“La Cifra dei Medici” nell’ultimo libro dell’Amb. Sandro Siggia

L’Ambasciatore Sandro Siggia, da ultimo Ambasciatore d’Italia a Bruxelles, ha appena pubblicato un nuovo libro dal titolo “La cifra dei Medici. Le Relazioni Pubbliche”  (Mazzanti Libri, 2019) nel quale propone l’originale tesi che mostra i Medici inconsapevoli maestri di relazioni pubbliche.

Ecco la descrizione del libro a cura dell’editore:
“Questo libro, scritto con linguaggio lieve e scorrevole, tende a dare una spiegazione plausibile alla domanda che ci si pone dinanzi allo straordinario percorso compiuto dalla più famosa delle famiglie di Firenze. Come fecero i Medici, nello spazio di poche generazioni, partendo da una solida posizione economica di banchieri e mai esercitando il mestiere delle armi a diventare sovrani di uno stato di tutto rispetto, sia dal punto di vista politico, sia soprattutto, da quello culturale? Cosa distinse i Medici dai loro più diretti concorrenti?
Perché i Pitti, i Pazzi, gli Strozzi e per guardare fuori da Firenze, i Barbarigo, i Centurione, i Fugger, pur essendo ricchi e potenti come i Medici, se non più dei Medici, non riuscirono minimamente ad avvicinarsi alla loro grandezza né tantomeno riuscirono a suscitare nei posteri quel sentimento di imperitura gratitudine, che il solo nome dei Medici evoca? Cosa permise loro di scalare l’Olimpo della fama ed attraverso essa, del potere? Quale fu dunque la ‘cifra’ che distinse i Medici? Questo breve libro vi accompagna alla scoperta dell’eccezionale propensione per le ‘relazioni pubbliche’ che ebbe la famiglia intera e che usate e dosate sapientemente seppero assicurarle, sia il potere su Firenze, sia, in seguito, la gratitudine dei posteri per l’immenso patrimonio tramandatoci.”
Sandro Siggia, La cifra dei Medici. Le Relazioni Pubbliche, Mazzanti Libri, Venezia, pp. 211, Euro 20,00

Sandro Siggia è un diplomatico che ha ricoperto incarichi in Asia, in America Latina e din Europa, terminando la sua carriera come Ambasciatore d’Italia a Bruxelles. Appassionato di storia ha pubblicato “Afghanistan guerra infinita” e “Y – Saigon 1972”. Ha inoltre pubblicato “Viale dei Parioli”, “Soprattutto niente zelo” e nel 2016 “Appunti disordinati di un ambasciatore”.

 

L’Amb. Giorgio Radicati e l’ “Esplorazione della Mente. Fra lucida follia ed insano discernimento”

L’ultimo libro di Giorgio Radicati, da ultimo Ambasciatore a Praga, è intitolato  “Esplorazione della Mente. Fra lucida follia ed insano discernimento” (Mazzanti Libri, 2019) e si pone a metà strada tra romanzo e saggio di psicologia, psichiatria e psicanalisi.

Ecco la descrizione del libro a cura dall’editore:

“Un vecchio manicomio monumentale diventa teatro di una vasta esplorazione della mente dell’uomo oscillante, fin dalla notte dei tempi, fra lucida follia ed insano discernimento.I protagonisti del viaggio sono un saggio fantasioso umanista, la figlia ricoverata ed il nipote nevrotico, legati tra loro non soltanto da vincoli di sangue, ma soprattutto da un sottile solidissimo bandolo della loro “matassa mentale”, che finisce per condizionarne l’esistenza. Attraverso esperienze di vita e meditazioni di varia natura – in una atmosfera continuamente in bilico tra il sogno, la realtà e l’immaginazione – sfilano in ordine sparso dinnanzi a loro decine di comparse, reali o puramente immaginarie, illustri o del tutto sconosciute, per testimoniare e/o dimostrare la complessità della psiche nell’interpretazione degli accadimenti terreni, nel concepimento delle svariate manifestazioni umane (intime ed esteriori), nell’adozione di credi religiosi o puramente intrisi di superstizione, negli orientamenti a volte contraddittori della scienza e, in ultima analisi, nella perenne vana ricerca dell’origine e della destinazione ultima dell’Uomo.
A metà tra romanzo e saggio di psicologia, psichiatria e psicanalisi, il racconto fa meditare sulla realtà che ci circonda, focalizzandosi su manifestazioni ed eventi che possono – a seconda della persona che li vive, del momento o della loro natura e modalità – incuriosire, attrarre, spaventare, incoraggiare, esaltare e, molto spesso, turbare nel profondo.
In ultima analisi, l’esplorazione della mente proposta, rappresenta un messaggio con il quale si vuole mettere a nudo la costituzionale fragilità della mente umana, ma, al tempo stesso, esaltarne le enormi potenzialità sulle quali è riposta la possibilità di future inimmaginabili salvifiche scoperte nel campo dello spirito a favore dell’umanità.”

