1200 libri scritti da diplomatici italiani nel repertorio bibliografico realizzato da Stefano Baldi

I libri pubblicati da diplomatici italiani sono ormai oltre 1200 e proprio questo mi ha spinto a realizzare (per il momento solo in versione digitale)  il libro “Il diplomatico su carta” che troverete allegato. In esso sono elencati tutti i volumi che oltre 300 autori diplomatici in servizio dal 1946 ad oggi hanno pubblicato.  Questo repertorio di libri è sostanzialmente un corposo aggiornamento di quello originariamente pubblicato nel 2004 nel libro “La penna del diplomatico” (FrancoAngeli editore) scritto insieme all’Ambasciatore Pasquale Baldocci.

Ecco la breve descrizione del libro che figura nella quarta di copertina:
“Questo repertorio dei libri scritti dai diplomatici italiani in servizio dopo il 1946 comprende 1200 libri di oltre 300 autori che sono stati pubblicati fino ad oggi. Si tratta del frutto di un ampia e prolungata ricerca, condotta dall’autore da oltre venti anni a questa parte, che ha permesso di mettere in luce la considerevole produzione libraria dei diplomatici. Una produzione che copre sostanzialmente tutti i generi. Anche se a prevalere sono i saggi di politica internazionale, di storia e le memorie, non mancano i libri di narrativa o di poesie, oltre a saggi che si occupano delle tematiche più disparate. È una conferma della poliedricità e dei vasti interessi e conoscenze che caratterizzano chi è istituzionalmente chiamato a rappresentare all’estero il proprio Paese.”Stefano Baldi (a cura di), Il diplomatico su carta. Repertorio dei 1200 libri pubblicati da diplomatici italiani (in servizio dal 1946), Sofia, 2018, pp. 130.

Il libro, in formato ebook (PDF) può essere scaricato qui.

Per maggiori informazioni sui vari progetti legati alla diplomazia potete consultare il mio sito personale: http://www.stefanobaldi.org

Stefano Baldi, diplomatico di carriera è attualmente Ambasciatore d’Italia a Sofia. È stato Direttore dell’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Ha prestato servizio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles, la Rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite a New York e la Missione Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra. Collabora con numerose Università italiane su tematiche legate alle relazioni internazionali. È autore e curatore di libri sulla diplomazia e di una ricerca su foto storiche di diplomatici italiani.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

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“Miraggi”, il nuovo libro di racconti dell’Amb. Elena Basile

Elena Basile, attualmente Ambasciatore d’Italia in Belgio, ha pubblicato un nuovo libro dal titolo “Miraggi” (Castelvecchi, 2018) nel quale ha raccolto una serie di racconti.

Qui di seguito la scheda dell’editore:
“Dal Portogallo all’Ungheria, dalla Svezia al Canada, le protagoniste di questi racconti sono donne sorprese in esperienze decisive che rivelano d’un tratto un destino, con epifanica precisione. Esistenze sospese tra sogno e realtà, raccontate con toni ora ironici o surrealistici, ora di impronta minimalista, sono accomunate da un’identica attesa di riscatto. La drammaticità si stempera in una prosa malinconico-visionaria e in una leggerezza dl tocco che ricorda alcuni film di Truffaut.”

Elena Basile, Miraggi, Castelvecchi, Roma, 2018, pp. 208, € 18,50.

Elena Basile è nata a Napoli, ed è attualmente Ambasciatore d’Italia a Bruxelles. E’ stata in precedenza Ambasciatore d’Italia a Stoccolma. Ha prestato servizio in Madagascar, Canada, Ungheria e Portogallo. Oltre a “Una vita altrove” (2014), finalista al Premio Roma, ha scritto alcune raccolte di racconti. Ha vinto due premi letterari.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

La Comunicazione interculturale fra italiani e sudanesi nel nuovo libro dell’Amb. Fabrizio Lobasso

Fabrizio Lobasso, attualmente Ambasciatore d’Italia a Khartoum, è coautore di un interessante libro (disponibile solo in e-book gratuito) dal titolo “Tra lingue e culture. La comunicazione interculturale fra italiani e sudanesi” (Edizioni Ca’ Foscari, 2018). Si tratta di un volume interamente tradotto in tre lingue (italiano, inglese e arabo) che riprende ed approfondisce alcuni temi legati alla comunicazione efficace e alla cultura (intesa soprattutto in senso antropologico) che Lobasso già da diversi anni studia ed applica nella sua attività professionale.

