La “Valigia diplomatica” di Antonio Morabito con prefazione di Stefano Folli

“Valigia diplomatica” (Mind edizioni, 2017) è il titolo dell’ultimo libro pubblicato da Antonio Morabito, ex Ambasciatore nel Principato di Monaco. Nel volume, che ha una prefazione di Stefano Folli, l’autore ripercorre alcuni dei momenti della sua carriera. Una piccola nota di colore: altri due diplomatici italiani hanno in passato utilizzato lo stesso titolo per i loro libri di ricordi. Si tratta di Pietro Quaroni (Garzanti, 1956) e Adolfo Alessandrini (Edizioni Bottazzi, 1984).

Ecco un breve scheda descrittiva realizzata dall’editore:

“Con un linguaggio semplice e coinvolgente, Antonio Morabito rivive le aspirazioni, i sogni, gli ideali e i momenti più significativi della sua carriera, fatti di incontri, esperienze, soddisfazioni ma anche difficoltà. Una storia al presente, piena di spunti vivaci che toccano la vita. Dal piccolo paese natio, luogo dell’infanzia, al ministero con le esperienze nei vari Paesi all’estero. Ne emerge una narrazione avvincente che coinvolge il lettore rendendolo partecipe di un viaggio speciale e inedito, offrendo una lettura reale della missione e dell’impegno dei diplomatici nel mondo. Il libro rivive, in forma di romanzo, le varie tappe di un percorso e le motivazioni che spingono allo studio, all’università, al concorso e alla realizzazione personale. La narrazione racconta efficacemente l’impegno e il lavoro della carriera diplomatica, facendone conoscere modalità di ingresso, progressione e passaggi, sulla base dell’esperienza personale.”
Morabito Antonio. Valigia diplomatica, Mind edizioni, Milano, 2017, pp. 188, € 15,30.

Ulteriori informazioni sul libro e sull’autore sono disponibili sul sito https://www.valigiadiplomatica.info

Antonio Morabito, nato a Reggio Calabria nel 1955,  si è laureato in Scienze politiche a Roma ed è entrato in carriera diplomatica nel 1986. Ha prestato servizio in Indonesia, in Argentina, in Iran ed è stato Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco dal 2010 al 2015. Esperto di comunicazione, è autore di “Indonesia. Arcipelago delle meraviglie” (Laruffa editore, 1993) e “L’Ambasciata d’Italia a Monaco” (Liber Faber, 2015) ed ha curato numerose pubblicazioni istituzionali per il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. 

“Il Paese dei papaveri”. Il libro di Jolanda Brunetti sulla sua esperienza afghana

E’ da poco uscito un interessante libro dal titolo “Il Paese dei papaveri” (Eurilink, 2017) scritto da Jolanda Brunetti e basato sulla sua esperienza afghana come coordinatore speciale della riforma della giustizia.

Questa la scheda elaborata dall’editore:
“Dal punto di vista militare e geopolitico, il teatro afghano rappresenta un punto di attrito con un’area instabile che si allarga alla regione e genera preoccupazione per la sicurezza internazionale. Dal vissuto della diplomatica italiana, responsabile per la riforma della giustizia in Afghanistan, emergono i temi scomodi alla base delle incomprensioni, politiche e culturali – all’interno dell’Alleanza e con le Istituzioni internazionali e locali – nonché dell’insufficienza di risposte, concrete ed adeguate, alla risoluzione della complessa questione afghana. Un variegato – talora ironico, amaro e divertente – excursus sul tessuto socio-culturale afghano nonché sul contributo degli sponsors occidentali, che rivela gli aspetti meno noti e più controversi della cooperazione nel Paese. Un ambiente, quello afghano, forte e diretto ma anche violento e ambiguo, così come affiora da una visione consapevole delle circostanze. Non c’è, né potrebbe esserci, un pronostico sugli sviluppi finali perché le vicende afghane sono legate alla complessità degli interessi in presenza, sia a livello locale che sul piano internazionale. Rimane la descrizione fedele di un panorama geopolitico che, nella storia recente, segnò – per primo – il ciclo dei grandi cambiamenti politico-militari della nostra epoca.”Brunetti Jolanda, Il Paese dei papaveri, Eurilink, Roma, pp. 142, Euro 18.

Jolanda Brunetti, Ambasciatore, ha vinto il Concorso diplomatico nel 1967 ed è stata una delle due prime donne a entrare nella Carriera diplomatica italiana. E’ stata inviata a Kuala Lumpur, New York e Parigi e Capo Missione a Yangon (allora Rangoon), Tashkent, Dushanbè e Kiev. Infine è stata nominata Coordinatore speciale per la riforma della giustizia in Afghanistan, dove ha soggiornato per due anni.