Giorgio Radicati, Esplorazione della Mente. Fra lucida follia ed insano discernimento, Mazzanti Libri, 2019, pp. 502, 20,00 €

Giorgio Radicati, nato a Roma, ha iniziato la sua carriera diplomatica nel 1967, rappresentando l’Italia in Europa, Stati Uniti, Sud America. Dal 1978 al 1984 presso il Ministero degli Affari Esteri, è stato il Capo dell’Ufficio Africa Sub Sahariana per la Cooperazione e lo Sviluppo. Oltre al suo ruolo di Ambasciatore si è occupato di arti visive, esponendo in molte mostre personali e collettive in Italia e all’estero e si è dedicato alla letteratura, pubblicando diversi libri.

Il nuovo libro dell’Amb. Boffo su “Yemen l’eterno. Un viaggio emozionale nella vita e nella storia”

E’ stato recentemente pubblicato l’ultimo libro dell’Amb. Mario Boffo, già Ambasciatore in Yemen e in Arabia Saudita, dal titolo “Yemen l’eterno. Un viaggio emozionale nella vita e nella storia” (Stampa Alternativa, 2019), basato sulla sua lunga esperienza nel Paese.

Qui di seguito una descrizione del libro a cura dell’editore:
“Mario Boffo ha trascorso poco più di quattro anni nello Yemen, fra il 2005 e il 2010, come ambasciatore d’Italia e, dalla conoscenza di quelle genti, dall’approfondimento della straordinaria storia dell’Arabia Felix, dallo stupore suscitato dai suoi miti, ha tratto forti emozioni e bellissime immagini che accompagnano il testo: paesaggi impensabili, volti dall’intensa espressione, foto d’epoca. Lo Yemen stesso parla in questo libro attraverso le voci di luoghi e persone – la città di Sana’a, la mitica Regina di Saba -, oppure nei resoconti dei personaggi più vari, da uno sceicco vegliardo a un aristocratico discendente del Profeta. E viene alla luce la storia delle relazioni diplomatiche con l’Italia e l’importanza che il nostro paese ha avuto per lo Yemen. L’Italia fu infatti il primo paese a riconoscere lo Yemen, nel 1926, come stato indipendente e sovrano, dopo lo sfaldamento dell’Impero ottomano. Personaggi italiani di straordinaria levatura si sono fatti protagonisti in questo paese di imprese di grande valore storico, archeologico, scientifico e culturale. Una guerra imposta, ingiusta, inaccettabile tormenta ai nostri giorni lo Yemen. Questo libro intende essere una testimonianza a favore del meraviglioso popolo yemenita e manifestare la fiducia che ancora una volta, come l’araba Fenice, “Yemen l’eterno” risorga dalle proprie tragedie.”Mario Boffo, Yemen l’eterno. Un viaggio emozionale nella vita e nella storia, Stampa Alternativa, Tarquinia, 2019, pp. 288. 22 Euro.

Mario Boffo, già funzionario diplomatico, ha alternato periodi di lavoro in Italia con altri all’estero: Congo, Spagna, Belgio (presso la NATO), Canada; nello Yemen e in Arabia Saudita ha ricoperto il ruolo di ambasciatore d’Italia. Ha già pubblicato La famiglia Cuocolo e altri racconti (Marotta, Napoli, 1995) e il romanzo storico Femmina strega (Stampa Alternativa, Viterbo – prima ed. 2004, seconda ed. 2017).

