Ricordi inediti dell’Amb. Mario Luciolli

Grazie alla cortesia di Ludovico Luciolli. figlio dell’Amb. Mario Luciolli, è stato possibile recuperare una serie di ricordi inediti del padre.

Questa serie di documenti, fotografie, recensioni e articoli, non solo in italiano, sono raccolti in una originale pubblicazione digitale che ho il piacere di condividere con voi.

Luciolli Mario, Ricordi di Mario Luciolli (1910 – 1988), 2018, pp. 131.

Il volume può essere liberamente scaricato qui

Mario Luciolli: nato a Roma nel 1910, deceduto a Parigi nel 1988. Diplomatico dal 1933 al 1976: 1934-38: Vice Console a Zurigo e Parigi; 1938-40: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1940: Console a Melbourne; 1941-42: all’Ambasciata a Berlino; 1942-43: nuovamente a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1943-44: Console a San Sebastiano; 1945-48: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri): 1945-46: Capo dell’Ufficio dei Rapporti con le Potenze Alleate della Direzione degli Affari Economici; 1946: membro della Delegazione Italiana alla Conferenza della Pace a Parigi; 1947-48: alla Direzione del Personale; 1948-1955: Consigliere e poi Ministro Consigliere a Washington; 1955-56: al Quirinale: Consigliere Diplomatico del Presidente Gronchi; 1956-60: Ambasciatore a Santiago: 1960-64: Ambasciatore ad Ankara; 1964-76: Ambasciatore a Bonn; 1976-88: a riposo a Parigi.
Nel 1945 e 1946 ha collaborato ai quotidiani La Tribuna, Il Secolo XX e altri, alla rivista mensile La Città libera e alla rivista Mercurio.
Dopo il collocamento a riposo ha collaborato a Il Giornale, La Nazione, Il Gazzettino, La Sicilia, Libro Aperto, La Revue des Deux Mondes e ad altri giornali e riviste.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

I ricordi di Paolo Foresti nel suo ultimo libro “I pranzi dell’Ambasciatore”

Paolo Foresti, Ambasciatore in Albania dal 1993 al 1997, ha appena pubblicato un originale volume di ricordi dal titolo “I pranzi dell’Ambasciatore” (Greco&Greco, 2019) nel quale ripercorre una serie di episodi legati alla sua carriera diplomatica.

Il volume è il decimo pubblicato nella collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni e dedicata proprio agli scritti di diplomatici.

Ecco un brano dall’introduzione del giornalista Franco di Mare:
“… A Tirana socialisti e conservatori si combattevano a colpi di disinformatia e dossier (le fake news sono nate a Tirana, in quel periodo). Il compito di osservare quel che accadeva, informare il nostro governo, tenere le fila delle relazioni, mediare fra i governi, districarsi tra le false informazioni, evitare i trabocchetti e i tranelli, vegliare sulla sicurezza della missione interforze italiana e su quelle degli italiani residenti in quelle lande geograficamente vicine, eppure tanto lontane, era affidato a Paolo Foresti. Un compito immane per un solo uomo. Eppure Paolo era in grado di fronteggiare tutto questo e la folta comunità giornalistica italiana che ogni tanto si affacciava alla sua residenza e ne approfittava per attingere alle sue preziose analisi e a qualche generoso contribuito della ineguagliabile cucina dell’Ambasciatore.Se è vero che le difficoltà possono interrompere le relazioni o saldarle per sempre, è lì che è nata la mia amicizia con Paolo Foresti. Vederlo all’opera in uno spaventoso contesto come quello, mi ha dato modo di apprezzarne l’equilibrio, la pacatezza e la competenza. Provate voi a mantenervi tranquilli mentre Tirana viene abbandonata dalla polizia e dall’esercito, con il grido “Valona Valona” che si leva dalla periferia di Tirana in una notte terribile e deserta. Un grido che annunciava una possibile, prossima invasione della capitale da parte dei ribelli: i prodromi di un bagno di sangue…”

Paolo Foresti, I pranzi dell’Ambasciatore, Greco&Greco, Milano, 2019, pp. 194, € 12,00.

