“La svolta di Francesco Cossiga”. Pubblicati i diari di Ludovico Ortona

ortona_cossiga_smE’ appena uscito il volume “La svolta di Francesco Cossiga. Diario del settennato (1985-1992)” (Nino Aragno editore, 2016) di Ludovico Ortona, che è stato il Capo dell’Ufficio stampa del Presidente della Repubblica per l’intero periodo del mandato presidenziale. Il libro, che ha una Prefazione di Giuliano Amato ed una Postfazione di Pasquale Chessa, ripercorre i complessi anni della Presidenza di Cossiga, attraverso le puntuali annotazioni quotidiane dell’autore sul proprio diario. Il volume è anche arricchito da un’utile appendice sulle persone ed i fatti del settennato ed un inserto fotografico con alcune immagini originali del periodo.

Ecco una breve scheda del libro, realizzata dall’editore:

“Il Settennato di Francesco Cossiga (1985 – 1992) è stato segnato da vicende di forte intensità sia in politica interna anche in politica estera.
Sono gli anni in cui si assiste ad un lento declino dei partiti nazionali, una rivoluzione negata dalla classe dirigente del Paese, destinata invece a sconvolgere l’intera mappa del potere politico. Sul piano internazionale si verifica un rivolgimento epocale con il crollo del muro di Berlino nel 1989, il susseguirsi di eventi nei Paesi dell’Est e la successiva dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Ludovico Ortona, Consigliere Stampa di Cossiga, ha tenuto un diario giornaliero in cui veniva registrando i retroscena più minuti e corrivi della politica quotidiana nel quadro delle scelte epocali della storia in atto. I tempi musicali, che segnano il passaggio degli anni, forniscono al lettore il senso del percorso compiuto da Cossiga, in principio vissuto dal paese come un presidente riservato, una figura grigia, opaca, silente, per diventare poi negli ultimi due anni, con le sue quotidiane esternazioni, il “picconatore”, il Presidente che denuncia in mali della politica dei partiti, protagonista assoluto della scena mediatica e politica. Le sue uscite rispondevano al desiderio di vedere l’Italia liberarsi dai “fantasmi del passato” per riformarsi e divenire un paese moderno, con una democrazia dell’alternanza tra destra e sinistra. Un importante e cruciale passaggio della storia repubblicana, che nel diario di Ortona trova una inedita dimensione.”

Ortona Ludovico. La svolta di Francesco Cossiga. Diario del settennato (1985-1992), Nino Aragno Editore, Torino, 2016, pp. 624, € 30.

Il libro è stato presentato il 29 settembre scorso in Senato da Giuliano Amato, Luigi Zanda, Stefano Folli e Franco Venturini con moderatore Pasquale Chessa. E’ disponibile la registrazione audio completa dell’evento. E’ inoltre possibile vedere il servizio video realizzato da ADNKronos.
Due interessanti articoli pubblicati sul libro:
Francesco Perfetti su Il Giornale è consultabile qui
Maurizio Caprara sul Corriere della Sera è consultabile qui
Ludovico Ortona è nato nel 1942 a Zara. Entra in diplomazia nel 1967. Dopo diversi incarichi all’estero, torna a Roma al servizio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Nel 1979 passa all’Ufficio diplomatico di Palazzo Chigi durante i ministeri di Cossiga, Forlani e Spadolini ed è a Washington dal 1982 come Consigliere Stampa. Nel 1985 è distaccato al Quirinale come Capo Ufficio Stampa del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga per l’intero settennato. E’ Ambasciatore a Lisbona e Teheran dal 1992 al 2000. Dopo un periodo al Ministero degli Esteri come Direttore Generale per i Paesi delle Americhe, nel 2005 è nominato Ambasciatore a Parigi dove rimane fino al 2009. Presidente e poi Amministratore Unico di Arcus dal 2010 al 2016, ha fondato ed è ora Presidente onorario dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, Presidente degli Amici dei Musei di Roma e della Fondazione Nuovi Mecenati di Palazzo Farnese.