Il nuovo libro di Ugo de Mohr dedicato a Manlio Brosio “Ambasciatore e Gentiluomo”

E’ stato pubblicato il nuovo libro dell’Ambasciatore Ugo de Mohr dal titolo “Ambasciatore e Gentiluomo ….diplomatici in rosse catene 1944-1950” (Gangemi Editore, 2019), con una prefazione del Prof. Francesco Perfetti, una Biografia di  Manlio Brosio, famoso politico e diplomatico italiano, a quaranta anni dalla sua scomparsa.

Qui di seguito la scheda dell’editore:

“Manlio Brosio (Torino, 10 luglio 1997 – 14 marzo 1980). Antifascista già vicino a Gobetti, nell’immediato dopoguerra assume brevi incarichi di Governo come Ministro senza portafoglio, Vice Presidente del Consiglio e Ministro della Guerra, rispettivamente nei Governi Bonomi, Parri e De Gasperi. Accetta la nomina ad Ambasciatore a Mosca, propostagli da Nenni, per la viva curiosità che nutre per un mondo ed un Paese che ha svolto un ruolo determinante nella sconfitta del nazismo. Nella sua lunga esperienza diplomatica di Ambasciatore a Londra (1952-1954), a Washington (1955-1961), a Parigi (1961-1964), e di Segretario Generale della NATO (1964-1971), Mosca è la prima tappa. A Mosca, Brosio deve subito confrontarsi col problema dell’assoluto silenzio osservato dai sovietici sulla sorte degli oltre 60mila militari italiani mancanti all’appello, dopo il rimpatrio nel 1946 di circa 21mila prigionieri. Attorno a tale nodo di capitale importanza, gravitano altri contenziosi, rilevanti per l’estrema gravità degli illeciti internazionali in cui si concretano. Dalla dettagliata ricostruzione della faticosa stagione negoziale attraverso cui Brosio perviene alla liberazione di molti ostaggi, emerge non soltanto la personalità di un capace ed ammirevole servitore dello Stato, ma anche quella di un gentiluomo dalle ineguagliabili doti umane, testimoniate anche dai suoi Diari di Mosca, preziosa fonte rivelatrice di tutto quanto sotteso, alla altrimenti anodina prosa burocratica, in termini di intensa partecipazione umana di questo grande Ambasciatore alla drammatica vicenda dei diplomatici della R.S.I. per lunghi anni languenti nelle galere sovietiche.”

Ugo G. de Mohr, Ambasciatore e Gentiluomo ….diplomatici in rosse catene 1944-1950, Gangemi Editore, Roma, 2019, pp. 128.

Ugo G. de Mohr. Capitano dell’Aeronautica. Diplomatico. Ha maturato per lunghi anni vasta esperienza nel settore della sicurezza, come Capo “Ufficio Controllo Armamenti e Disarmo” del M.A.E.; Primo Consigliere della Rappresentanza d’Italia presso la NATO; Capo “Ufficio NATO” del M.A.E.; Responsabile del servizio “Non Proliferazione” del MAE e Capo delle Delegazioni Interministeriali Italiane nei fori Internazionali deputati al controllo sulle esportazioni dei materiali sensibili, a duplice uso civile e militare. Ha servito come Console d’Italia in Turchia; Vice Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa; Consigliere ed Incaricato d’Affari in Albania. Ambasciatore d’Italia in Mozambico, Swaziland e Finlandia.

“Nella realtà sarà tutto diverso” il primo romanzo di Dario Savoriti

Dario Savoriti, diplomatico attualmente in servizio presso il Servizio Stampa del Ministero degli Affari esteri, ha pubblicato il suo primo romanzo dal titolo “Nella realtà sarà tutto diverso”  (Il seme bianco, 2019),

Ecco la scheda dell’editore:
“Il romanzo si svolge tutto all’interno di un centro commerciale che promette di fornire prodotti, benessere e realizzazione: un mondo immaginario (ma non troppo), buffo e tendenzialmente distopico, popolato da personaggi verosimili e situazioni surreali. Il tempo sembra essersi fermato e il suo scorrere è usato come una minaccia (anche fisica) nei confronti dei ribelli e degli inutili. In questo cosmo stravagante ma non lontano, che oscilla tra l’assurdo e il possibile, il filo conduttore è costituito dalla più classica delle situazioni: l’ossessione sentimentale di un dipendente verso una collega. Questa ossessione sarà la spinta per scardinare un sistema che sembra immutabile, con degli esiti inattesi anche se prevedibili.”