Paolo Foresti è laureato in Scienze economiche all’Università di Roma e specializzato in Studi sull’integrazione europea, sullo sviluppo economico e sulla politica e l’economia internazionale.

Diplomatico di carriera ha ricoperto numerosi incarichi a Roma e all’estero soprattutto nel settore della diplomazia multilaterale: responsabile economico all’ambasciata a Belgrado; capo del settore delle relazioni con i paesi del Mediterraneo e del Medioriente alla nostra rappresentanza presso le Comunità Europee; alla Farnesina come Capo delle segreterie di vari sottosegretari agli esteri, Consigliere diplomatico di tre Ministri della difesa nel periodo tra la caduta del muro di Berlino e la prima guerra del Golfo, Consigliere diplomatico del Ministro per le politiche comunitarie; Ambasciatore a Tirana e Ambasciatore, capo della rappresentanza presso l’Unione Europea Occidentale. Nell’anno accademico 1983-1984 è stato Chairman dei Fellows del Center of International Affairs dell’Università di Harvard (Cambridge, Massachusset-USA). Autore di numerose pubblicazioni su giornali e riviste specializzate italiane ed estere ha pubblicato il volume “Il dialogo con gli Stati Uniti ed il malessere europeo” (Ed. Il Mulino, 1986). Dopo avere lasciato il servizio diplomatico ha contribuito alla creazione di due realtà universitarie private in Albania partecipando al loro sviluppo sia da Rettore che da membro del Consiglio di amministrazione.
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Aldo Moro visto dall’Amb. Roberto Ducci – Un volume ripubblicato a cura del Prof. Luciano Monzali

Un nuovo interessante volume si aggiunge alla collana “Minima Storiografica” della Piccola Biblioteca della Nuova Rivista Storica. E’ stato infatti ripubblicato il saggio di Roberto Ducci dal titolo “La mestizia di Aldo Moro” originariamente edito nel 1982 (nel libro “I Capintesta”). Il volume è stato curato dal Prof. Luciano Monzali che già in passato aveva curato la ripubblicazione di un libro di Pietro Quaroni a suo tempo segnalato anche in questa lista.

La ripubblicazione di quanto scritto da Ducci sul noto politico italiano ha un grande valore perché ci consente di poter nuovamente disporre di un testo di grande attualità e forza interpretativa.
Lo scritto di Ducci è preceduto da un lungo e documentato saggio storico dall’evocativo titolo “Un intellettuale alla Farnesina” che contiene un profilo biografico dell’Amb. Ducci molto ben narrato. Un saggio che ci aiuta a capire meglio non solo l’illustre diplomatico e la sua forte personalità, ma anche alcune dinamiche del Ministero degli Affari esteri del secondo dopoguerra. Su gentile concessione del curatore, troverete in allegato l’estratto dal volume che si riferisce proprio a questo interessantissimo testo.
Ecco la scheda descrittiva del libro elaborata dall’editore:

“Aldo Moro è una figura tragica e controversa della storia italiana del Novecento. Esaltato, odiato, disprezzato, quasi sempre incompreso. Roberto Ducci fu un suo stretto collaboratore al Ministero degli Affari Esteri. In quanto direttore degli Affari Politici della Farnesina, accompagnò Moro nelle sue visite internazionali ed ebbe occasione di conoscerlo da vicino e di confrontarsi lungamente con lui. Il ritratto di Aldo Moro che egli ha scritto rimane una delle più profonde e intelligenti riflessioni e testimonianze di un contemporaneo sulla personalità dello statista trucidato dalle Brigate Rosse. Secondo Ducci, Moro era un uomo solitario, timido e introverso, freddo e realista, dotato di elevate doti intellettuali e di una grande considerazione di sé, che si univano ad un profondo senso del dovere dell’uomo di Stato, pronto a sacrificarsi in nome dell’interesse della Nazione. Era un meridionale atipico, per niente sentimentale e amante dei facili proclami, poco propenso a circondarsi di corregionali fra i propri collaboratori più stretti. A parere del diplomatico toscano, Moro era pessimista sul futuro dell’Italia unitaria, di cui percepiva la fragilità
degli equilibri politici interni e della posizione geopolitica, ed era probabilmente consapevole di essere predestinato ad una morte fuori del comune, «anche se certamente non immaginava una morte così impensabile». Da ciò derivò la mestizia di Aldo Moro, una sorta di tristezza che domina l’uomo superiore, il cattolico vero “presciente e cosciente” del fatto che la fine e la morte non colpiscono solo lui, ma l’insieme degli esseri umani o gran parte di essi o almeno il gruppo cui egli appartiene. Moro percepiva la crisi profonda dell’Italia contemporanea e, a parere di Ducci, cercò in tutti i modi di frenarla e scongiurarla guidando un processo di riforme, fondato sulla costituzionalizzazione del Partito comunista e la progressiva trasformazione dello Stato italiano in Repubblica presidenziale, che avrebbe portato alla creazione di nuovi e stabili equilibri politici interni.”