“Un Ambasciatore nella Libia di Gheddafi” il nuovo libro di Francesco Trupiano

trupiano_libia_copL’Ambasciatore Francesco Trupiano ha appena pubblicato il suo primo libro dal titolo “Un Ambasciatore nella Libia di Gheddafi” (Greco e Greco, 2016) nel quale racconta i cinque anni e mezzo (dal novembre 2004 al giugno 2010) della sua missione a Tripoli. Senza essere un diario sistematico, il volume raccoglie annotazioni, impressioni a caldo, osservazioni e valutazioni dell’Autore su avvenimenti, circostanze e persone.

Il libro è il primo della collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco e Greco ha dedicato alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani.

Questa la scheda elaborata dall’editore:
“Papa Francesco, parlando della Libia ha affermato: “Sulle Primavere Arabe l’Occidente deve fare autocritica … Si poteva immaginare quello che sarebbe successo!”.
Il Presidente del Consiglio Renzi, per frenare le spinte neo-interventiste di alcuni Paesi, non ha mancato di criticare l’intervento militare del 2011 perché fatto senza curarsi del “dopo Gheddafi”. Come è possibile che Parigi, Londra, Washington e perfino Roma non fossero consapevoli che, abbattuti repentinamente Gheddafi e la sua “stateless society” chiamata Jamahiria, la Libia sarebbe stata inesorabilmente travolta nel caos con l’evidente rischio sia di una frantumazione territoriale, politica e sociale sia di una tracimazione dell’integralismo islamico?
In effetti, anche gli oppositori interni libici si sono dimostrati impreparati. Forse s’illudevano che bastasse rovesciare la dittatura perché la Libia si ritrovasse libera, ricca e in pace: invece l’unica eredità di Gheddafi è stata disgregazione del Paese, la guerra civile.
Le memorie dell’Ambasciatore Trupiano aiutano proprio a capire quali erano le condizioni della Libia negli anni immediatamente precedenti la primavera libica e l’intervento militare occidentale. Riportano, vissuti da una posizione privilegiata, gli ultimi anni della Jamahiria e del Colonnello Gheddafi, l’evoluzione interna del Paese e le sue ultime crisi nei rapporti internazionali e, ovviamente in primo piano, le complesse relazioni tra Roma e Tripoli. Raccontano anche, con straordinaria sincerità, la vita diplomatica in Libia e dipingono vividi ritratti dei tanti personaggi incontrati ”

Trupiano Francesco, Un Ambasciatore nella Libia di Gheddafi, Greco e Greco, Milano, pp. 582, Euro 15.

Francesco Trupiano  è nato a Palermo nel 1946 ed è entrato per concorso in Carriera Diplomatica nel 1971. Nel corso della carriera ha prestato servizio: a Roma, presso varie Direzioni Generali del Ministero degli Affari Esteri e il Ministero della Difesa quale Consigliere Diplomatico del Ministro; all’estero, presso le Ambasciate d’Italia a Londra e a Nairobi; a Barcellona come Console Generale e, a due riprese, a Bruxelles alla Rappresentanza Permanente Italiana presso la Nato, prima quale Delegato Italiano al Comitato Politico e, poi, come Vice Rappresentante Permanente. E’ stato Ambasciatore d’Italia a Tripoli (2004 – 2010) e ad Atene (2010 – 2011).

Un ricordo di Roberto Gaja

Roberto_Gaja_copertina_smStefano Baldi ha curato un volumetto dal titolo “Un ricordo di Roberto Gaja” (UNAP Press, 2016).

Si tratta del terzo volume monografico dedicato a ricordi su importanti diplomatici italiani del passato. I primi due volumetti già pubblicati erano dedicati ad Egidio Ortona e Pietro Quaroni.

Sulla falsariga dei precedenti, anche questo libro nasce dall’idea di raccogliere i ricordi e le considerazioni di alcuni di coloro che hanno personalmente conosciuto l’Ambasciatore Roberto Gaja. I contributi sono di Amedeo de Franchis, Sergio Romano, Leopoldo Nuti, Giusandrea Mochi Onory, Alessandro Quaroni, Pasquale Baldocci, Matteo Corradini e Giorgio Gaja. La pubblicazione, che trae spunto da un seminario per i giovani diplomatici  organizzato nel 2015, è arricchita anche da una originale serie di fotografie su Roberto Gaja e da una lista ragionata dei libri da lui scritti.