Dario Savoriti, Nella realtà sarà tutto diverso, Il seme bianco, 2019, pp. 135, €13,90.

Dario Savoriti, laureato in Giurisprudenza all’Università La Sapienza, è un diplomatico con molti anni di esperienza, trascorsi a Roma e all’estero (in Romania e Mozambico), occupandosi di Africa, Europa e comunicazione. Attualmente lavora presso il Servizio Stampa del Ministero degli Esteri. Ha da sempre avuto una passione per la letteratura e il teatro, Nella realtà sarà tutto diverso è il suo esordio come scrittore.

“Un nonnulla di troppo” il nuovo romanzo di Antonino La Piana, Console Generale a Ginevra

Antonino La Piana, attualmente Console Generale a Ginevra, ha appena pubblicato il suo nuovo romanzo dal titolo “Un nonnulla di troppo” (Falco Editore, 2019).

Ecco la scheda dell’editore:

“Perché esiste qualcosa e non il nulla? Due amici con la passione per la filosofia, uno credente e l’altro ateo, si sfidano a trovare una possibile risposta ad uno degli interrogativi più complessi ed affascinanti che sia mai stato concepito. Una decadente libreria di Roma dove il giovane protagonista lavora con un vecchio stizzoso, la strampalata figlia ed i problematici nipoti dell’anziano, una intrigante professoressa di Villa Mirafiori e le esperienze di una vita vissuta in svariati Paesi africani e dell’Est Europa, compongono il caotico contesto grazie al quale, in una emblematica isola greca, i due amici trovano alla fine una loro personale risposta del perché esiste qualcosa e non il nulla…”

Antonino La Piana, Un nonnulla di troppo, Falco editore, Cosenza, 2019, pp. 348, € 17.00

Antonino La Piana, nato a Messina nel 1971, ha vissuto all’estero sin da piccolo e successivamente ha lavorato in diversi Paesi. La sua esperienza di oltre dieci anni in Africa, unita alla sua passione per la Filosofia, lo hanno portato a interrogarsi su alcuni temi concernenti l’Uomo, la sua esistenza e il mistero che lo avvolge. La professione di Funzionario Diplomatico gli ha inoltre permesso di entrare in contatto con differenti realtà culturali e umane che hanno ulteriormente stimolato la sua curiosità sui grandi perché della vita. Ha pubblicato “Il segreto del coltivatore di rose. Avventure intorno al problema del male” (Falco editore, 2016).

Le memorie di Vincenzo Prati in “Anni Ottanta da Pechino a Washington”

Il nuovo libro di Vincenzo Prati, Ambasciatore a riposo, dal titolo “ Anni Ottanta. Da Washington a Pechino. Memorie di Vita “( Guerra Edizioni, 2019 ) fa parte di una Trilogia che l’autore dedica a ricostruire – attraverso le tappe del suo nomadismo diplomatico – le fasi di una Educazione lunga come una vita.

Ecco la scheda dell’Editore:
“Educazione con la E maiuscola. Il modello è “ L’Educazione di Henry Adams “. Un classico americano: forse la più interessante autobiografia della giovane Repubblica. Prati si ispira allo stile di quell’originale modello di autobiografia che racconta la formazione intellettuale di Henry Adms. Non la quotidianità  e gli episodi del lavoro diplomatico ma la formazione di una visione generale del futuro è l’oggetto della Trilogia di Prati. Per Henry Adams l’approdo concettuale era stato la Legge della Accelerazione e cioè la convinzione che la Storia fosse ormai consegnata a superare le incertezze dell’Inerzia e che fosse guidata da una costante spinta alla Accelerazione.  Ebbene Prati comincia in questo primo libro della Trilogia –  che è dedicato agli anni Ottanta ed alle sedi di Pechino e di Washington – a descrivere come sia arrivato durante un viaggio in macchina con la famiglia verso la California ad avere la sensazione di potere acchiappare almeno per la coda  quella bestia metaforica che è il nostro Antropocene.”
Vincenzo Prati. Anni Ottanta da Pechino a Washington. Memorie di vita, Guerra Edizioni, Perugia, 2019, pp. 360, € 16.
Vincenzo Prati è nato a Chiari di Brescia nel 1948 ed accede alla carriera diplomatica nel 1975. Il conseguente nomadismo internazionale porta lui e la sua famiglia – la moglie Nariko e le figlie Anna e Giulia – da Pechino a Washington negli anni Ottanta, da Algeri a Bonn negli anni Novanta e nel nuovo secolo è Ambasciatore d’Italia in Kuwait e poi in Pakistan. Nel 2013 conclude la carriera diplomatica e prosegue una regolare attività saggistica sul tema della globalizzazione. Vive con la famiglia a Roma.