Roberto Ducci, La politica estera italiana dal 1914 al 1945, Società Editrice Dante Alighieri, Roma, 2018, pp. 152, € 8.00.
Il libro può essere acquistato rivolgendosi direttamente alla casa editrice (info@societaeditricedantealighieri.it)

Roberto Ducci (La Spezia 8 febbraio 1914 – Roma 9 marzo 1985) è stato una delle personalità più rilevanti della diplomaziaitaliana nel Novecento. Membro della delegazione italiana che negoziò i trattati di Roma del 1957, ambasciatore a Belgrado, Vienna e Londra, direttore degli Affari Politici del Ministero degli Affari Esteri dal 1970 al 1975, Ducci fu un protagonista delle principali vicende della politica estera dell’Italia della Prima Repubblica. Ma il diplomatico toscano è stato anche un brillante giornalista e scrittore, commentatore politico e poeta. Fra i suoi principali scritti ricordiamo: Questa Italia. Saggio sul fascismo e dopo, Verona-Milano, 1948; I

contemporanei, Torino, 1976; I Capintesta, Milano, 1982; Candidato a morte, Bologna, 1983; La bella gioventù, Bologna, 1996; Le speranze d’Europa. (Carte sparse 1943-1985), a cura di G. Lenzi, Soveria Mannelli, 2007.

Ambasciator non porta pena … ma porta penna

Nel corso della trasmissione di Radio3mondo andata in onda il 29 novembre 2018 il giornalista Roberto Zichittella ha intervistato l’Ambasciatore Stefano Baldi  sul tema dei libri scritti da diplomatici. Lo spunto è stato fornito dalla recente pubblicazione del libro “Il diplomatico su carta“, che può essere liberamente scaricato online.

E’ stata un’occasione per raccontare alcuni aspetti della produzione libraria dei diplomatici italiani che va dalla memorialistica alla narrativa, ai libri di storia e di poesie.

Per riascoltare l’intervista clicca qui

Original drawing by Francesco Granatiero

“L’arte che non dorme. Memorie e fantasie di un viaggio infinito”, l’ultimo libro di Mario Palma

Palma_arteE’ appena stato pubblicato un nuovo libro di Mario Palma, attuale ambasciatore in Bangladesh, dal titolo “L’arte che non dorme. Memorie e fantasie di un viaggio infinito” (Deriveapprodi, 2018). Con una narrazione molto personale, l’autore ripercorre e rilegge emozioni ed esperienze sul filo della memoria di una vita trascorsa in angoli del mondo molto diversi fra loro.