L’intento rimane quello di contribuire ad una maggiore conoscenza della nostra tradizione diplomatica attraverso la condivisione di testimonianze.

A Roberto Gaja è stato anche recentemente intitolato uno dei corsi di formazione per i Segretari di Legazione in prova del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

Baldi, Stefano (a cura di). Un ricordo di Roberto Gaja, UNAP Press, Roma, 2016. pp. 94.

La versione digitale del volume può essere scaricata gratuitamente collegandosi alla pagina:
http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_ricordo_Gaja.htm

Le versioni digitali dei precedenti due precedenti volumi sono scaricabili alle pagine:

Pietro Quaroni – http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_ricordo_quaroni.htm

Egidio Ortona – http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_ricordo_ortona.htm

Per ulteriori informazioni sul curatore: http://baldi.diplomacy.edu/stefano/baldi_bio_ita.htm

 

Mario Bondioli Osio pubblica le sue memorie

Bondioli_Farnesina_smE’ stato pubblicato il libro di memorie di Mario Bondioli Osio intitolato “Da Milano alla Sabina passando per la Farnesina” (Simonelli editore, 2016).

Ecco una breve scheda del libro, elaborata dall’autore:

“Queste “memorie” sono frutto della mia claudicante memoria: non mi sono avvalso di diari (che non ho mai tenuto), di archivi personali (che non ho, salvo qualche eccezione qui pubblicata), né di ricerche. Solo qualche controllo facilitato dalla tecnologia moderna. Chiedo scusa anticipatamente a coloro che possono o avrebbero potuto sentirsi ingiustamente attaccati. Io li ricordo così; sarà colpa della vecchiaia che incombe; cerco di combatterla, rievocando quanto di bello la vita mi ha dato e i tanti rospi che ho dovuto ingoiare.”

Bondioli Osio, Mario. “Da Milano alla Sabina passando per la Farnesina”, Simonelli editore, Milano, 2016, pp. 166, € 25 (ebook € 5,99).

E’ possible leggere un breve estratto del libro sul sito Amazon.Mario Bondioli Osio è nato a Milano nel 1936. Dopo la laurea in Giurisprudenza e una borsa di studio presso il Bologna Center della Johns Hopkins University, nel 1960 entra in Carriera Diplomatica. Ha prestato servizio a Basilea, Bonn, Tripoli, Teheran, New York. E’ stato Ambasciatore ad Aden e a Doha. Ha concluso la sua carriera diplomatica contribuendo significativamente al recupero ed alla restituzione di numerosi reperti archeologici illegalmente “emigrati” in musei e collezioni private statunitensi.

Inusuali vicende consolari nelle memorie di Maurizio Lo Re

Lore_Inusuali _smMaurizio Lo Re, già Ambasciatore a Riga, ha pubblicato un e-book dal titolo “Inusuali vicende consolari (Youcanprint editore, 2016) nel quale rievoca le sue esperienze di Console a Bastia (1978-1980) e di Console Generale a Capodistria (1990-1991). Si tratta di un’originale ed ampia illustrazione dei diversi aspetti dell’attività consolare descritta attraverso avvenimenti, personaggi e situazioni legate alle esperienze vissute dall’autore.

La pubblicazione può anche essere gratuitamente scaricata presso AmazonIBS e altre librerie online.
Ecco una breve descrizione del libro a cura dell’editore:
“I Consolati, nel quadro della protezione dei cittadini italiani all’estero, trattano prevalentemente stato civile, cittadinanza, passaporti, atti notarili, pensioni, tasse, scolarità (in passato anche servizio militare). Tutti compiti impegnativi e delicati, ma in genere non tali da suscitare forti emozioni. Tuttavia, quando l’autore ha diretto il Consolato a Bastia (Francia), negli anni 1978-80, ed il Consolato Generale a Capodistria (ex Jugoslavia, ora Slovenia), negli anni 1990-1991, si è imbattuto in vicende straordinariamente atipiche, a volte drammatiche, che qui vengono narrate. In Corsica le autorità francesi temevano un’eventuale svolta insurrezionale. In Slovenia si preparava l’indipendenza, conquistata nella guerra dei dieci giorni. Entrambi i contesti condizionavano pesantemente l’operato consolare.”