The Global Race for Tecnological superiority nel nuovo libro curato da Fabio Rugge

Il diplomatico Fabio Rugge, a capo dell’Osservatorio sulla sicurezza cibernetica dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI),  è il curatore e contributore del nuovo libro in inglese dal titolo “The Global Race for technological superiority. Discover the Security Implications” (Ledizioni, 2019), il secondo Rapporto dell’ISPI e di Brookings Institutions realizzato dall’Osservatorio sulla cybersecurity sulle sfide che pongono la nuove tecnologie dirompenti.  L’introduzione è di John R. Allen, Presidente di Brookings,  e dell’Ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del’ISPI.  La ricerca che ha portato alla pubblicazione del libro è stata realizzata anche grazie al contributo del Ministero degli Affari esteri.

Ecco una breve scheda del libro a cura dell’editore:
“This report published by ISPI and the Brookings Institution analyzes the challenges to international order posed by the ongoing race for technological superiority. From artificial intelligence and quantum computing to hypersonic weapons and new forms of cyber and electronic warfare, advances in technology have threatened to make the international security environment more unpredictable and volatile – yet the international community remains unprepared to assess and manage that risk. What is needed is a mature understanding of how technology has emerged as a key enabler of sovereignty in the XXI century, how the ongoing race for technological supremacy is disrupting the balance of power globally, and what the attendant strategic and security implications of those transformations will be. This report is an effort to that end.”
Fabio Rugge (a cura di), The Global Race for technological superiority. Discover the Security Implications, Ledizioni, Milano, 2019, pp. 181, € 12.00.
Il libro, in versione PDF, può essere liberamente scaricato dal sito dell’ISPI
Fabio Rugge, diplomatico di carriera, è attualmente Capo dell’Ufficio NATO e questioni strategiche di sicurezza e politico-militari del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2012 al 2016 ha lavorato presso l’Ufficio della Presidenza del Consiglio e in precedenza è stato Consigliere presso la Delegazione italiana presso il Consiglio Nord Atlantico a Bruxelles e Console Generale d’Italia a Mumbai (India). Per l’AA 2019-2020, Fabio Rugge è professore a contratto di Cyber Diplomacy dall’Università LUMSA   Ha tenuto corsi e lezioni in diverse università italiane (LUISS, Sant’Anna, Link Campus, Tor Vergata, Università di Firenze) su Cybersecurity e Relazioni Internazionali. Dal 2017 è a capo dell’Osservatorio sulla sicurezza cibernetica dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).

L’Amb. Maurizio Serra e la nuova edizione di “Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940)”