Sandro Siggia e i suoi “Appunti disordinati di un Ambasciatore”

E’ stato pubblicato il secondo libro della collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco e Greco ha dedicato alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani.

Si tratta del volume di Sandro Siggia dal titolo  “Appunti disordinati di un Ambasciatore” (Greco e Greco, 2016) che raccoglie una serie di testimonianze e storie vissute dall’autore nel corso della sua carriera diplomatica.

Questa la scheda elaborata dall’editore:
“L’ambasciatore Siggia ripercorre le principali fasi della sua carriera diplomatica con un approccio distaccato e benevolo al tempo stesso, con una scrittura gradevole e accattivante e con una sorprendente capacità narrativa che lo colloca a pieno titolo nella scia della grande tradizione dei diplomatici-scrittori. L’Autore ci guida attraverso le sue varie sedi di destinazione (da Saigon a Lima, da Dacca a Francoforte ecc…), rivelandoci episodi singolari, svelando aspetti inediti dei grandi personaggi, dal principe Sihanouk a Oriana Fallaci. Un libro dall’indubbio fascino, interessante, spiritoso e che si legge con vero piacere. Un libro dove l’autore conserva sempre lo stile e la cortesia che lo caratterizzano, il suo aplomb di “diplomatico sorridente” anche quando affronta gli aspetti sgradevoli del suo tragitto professionale.”Sandro Siggia, Appunti disordinati di un Ambasciatore, Greco e Greco, Milano, pp. 254, Euro 13.

Sandro Siggia è entrato in diplomazia nel 1969 ed ha ricoperto incarichi in Asia, America Latina ed Europa, terminando la sua carriera come Ambasciatore d’Italia a Bruxelles. Appassionato di storia ha pubblicato “Afghanistan guerra infinita” che descrive con rapidi tratti il percorso del tormentato paese dalla costituzione del regno ai giorni nostri e “Y-Saigon 1972”, un originale diario sulla sua esperienza in Vietnam durante la guerra. Ha inoltre pubblicato “Viale dei Parioli” che prendendo spunto da esperienze familiari, evidenzia un’Italia che compie passi da gigante nell’arco di tempo che va dal 1950 al 1970, e “Soprattutto niente zelo” che descrive un episodio atipico, al limite del surreale occorso durante il periodo in cui prestava servizio a Bruxelles.

“La svolta di Francesco Cossiga”. Pubblicati i diari di Ludovico Ortona

ortona_cossiga_smE’ appena uscito il volume “La svolta di Francesco Cossiga. Diario del settennato (1985-1992)” (Nino Aragno editore, 2016) di Ludovico Ortona, che è stato il Capo dell’Ufficio stampa del Presidente della Repubblica per l’intero periodo del mandato presidenziale. Il libro, che ha una Prefazione di Giuliano Amato ed una Postfazione di Pasquale Chessa, ripercorre i complessi anni della Presidenza di Cossiga, attraverso le puntuali annotazioni quotidiane dell’autore sul proprio diario. Il volume è anche arricchito da un’utile appendice sulle persone ed i fatti del settennato ed un inserto fotografico con alcune immagini originali del periodo.

Ecco una breve scheda del libro, realizzata dall’editore:

“Il Settennato di Francesco Cossiga (1985 – 1992) è stato segnato da vicende di forte intensità sia in politica interna anche in politica estera.
Sono gli anni in cui si assiste ad un lento declino dei partiti nazionali, una rivoluzione negata dalla classe dirigente del Paese, destinata invece a sconvolgere l’intera mappa del potere politico. Sul piano internazionale si verifica un rivolgimento epocale con il crollo del muro di Berlino nel 1989, il susseguirsi di eventi nei Paesi dell’Est e la successiva dissoluzione dell’Unione Sovietica.

Ludovico Ortona, Consigliere Stampa di Cossiga, ha tenuto un diario giornaliero in cui veniva registrando i retroscena più minuti e corrivi della politica quotidiana nel quadro delle scelte epocali della storia in atto. I tempi musicali, che segnano il passaggio degli anni, forniscono al lettore il senso del percorso compiuto da Cossiga, in principio vissuto dal paese come un presidente riservato, una figura grigia, opaca, silente, per diventare poi negli ultimi due anni, con le sue quotidiane esternazioni, il “picconatore”, il Presidente che denuncia in mali della politica dei partiti, protagonista assoluto della scena mediatica e politica. Le sue uscite rispondevano al desiderio di vedere l’Italia liberarsi dai “fantasmi del passato” per riformarsi e divenire un paese moderno, con una democrazia dell’alternanza tra destra e sinistra. Un importante e cruciale passaggio della storia repubblicana, che nel diario di Ortona trova una inedita dimensione.”

