“Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad”. Il nuovo libro dell’Amb. Domenico Vecchioni

Si arricchisce la serie di libri biografici pubblicati da Domenico Vecchioni su personaggi contemporanei che, per motivi diversi, hanno caratterizzato la storia recente. E’ questo il caso anche dell’ultimo volume appena uscito dedicato a “Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad” (Greco&Greco, 2017) nel quale Vecchioni descrive, sempre con il suo stile scorrevole ma rigoroso, lo stile di vita e di governo di un tiranno così controverso e crudele.

 Ecco una breve scheda del volume, elaborata dall’editore:

Conosciamo Saddam Hussein, il Rais di Bagdad, per la guerra scatenata contro l’Iran, per l’aggressione al Kuwait, per le sconfitte subite dagli Stati Uniti, per la repressione dei musulmani sciiti, per il tentato genocidio dei curdi/iracheni, per la politica particolarmente ambigua nei riguardi della produzione delle armi di distruzione massiva. Non siamo, invece, molto informati sull’esercizio del suo spietato dispotismo, sulla gestione del suo potere assoluto che lo poneva al di sopra della legge, sui suoi schizofrenici comportamenti che ne faranno uno dei peggiori tiranni che il Medio Oriente abbia mai espresso.

Con questo libro proponiamo appunto di mostrare la dittatura del Rais in tutta la sua inumana crudeltà e stupefacente cinismo, ricordando le sofferenze, i lutti, gli arbitrii subiti dal popolo iracheno, che sarà costretto a pagare un pesantissimo tributo di sangue e di terrore. Il saggio si ripromette anche di evocare la megalomania di Saddam, che spesso sfociava in vera e propria mitomania, la sua patologia dell’hubris, la malattia dei dittatori, che gli faceva credere di essere onnipotente e il suo disprezzo per la vita umana. Quella altrui naturalmente, perché la sua era ben protetta da un esercito di agenti speciali, inclusi degli utilissimi sosia che gli evitavano di essere presente in situazioni potenzialmente pericolose.

Vecchioni Domenico. Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad, Greco&Greco, Milano, 2017, pp. 168, € 12,00.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito personale dell’autore: http://www.domenicovecchioni.it

Già diplomatico di carriera, Domenico Vecchioni ha ricoperto numerosi incarichi alla Farnesina e all’estero. Da ultimo è stato Ambasciatore d’Italia a Cuba. E’ autore di oltre 30 libri. Saggista, storico e divulgatore, ha al suo attivo diverse biografie storico-politiche (tra cui Raoul Wallenberg, Evita Peron, Raul Castro) e studi sulla storia dello spionaggio (da “Cynthia” alla “Storia degli 007 dall’antichità a oggi”). Direttore delle Collane “Ingrandimenti” e “Affari Esteri” della Casa Editrice Greco&Greco.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

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La guerra in Iraq nel nuovo libro di Giuseppe Cassini

cassini_IraqGiuseppe Cassini, Ambasciatore in Libano dal 1998 al 2002, ha appena pubblicato, sotto forma di ebook, un libro dal titolo “Anatomia di una Guerra. Quella “stupida” guerra in Iraq” (Narcissus.me, 2013).

 Ecco la scheda del libro elaborata dell’editore:

Il decennale dell’attacco all’Iraq è passato in Italia sotto silenzio: non solo perché le questioni internazionali riscuotono ben poca attenzione in questo Paese introflesso, centrato sul proprio ombelico, ma anche per l’imbarazzo di chi in Italia aveva spalleggiato il conflitto più “stupido”, costoso e devastante della storia recente. Sperare però che cada nel dimenticatoio è un’illusione, dato che quel conflitto ci insegue giorno dopo giorno “grazie” alle autobombe che continuano a seminare morte (50 vittime e 200 feriti a Baghdad il 19 marzo, decimo anniversario dell’invasione). L’Iraq è caduto sotto l’influenza iraniana, da un lato, e sotto l’incubo di attacchi di al-Qaeda, dall’altro. Erano questi gli obiettivi della BandaBush? Certo che no… Si tratta, infatti, di un caso estremo di eterogenesi dei fini.
I media hanno spento i riflettori sulla scena irachena per inseguire altre aree di crisi, ma l’Iraq è tuttora al centro dell’arco di crisi che va dall’AfPak (Afghanistan- Pakistan) all’Iran, alla Siria, alla Palestina. Perciò questa indagine anatomica sul conflitto iracheno va proseguita. Per non dimenticare, per non ripetere. Per non consentire alla BandaBush e ai suoi emuli in Italia di rivendicare come un successo quella strage demenziale: 125.000 iracheni (senza contare le decine di migliaia stroncate dagli stenti) e 4800 militari della “coalizione dei volenterosi”, più i reduci suicidatisi per stress post-bellico (oggi quasi uno al giorno). Un’avventura di successo: così la Banda continua a venderla ai connazionali – e venderla bene, visto che un quarto degli americani crede ancora alla bufala delle armi di sterminio in mano al regime e di un Raìs complice dei terroristi dell’11/9.
C’è però un altro quarto di americani irritati col presidente Obama per essersi ben guardato dall’aprire inchieste sull’operato di chi aveva manipolato le prove a carico dell’Iraq, scatenato la guerra, autorizzato le torture e le intercettazioni illegali.”

Ulteriori informazioni sui contenuti del libro sono consultabili qui.

Cassini, Giuseppe.  Anatomia di una Guerra. Quella “stupida” guerra in Iraq, Narcissus.me, 2013, pp. 50. € 0,99

Il libro è disponibile solo in versione ebook e può essere acquistato esclusivamente online sulla piattaforma http://ebook.unita.it/anatomia-di-una-guerra

Giuseppe Cassini è nato a S. Margherita Ligure nel 1941. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1967 ed ha prestato servizio in Belgio, Algeria, Cuba, Stati Uniti, Somalia. E’ stato Ambasciatore in Libano dal 1998 al 2002.  E’ stato successivamente Consigliere Diplomatico del Comandante del Contingente militare italiano nel quadro della missione UNIFIL. Ha pubblicato  “Gli Anni del Declino. La politica estera del Quinquennio 2001-06” (Bruno Mondadori, 2007).  Ha collaborato con quotidiani e riviste, tra cui l’Unità, il Manifesto, il Fatto Quotidiano, il Daily Star di Beirut, il Christian Science Monitor di Boston e “Il Politico” dell’Università di Pavia.