E’ uscita in Francia una nuova edizione, curata e prefata dall’Amb. Maurizio Serra, del libro “Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940)” di André François-Poncet. Serra aveva già pubblicato nel 2009 la versione italiana con l’editore Le Lettere di Firenze.
Il volume rappresenta un’importante testimonianza che (implicitamente) demolisce la tesi del “colpo di pugnale” perché i francesi si aspettavano, eccome, il proditorio attacco italiano e non nutrivano molte illusioni sulla non belligeranza mussoliniana.
Ecco la scheda dell’editore:
“Le témoignage inestimable d’un grand diplomate à la veille de la guerre.
Après Berlin (1931-1938), André-François Poncet demande à représenter la France à Rome. Il y sera en poste au palais Farnèse de novembre 1938 à juin 1940, complétant ainsi son « parcours cohérent et lucide » dans les années qui précèdent la guerre. Persuadé que les chemins vers la paix passent par l’Italie et Mussolini qu’il pense seul capable de « détourner de ces belliqueux projets », il y exerce ses talents de diplomate avec ferveur. Rédigés en 1961, ces Souvenirs d’une ambassade éclairent une personnalité exceptionnelle aux prises avec un moment crucial de notre histoire.
Maurizio Serra, écrivain et diplomate italien, décrypte dans sa belle et importante préface les enjeux de cet ouvrage hors du commun.”
André François-Poncet, Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940), Temps Perrin, Paris, pp. 192,  € 8.00.
Maurizio Serra è nato a Londra nel 1955, diplomatico di carriera, ha prestato servizio a Berlino, Mosca, Londra e a Parigi (come Rappresentante Permanente presso l’UNESCO) e Ginevra (come Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali).  Ha diretto l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri ed ha insegnato “Storia delle Relazioni Internazionali” all’Università LUISS di Roma. E’ autore di numerosi saggi ed articoli. Tra le sue numerose pubblicazioni “Le passager du siècle” (Hachette, 1999, ed. it. “Il passeggero del secolo”, Sellerio, 2001), biografia-intervista con lo storico François Fejtő, “Dopo la caduta. Episodi del Novecento” (Ideazione, 2004) e “Fratelli separati. Drieu-Aragon-Malraux” (Settecolori, 2006), “La Gabbia infranta” con Ennio di Nolfo (Laterza, 2010), “Malaparte. Vite e leggende” (Marsilio, 2012), “Antivita di Italo Svevo” (Aragno, 2017) e “L’Imaginifico. Vita di Gabriele D’Annunzio” (Neri Pozza, 2019).  Nel 2018, Serra ha ricevuto il Prix de la Fondation Prince Pierre de Monaco per l’insieme della sua opera.
Per un elenco completo dei libri di Maurizio Serra: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/listbooks.htm#serra

Stefano Beltrame e la sua “Breve storia degli italiani in Cina”

E’ in libreria il nuovo libro di Stefano Beltrame dal titolo “Breve storia degli italiani in Cina” (Luiss University Press, 2019). Si tratta di un originale volume che ripercorre un secolo di relazioni bilaterali fra i due Paesi in un periodo storico molto complesso e ricco di avvenimenti. E’ un’occasione per riscoprire (o talvolta scoprire) anche alcuni diplomatici che hanno avuto un ruolo importante nella storia dei rapporti bilaterali. E’ questo il caso di nomi illustri quali Carlo Sforza, Giuliano Cora, Francesco Taliani de Marchio, Adolfo Alessandrini, Daniele Varè, Herbert Ros, oltre ad altri diplomatici quasi sconosciuti come Ezio Mizzan e Paolo Alberto Rossi.

Ecco la scheda del libro dell’editore
“Il ritorno della Cina al centro della scena internazionale – non solo per economia e tecnologia, ma anche con una propria visione di nuovo ordine mondiale – è una sfida a cui siamo chiamati a rispondere. Uno strumento per farlo è anche lo studio della storia, utile non solo per conoscere il passato ma, come sosteneva Confucio, indispensabile per capire il presente e prevedere il futuro. Il contesto cinese è di difficile lettura per molte ragioni: la lingua, la vastità del contesto geografico e la complessità di quello ideologico sono elementi che senza un’intermediazione efficace rischiano di diventare barriere insuperabili. La lettura parallela e incrociata della storia d’Italia e della Cina può rappresentare una bussola utile per orientarsi nella questione e sfatare alcuni falsi miti che la circondano. Stefano Beltrame, sullo sfondo dei grandi avvenimenti storici e culturali – due guerre mondiali, la Rivoluzione culturale, le riforme economiche – lascia emergere inedite e affascinanti vicende umane, da diplomatici a rivoluzionari, da mercanti a uomini di cultura.”Stefano Beltrame, Breve storia degli italiani in Cina, Luiss University Press, Roma, 2019, pp. 286, € 20,40

Stefano Beltrame è stato console generale d’Italia a Shanghai e consigliere diplomatico del Ministro dell’Interno. Tra gli altri, è autore di Mossadeq. L’Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della rivoluzione islamica (Rubbettino) e Storia del Kuwait. Gli arabi, il petrolio e la prima guerra del Golfo (Aracne).