Ortona Ludovico. La svolta di Francesco Cossiga. Diario del settennato (1985-1992), Nino Aragno Editore, Torino, 2016, pp. 624, € 30.

Il libro è stato presentato il 29 settembre scorso in Senato da Giuliano Amato, Luigi Zanda, Stefano Folli e Franco Venturini con moderatore Pasquale Chessa. E’ disponibile la registrazione audio completa dell’evento. E’ inoltre possibile vedere il servizio video realizzato da ADNKronos.
Due interessanti articoli pubblicati sul libro:
Francesco Perfetti su Il Giornale è consultabile qui
Maurizio Caprara sul Corriere della Sera è consultabile qui
Ludovico Ortona è nato nel 1942 a Zara. Entra in diplomazia nel 1967. Dopo diversi incarichi all’estero, torna a Roma al servizio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Nel 1979 passa all’Ufficio diplomatico di Palazzo Chigi durante i ministeri di Cossiga, Forlani e Spadolini ed è a Washington dal 1982 come Consigliere Stampa. Nel 1985 è distaccato al Quirinale come Capo Ufficio Stampa del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga per l’intero settennato. E’ Ambasciatore a Lisbona e Teheran dal 1992 al 2000. Dopo un periodo al Ministero degli Esteri come Direttore Generale per i Paesi delle Americhe, nel 2005 è nominato Ambasciatore a Parigi dove rimane fino al 2009. Presidente e poi Amministratore Unico di Arcus dal 2010 al 2016, ha fondato ed è ora Presidente onorario dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, Presidente degli Amici dei Musei di Roma e della Fondazione Nuovi Mecenati di Palazzo Farnese.

“Un Ambasciatore nella Libia di Gheddafi” il nuovo libro di Francesco Trupiano

trupiano_libia_copL’Ambasciatore Francesco Trupiano ha appena pubblicato il suo primo libro dal titolo “Un Ambasciatore nella Libia di Gheddafi” (Greco e Greco, 2016) nel quale racconta i cinque anni e mezzo (dal novembre 2004 al giugno 2010) della sua missione a Tripoli. Senza essere un diario sistematico, il volume raccoglie annotazioni, impressioni a caldo, osservazioni e valutazioni dell’Autore su avvenimenti, circostanze e persone.

Il libro è il primo della collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco e Greco ha dedicato alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani.

Questa la scheda elaborata dall’editore:
“Papa Francesco, parlando della Libia ha affermato: “Sulle Primavere Arabe l’Occidente deve fare autocritica … Si poteva immaginare quello che sarebbe successo!”.
Il Presidente del Consiglio Renzi, per frenare le spinte neo-interventiste di alcuni Paesi, non ha mancato di criticare l’intervento militare del 2011 perché fatto senza curarsi del “dopo Gheddafi”. Come è possibile che Parigi, Londra, Washington e perfino Roma non fossero consapevoli che, abbattuti repentinamente Gheddafi e la sua “stateless society” chiamata Jamahiria, la Libia sarebbe stata inesorabilmente travolta nel caos con l’evidente rischio sia di una frantumazione territoriale, politica e sociale sia di una tracimazione dell’integralismo islamico?
In effetti, anche gli oppositori interni libici si sono dimostrati impreparati. Forse s’illudevano che bastasse rovesciare la dittatura perché la Libia si ritrovasse libera, ricca e in pace: invece l’unica eredità di Gheddafi è stata disgregazione del Paese, la guerra civile.
Le memorie dell’Ambasciatore Trupiano aiutano proprio a capire quali erano le condizioni della Libia negli anni immediatamente precedenti la primavera libica e l’intervento militare occidentale. Riportano, vissuti da una posizione privilegiata, gli ultimi anni della Jamahiria e del Colonnello Gheddafi, l’evoluzione interna del Paese e le sue ultime crisi nei rapporti internazionali e, ovviamente in primo piano, le complesse relazioni tra Roma e Tripoli. Raccontano anche, con straordinaria sincerità, la vita diplomatica in Libia e dipingono vividi ritratti dei tanti personaggi incontrati ”

Trupiano Francesco, Un Ambasciatore nella Libia di Gheddafi, Greco e Greco, Milano, pp. 582, Euro 15.

