrizione dell’odissea che si trova a vivere un uomo, un diplomatico, proprio in questo travagliato periodo.

Ecco la scheda descrittiva dell’editore:
“…la tragedia dell’8 settembre ’43 ed una terrificante condanna alla morte civile sono lo sfondo di un virtuale dialogo a distanza di mezzo secolo tra padre e figlio, dal quale emerge l’odierno perpetuarsi del “main stream” culturale dei “padroni della memoria”, evocatore di quello che, durante il ventennio, analogamente ispirava il compatto allineamento dell’intellettualità italiana alla propaganda di regime…
Nel dare alle stampe l’inedita odissea di un figlio del secolo scorso, redatta oltre sessanta anni or sono dall’esponente di un universo lontano e forse un po’ estraneo alla sensibilità dell’odierno lettore, è parso che essa potesse acquistare in accessibilità ed interesse se calata nell’ampio contesto della vicenda storica, culturale, politica,  famigliare e strettamente personale del protagonista, dipanatasi lungo la prima metà del secolo breve: dal culto dell’epopea risorgimentale, alle idealità dell’interventismo, dell’irredentismo e del più ardente nazionalismo; via via, attraverso l’entusiasmo per l’utopia fascista di un’Italia imperiale; l’amaro disinganno; il velleitario rifiuto di una proditoria ed umiliante capitolazione; il salto nel buio ed il crudele disincanto di una sleale rivalità anche tra vinti; sino alla terrificante condanna alla morte civile ed all’annosa, tormentata trattativa tenacemente condotta dall’Ambasciatore Manlio Brosio, per il ritorno alla vita dell’autore e dei suoi  sventurati compagni. Iscritte in tale ampio contesto, le situazioni ed i personaggi che abitano il racconto di quella remota e disperata odissea potranno apparire oggi meno distanti, e fors’anche concorrere, chissà, ad una maggior comprensione, non dirò condivisione, delle…“ragioni degli altri”.”

Ugo de Mohr – Claudio de Mohr, Odissea di un diplomatico …che diranno i miei figli…, Gangemi editore, Roma, 570, € 30,00.

Claudio de MOHR
Nasce a Milano nel 1900. “Focoso e solforoso come i fiammiferi”, cresce nel culto famigliare per letteratura, editoria, giornalismo e fervente patriottismo, caratteristico di oriundi profondamente radicati da oltre un secolo nella realtà e nella cultura della terra di accoglienza. Nel novembre 1918 entra orgoglioso in Gorizia alla testa del suo plotone di bersaglieri. Legionario fiumano, conserva nell’idolatrata figura del Vate l’insuperato riferimento ideale, e sviluppa la sua evoluzione ideologica e professionale in armonia con quella politica di Mussolini, mitizzata incarnazione del progetto e della vicenda fascista. A Milano è redattore, inviato speciale e collaboratore di diversi quotidiani, nonché Capo Ufficio Stampa della Casa Editrice Sonzogno. Nel 1926 si trasferisce a Roma come Redattore Capo del quindicinale “Augustea”, corrispondente di diversi quotidiani nazionali, Addetto all’Ufficio Stampa del P.N.F. e, sino al 1928, Segretario della Confederazione Nazionale degli Editori. Nel 1933 riceve da Galeazzo Ciano, che dirige l’Ufficio Stampa del Capo del Governo, l’incarico di Addetto Stampa e Propaganda dell’Ambasciata d’Italia in Bruxelles. In tale veste, nel 1941 è alla Regia Legazione d’Italia in Sofia, dove vive gli sconvolgenti avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre 1943, all’origine dell’odissea il cui racconto è consegnato in questo volume.
Ugo G. de MOHR
È nato a Bruxelles nel 1940. Capitano dell’Aeronautica. Diplomatico. Ha maturato per lunghi anni vasta esperienza nel settore della sicurezza, come Capo Ufficio Controllo Armamenti e Disarmo del M.A.E.; Primo Consigliere alla Rappresentanza d’Italia presso la NATO; Capo dell’Ufficio NATO del M.A.E. e Capo delle Delegazioni Interministeriali italiane nei Fori Internazionali deputati al controllo sulle esportazioni dei materiali sensibili a duplice uso, civile e militare. Ha servito come Console d’Italia in Turchia; Vice Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa; Consigliere ed Incaricato d’Affari in Albania. È stato Ambasciatore d’Italia in Mozambico e in Finlandia

Nuovo libro di Federico Ramaioli sulla storia del Giappone

Continua ad arricchirsi la Collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, della casa editrice Greco&Greco. E’ infatti da poco stato pubblicato un nuovo libro di Federico Ramaioli, giovane diplomatico, dal titolo “Nazione e politica nazionale. Breve storia del costituzionalismo giapponese“. Il libro tratta dell’evoluzione del sistema costituzionale nipponico a partire dalla prima costituzionalizzazione dello Stato, dopo la caduta dello shogunato, fino ai giorni nostri, soffermandosi sulle questioni piú dibattute come il riarmo e lo status dell’Imperatore.

Ecco la scheda dell’editore:
“La storia del Giappone, Impero millenario che attraversa i secoli mantenendo una solida linea di continuità pur nel rinnovamento istituzionale e sociale, è sempre stata una storia del tutto peculiare, a partire dalla sua leggendaria fondazione sino alla sua ascesa come potenza globale del mondo contemporanea. Questa peculiarità, necessariamente, si riflette anche nella struttura legale dell’ordinamento istituzionale e costituzionale nipponico, nelle sue varie fasi di evoluzione e di cambiamento. Il presente volume non vuole tracciare una mera analisi giuridica del sistema legale giapponese, quanto piuttosto ripercorrere le più salienti fasi della storia dell’Arcipelago, a partire dalla trasformazione della sua struttura istituzionale e giuridica, a partire dall’unificazione del Giappone a opera dello Shogun Tokugawa, passando per la creazione dello Stato di Meiji in seguito alla Restaurazione, e alla conseguente introduzione della prima vera Costituzione del Paese, sino a giungere alla controversa elaborazione della vigente Legge fondamentale nel contesto dell’occupazione statunitense, in seguito alla caduta del regime autoritario che aveva lanciato la sua temeraria sfida al mondo durante il secondo conflitto mondiale.”

Federico Ramaioli, Nazione e politica nazionale. Breve storia del costituzionalismo giapponese, Greco&Greco, Milano, 2017, pp. 326, € 14,00.

Federico Lorenzo Ramaioli è entrato in carriera diplomatica nel 2015. Ha collaborato con le cattedre di Filosofia del diritto e di Metodologia giuridica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si è laureato con una tesi sulla Costituzione del Giappone, ha collaborato con il quotidiano “L’Indro”. I suoi scritti includono studi sul sistema istituzionale giapponese e sull’influenza religiosa negli ordinamenti islamici. Ha pubblicato “Per Dio e l’Imperatore. I cristiani del Grande Giappone Imperiale” (Aracne, 2016) .