Ecco la descrizione del libro da parte dell’editore:
“L’intrigante titolo di questo secondo libro di Mario Palma non cela un saggio accademico di critica d’arte. Tutt’altro. È la narrazione, curiosa e avvincente, delle emozioni e riflessioni che tante inedite espressioni di creatività umana hanno provocato nel cuore e nella mente dell’autore. Innanzitutto, l’arte è per Palma – diplomatico di origini contadine che fin da ragazzo ha avvertito l’urgenza di spingere lo sguardo oltre il familiare orizzonte delle colline del suo Molise – godimento estetico e strumento privilegiato di conoscenza del mondo e dell’altro. Ma è l’arte «che non dorme», o meglio quella, per usare le parole di Emilio Isgrò, che ha la «nobile missione di risvegliare il mondo che dorme», a galvanizzarlo. Quella per l’arte così declinata è, infatti, la sua passione. Ed è appunto la passione, e la conseguente irruenza, a guidare la sua penna, dalla quale la scrittura sembra uscire immediata e spontanea, ma nello stesso tempo temperata, perché colta e raffinata. Le due cose stanno miracolosamente insieme determinando, come si dice, uno stile. E, nel caso, lo stile è del tutto originale. Perché scanzonato, spumeggiante, vorticoso, provocatorio, irrituale. Un volo radente velocissimo e travolgente su una elencazione ininterrotta di emozioni visive. Un viaggio infinito. Un trip, avremmo detto una volta.”

Mario Palma, L’arte che non dorme. Memorie e fantasie di un viaggio infinito, Deriveapprodi, Roma, 2018, pp. 160, € 18.00

Il libro può essere acquistato nelle principali librerie ed è anche disponibile nelle numerose librerie online (ad esempio http://www.ibs.it o http://www.amazon.it)

Mario Palma è attualmente ambasciatore italiano in Bangladesh. Nato nel 1955 a Montenero di Bisaccia, in provincia di Campobasso, ha iniziato la carriera diplomatica nel 1985. Ha vissuto e lavorato in Germania, in Cina, in Giappone, in Turchia e a Taiwan.

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“Oltre Trieste”: i ricordi di Giorgio Rosso Cicogna

Rosso_TriesteGiorgio Rosso Cicogna, già diplomatico di carriera ed alto funzionario internazionale, ha appena pubblicato un libro dal titolo “Oltre Trieste. Storie di famiglia e di vita vissuta (un secolo attraverso molte frontiere)” (LEG edizioni, 2018) in cui l’autore, facendo perno su Trieste, intreccia storia e cronaca familiare con vicende e considerazioni personali.

Ecco una breve scheda del volume elaborata dall’editore:
“Questo libro non è un romanzo, né un saggio su temi socio-politici, e neppure un racconto tratto da spunti biografici: testimonianze variegate combinano ricordi sentiti in famiglia o di vita vissuta con riflessioni sulle vicende del mondo. Una piccola storia nella Grande Storia, dal 1915 ad oggi, con Trieste baricentro ricorrente. Attraverso varie vicissitudini dell’Italia fascista che coinvolsero direttamente, con una tragedia di terrorismo, la famiglia materna e con Mussolini in prima persona quella paterna, dopo la Seconda Guerra Mondiale l’attenzione si sposta su avvenimenti, misteri e protagonisti delia Prima Repubblica in Italia, che l’autore ha conosciuto da vicino con rapporti di stretta collaborazione e di amicizia. Della sua carriera in diplomazia sono anche richiamati, sempre con un voluto distacco e con una vena d’ironia, eventi diversificati in Europa, negli Stati Uniti ed in America Latina, in Africa, in Asia, ed incontri ravvicinati con diversi personaggi in ogni parte del mondo. Alla caduta del Muro di Berlino corrisponde un radicale cambio professionale, nella prospettiva di contribuire al rilancio di un ruolo per Trieste nella nuova realtà europea. Nella conclusione l’auspicio di un impegno generalizzato per contrastare superficialità e consumismo alle radici del populismo, con una rinnovata fiducia nell’Europa, contestando in parallelo l’inevitabilità di un confronto epocale tra Occidente e Islam. Così si configura un appello finale a combattere la crescente divaricazione fra troppi poveri senza speranza e pochi ricchissimi: un esproprio democratico da perseguire pacificamente a livello mondiale.”

Giorgio Rosso Cicogna, Oltre Trieste. Storie di famiglia e di vita vissuta (un secolo attraverso molte frontiere), LEG edizioni, Gorizia, 2018, pp. 536, € 24.