Francesco Trupiano  è nato a Palermo nel 1946 ed è entrato per concorso in Carriera Diplomatica nel 1971. Nel corso della carriera ha prestato servizio: a Roma, presso varie Direzioni Generali del Ministero degli Affari Esteri e il Ministero della Difesa quale Consigliere Diplomatico del Ministro; all’estero, presso le Ambasciate d’Italia a Londra e a Nairobi; a Barcellona come Console Generale e, a due riprese, a Bruxelles alla Rappresentanza Permanente Italiana presso la Nato, prima quale Delegato Italiano al Comitato Politico e, poi, come Vice Rappresentante Permanente. E’ stato Ambasciatore d’Italia a Tripoli (2004 – 2010) e ad Atene (2010 – 2011).

Un ricordo di Roberto Gaja

Roberto_Gaja_copertina_smStefano Baldi ha curato un volumetto dal titolo “Un ricordo di Roberto Gaja” (UNAP Press, 2016).

Si tratta del terzo volume monografico dedicato a ricordi su importanti diplomatici italiani del passato. I primi due volumetti già pubblicati erano dedicati ad Egidio Ortona e Pietro Quaroni.

Sulla falsariga dei precedenti, anche questo libro nasce dall’idea di raccogliere i ricordi e le considerazioni di alcuni di coloro che hanno personalmente conosciuto l’Ambasciatore Roberto Gaja. I contributi sono di Amedeo de Franchis, Sergio Romano, Leopoldo Nuti, Giusandrea Mochi Onory, Alessandro Quaroni, Pasquale Baldocci, Matteo Corradini e Giorgio Gaja. La pubblicazione, che trae spunto da un seminario per i giovani diplomatici  organizzato nel 2015, è arricchita anche da una originale serie di fotografie su Roberto Gaja e da una lista ragionata dei libri da lui scritti.

L’intento rimane quello di contribuire ad una maggiore conoscenza della nostra tradizione diplomatica attraverso la condivisione di testimonianze.

A Roberto Gaja è stato anche recentemente intitolato uno dei corsi di formazione per i Segretari di Legazione in prova del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale.

Baldi, Stefano (a cura di). Un ricordo di Roberto Gaja, UNAP Press, Roma, 2016. pp. 94.

La versione digitale del volume può essere scaricata gratuitamente collegandosi alla pagina:
http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_ricordo_Gaja.htm

Le versioni digitali dei precedenti due precedenti volumi sono scaricabili alle pagine:

Pietro Quaroni – http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_ricordo_quaroni.htm

Egidio Ortona – http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_ricordo_ortona.htm

Per ulteriori informazioni sul curatore: http://baldi.diplomacy.edu/stefano/baldi_bio_ita.htm

 

Mario Bondioli Osio pubblica le sue memorie

Bondioli_Farnesina_smE’ stato pubblicato il libro di memorie di Mario Bondioli Osio intitolato “Da Milano alla Sabina passando per la Farnesina” (Simonelli editore, 2016).

Ecco una breve scheda del libro, elaborata dall’autore:

“Queste “memorie” sono frutto della mia claudicante memoria: non mi sono avvalso di diari (che non ho mai tenuto), di archivi personali (che non ho, salvo qualche eccezione qui pubblicata), né di ricerche. Solo qualche controllo facilitato dalla tecnologia moderna. Chiedo scusa anticipatamente a coloro che possono o avrebbero potuto sentirsi ingiustamente attaccati. Io li ricordo così; sarà colpa della vecchiaia che incombe; cerco di combatterla, rievocando quanto di bello la vita mi ha dato e i tanti rospi che ho dovuto ingoiare.”

Bondioli Osio, Mario. “Da Milano alla Sabina passando per la Farnesina”, Simonelli editore, Milano, 2016, pp. 166, € 25 (ebook € 5,99).

E’ possible leggere un breve estratto del libro sul sito Amazon.Mario Bondioli Osio è nato a Milano nel 1936. Dopo la laurea in Giurisprudenza e una borsa di studio presso il Bologna Center della Johns Hopkins University, nel 1960 entra in Carriera Diplomatica. Ha prestato servizio a Basilea, Bonn, Tripoli, Teheran, New York. E’ stato Ambasciatore ad Aden e a Doha. Ha concluso la sua carriera diplomatica contribuendo significativamente al recupero ed alla restituzione di numerosi reperti archeologici illegalmente “emigrati” in musei e collezioni private statunitensi.