Maurizio Lo Re, Inusuali vicende consolari, Youcanprint, 2016, pp. 62.

Maurizio Lo Re, nato a Roma nel 1948, laureato in lettere, nella sua carriera diplomatica è stato in Corsica, a Cuba, nella ex Jugoslavia, quindi Ambasciatore d’Italia in Lettonia. Ha pubblicato i romanzi storici “La linea della memoria”, “Gli amici di Leuwen” e “Domani a Guadalajara”. Il romanzo biografico “Filippo Paulucci, l’italiano che governò a Riga” è stato tradotto anche in lingua lettone.

Memorabilia – L’Atlante dell’annuario diplomatico-consolare del Regno d’Italia del 1890

Desidero condividere con voi un’altra piccola “perla” pubblicata dal Ministero degli Affari Esteri nell’edizione dell’annuario diplomatico del 1890. Si tratta dell'”Atlante dell’annuario diplomatico-consolare del Regno d’Italia“. L’Atlante a colori si compone di 14 tavole nella quali viene diviso il mondo e in cui sono rappresentate le Ambasciate, le Legazioni,  i Consolati (comprese le agenzie consolari) che componevano la nostra rete diplomatico-consolare del tempo.

L’atlante può essere  consultato qui.

Per chi è interessato a questo tipo di mappe vi ricordo anche il Calendario del Ministero degli Affari Esteri pubblicato nel 1933 che conteneva altre mappe molto interessanti ed originali.

Atlante_Annuario_Diplomatico_Consolare_1890_America_Latina

 

Intervista RAI del 1987 a Felice Benuzzi sulla sua “Fuga sul Kenya”

Grazie ad un video disponibile su YOUTUBE, è possibile rivedere una breve intervista a Felice Benuzzi, tratta da “Prigionieri”, documentario ideato e realizzato da Massimo Sani nel 1987. Felice Benuzzi (1910-1988) alpinista, scrittore e diplomatico, autore del libro “Fuga sul Kenya” (1948, riedito da Corbaccio nel 2012) è anche tra i protagonisti del recente libro “Point Lenana” di Wu Ming 1 e Roberto Santachiara.

Questo la descrizione dell’intervista riportata nella pagina di YOUTUBE:
“Sani ebbe l’idea di riunire decine di ex prigionieri italiani — sia «cooperatori» [con gli Alleati dopo l’armistizio] sia «non-cooperatori» — tra le rovine del campo di concentramento nazifascista di Fossoli, nel modenese. Il genius loci stimolò il ripescaggio dei ricordi, che si intrecciarono in un racconto comunitario durato un intero giorno d’estate, fino a sera inoltrata. Tra i partecipanti c’era anche Felice: fisico asciutto, camicia vinaccia a maniche corte, calzoni scuri, vocali aperte alla triestina. Sarebbe morto un anno dopo. Sani gli diede molto spazio, lo lasciò raccontare la sua storia e fece inquadrare dalla telecamera alcuni acquerelli dipinti a Nanyuki.
Ritroviamo qui uno dei tipici understatement di Felice: «Le autorità inglesi mi consideravano una specie di cattivello». La testimonianza si trova nella seconda puntata, “La scelta”. Alle voci e immagini di questa sorta di rito collettivo si alternano immagini di repertorio (per esempio, cinegiornali in varie lingue), sequenze di fotografie d’epoca e brani di interviste filmate in altre circostanze. Fra gli intervistati [nel documentario] vi sono diversi storici, tra i quali Flavio G. Conti e Giorgio Rochat. Dal documentario Sani trasse anche un libro, “Prigionieri. I soldati italiani nei campi di concentramento. 1940-1947″, Rai-Eri, Roma 1992.”