Giorgio Rosso Cicogna, nato a Trieste nel 1945, è stato diplomatico con incarichi anche a Palazzo Chigi ed ai Ministeri della Ricerca e delle Partecipazioni Statali oltre a quelli alla Farnesina, tra i quali Console a Vienna ed Incaricato d’affari a.i. in India. Dopo la caduta del muro di Berlino, lascia la carriera per il settore privato, come Direttore della Confindustria a Trieste e poi come consulente internazionale. Riprende in seguito un’attività multilaterale come direttore del Centro per la Scienza e Tecnologia dell’UNIDO e Segretario Generale Vicario dell’Iniziativa Centro-Europea a Trieste, dove oggi risiede.

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Pietro Quaroni e la politica estera italiana – un volume a cura di Luciano Monzali

E’ stato ripubblicato un lungo saggio particolarmente interessante dell’Amb. Pietro Quaroni dal titolo “La politica estera italiana dal 1914 al 1945” originariamente edito nel 1968. Il libro è stato curato dal Prof. Luciano Monzali e fa parte della collana “Minima Storiografica” della Piccola Biblioteca della Nuova Rivista Storica. Lo scritto di Quaroni è preceduto da un saggio di inquadramento storico molto efficace del Prof. Monzali dal titolo “Pietro Quaroni protagonista e testimone della politica estera italiana del Novecento” nel quale viene ripercorsa la vita personale e professionale dell’illustre diplomatico italiano.

Ecco la scheda descrittiva del libro elaborata dall’editore:
“Pietro Quaroni, uno dei più importanti diplomatici italiani nel Novecento, sviluppa in questo saggio una penetrante analisi delle vicende della politica estera italiana dallo scoppio della prima guerra mondiale al 1945, mettendo in rilievo le continuità e le discontinuità fra la politica estera dell’Italia liberale e quella di Mussolini e sottolineando le responsabilità di Francia e Gran
Bretagna nell’evoluzione della politica internazionale del fascismo nel corso degli anni Trenta. Il pregio di questa riflessione è che viene svolta da un diplomatico protagonista in prima persona di tutte le fasi della politica estera italiana negli anni fra le due guerre mondiali. L’analisi di Quaroni si sviluppa, infatti, dai tentativi dell’Italia liberale di partecipare alla spartizione
dell’Impero ottomano allo sforzo del regime mussoliniano di costruire un rapporto di collaborazione con l’Unione Sovietica e di consolidare l’esistenza di un’Albania indipendente alleata di Roma; dall’ambizione italiana di ritagliarsi un ruolo egemonico in Europa centrale contrastando l’Anschluss austro-germanico e promuovendo il Patto a Quattro, al sogno di divenire grande Potenza mondiale, a parte intera, proiettando, durante la seconda guerra mondiale, la sua espansione verso Mediterraneo orientale, Balcani, Medio Oriente, Africa settentrionale.”

Pietro Quaroni, La politica estera italiana dal 1914 al 1945, Società Editrice Dante Alighieri, Roma, 2018, pp. 152, € 8.00.

Per maggiori informazioni sul libro consiglio anche la lettura dell’articolo di Federico Imperato pubblicato sul Corriere della Sera del 6 marzo .

Sempre su Pietro Quaroni va citato il volumetto “Un ricordo di Pietro Quaroni” curato da Stefano Baldi, pubblicato dall’ISDI nel 2014 che è disponibile in versione digitale gratuita.

Pietro Quaroni (Roma 1898-1971) ha svolto nel corso della sua lunga carriera diplomatica le funzioni di ministro plenipotenziario in Afghanistan e di ambasciatore a Mosca, Parigi, Bonn e Londra. È stato anche presidente della Radiotelevisione Italiana e della Croce Rossa italiana. Fu anche un rinomato scrittore e commentatore politico, a lungo collaboratore de «Il Corriere della Sera». Fra le sue principali pubblicazioni ricordiamo: Ricordi di un ambasciatore, Milano, 1954; Valigia diplomatica, Milano, 1956; Il mondo di un ambasciatore, Milano, 1965; L’Europa al bivio, Milano, 1965; Problemi della politica del nostro tempo, Milano, 1966; Il Patto atlantico. Sicurezza nella libertà, Roma, Volpe, 1966, Russia e Cina, Milano, 1967.

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