Ecco la scheda descrittiva preparata dall’editore:
“In un contesto comunicativo interculturale non è sufficiente parlare la stessa lingua per capirsi davvero. Spesso si ritiene che espressioni, gesti e consuetudini siano naturali e comuni a tutti gli individui. In realtà, questi elementi hanno una profonda matrice culturale che si basa sui modelli che caratterizzano una società, ma la differenziano da un’altra. Le cause che possono generare incomprensioni sono riconducibili a fattori linguistici, differenze valoriali, codici non verbali. Nel volume, questi aspetti vengono presentati nell’ambito della comunicazione interculturale fra italiani e sudanesi. La descrizione di alcuni eventi comunicativi, dall’ambito lavorativo a quello personale, ha lo scopo di fornire una chiave di lettura semplice ma funzionale per evitare di incorrere in fraintendimenti capaci di minare l’efficacia della comunicazione. In fondo, proprio per un funzionario del Ministero degli Esteri o delle carriere internazionali, sviluppare un costante atteggiamento di apertura comporta l’opportunita dii interpretare in maniera più ricca ed efficace la professione del diplomatico, attraverso quella che può essere definita una vera e propria “diplomazia interculturale””.
Fabrizio Lobasso, Igiea Lanza di Scalea, Valeria Tonioli, Fabio Caon. Tra lingue e culture. La comunicazione interculturale fra italiani e sudanesi, Edizioni Ca’ Foscari – Digital Publishing, Venezia, 2018, pp. 240.Il libro, disponibile solo in versione e-book, può essere liberamente scaricato dal sito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia all’indirizzo:
http://edizionicafoscari.unive.it/it/edizioni/libri/978-88-6969-245-1/Fabrizio Lobasso, già avvocato e giurista d’impresa, è un diplomatico in carriera dal 1997. Attualmente à Ambasciatore d’Italia in Sudan. Ha precedentemente prestato servizio in Cile e in Grecia. Da anni approfondisce tematiche legate alla comunicazione efficace e alla comunicazione interculturale. Su quest’ultimo tema ha pubblicato, tra gli altri lavori, Manuale di comunicazione interculturale tra italiani e greci (con Fabio Caon ed Elisabetta Pavan, Guerra 2007), Diplomathìa, l’arte di imparare due volte: messaggi dal G8 (con Fabrizio Petri, Rubbettino 2010) e Il Diplomaticointerculturale (Giappichelli, 2014).

Volume a quattro mani scritto da Giuseppe Mistretta e Giuliano Fragnito su “I noti ospiti”

E’ uscito per l’editore Greco & Greco il libro “I noti ospiti” scritto a quattro mani da due diplomatici: Giuseppe Mistretta, da ultimo Ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba e Giuliano Fragnito che ha prestato servizio nella stessa sede. Nel libro viene narrata la storia, assolutamente inedita e quasi del tutto sconosciuta, dei due “rifugiati” del Derg (il governo militare etiope) di Menghistu, accolti entro il compound della nostra Ambasciata ad Addis Abeba da 27 anni. E’ una vicenda, raccontata in modo un po’ romanzato, in cui l’Italia si conferma come un Paese da sempre impegnato nella difesa ad oltranza di diritti umani fondamentali.

Si tratta del settimo volume della collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco & Greco dedica alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani.

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“Il libro narra di un periodo cruciale per la storia etiopica e per l’intero Continente africano, che partecipava ai mutamenti determinati dalla fine della Guerra Fredda e della contrapposizione tra i due blocchi: una ridefinizione della mappa politica che necessariamente generava vincitori e sconfitti. I “noti ospiti” appartengono alla categoria degli sconfitti. Il 21 maggio 1991 il Colonnello Menghistu, che aveva governato con il pugno di ferro l’Etiopia dal 1974, scappa in Zimbabwe mentre i più stretti collaboratori, insieme ad altri gerarchi, si rifugiano nell’Ambasciata italiana. La loro accoglienza poteva apparire come transitoria, si prolunga sino ai giorni nostri, nonostante i numerosi tentativi di mediazione e un lungo processo condotto in contumacia. Pur riflettendo solo il pensiero degli autori, il libro è una ricostruzione storica equilibrata, che mette in risalto il valore umanitario della scelta italiana di accogliere i due fuggitivi, cercando anche di descrivere e comprendere le ragioni dell’Etiopia affinché i due fossero consegnati alle nuove Autorità. Una lettura avvincente, che potrebbe essere una “fiction giallistica”, se invece non fosse drammaticamente vera, anche se dimenticata.”
Giuseppe Mistretta – Giuliano Fragnito, I noti ospiti, Greco e Greco, Milano, 2018, pp. 118, Euro 12.
Giuseppe Mistretta. E’ nato a Palermo nel 1958 ed entra in carriera diplomatica nel 1984. E’ stato Ambasciatore in Etiopia e in Angola. Le sue precedenti esperienze diplomatiche sono state, oltre a Roma, nella Repubblica Democratica del Congo, negli Stati Uniti, in Libia e in Gran Bretagna. Ha trascorso circa vent’anni della sua vita professionale in Africa. Ha già pubblicato un “giallo” etnico-razziale, intitolato “Per Conto del Nero” (Borla editore, 2002); una raccolta di racconti “Nel Paese Chiamato Alberi” (Albatros, 2009) edita anche in lingua portoghese; un saggio sulle relazioni storiche fra Italia e Angola, dal titolo “Un Ponte Lungo Quattro Secoli” (Gangemi editore, 2013), anch’esso pubblicato in portoghese; e una Guida turistico-culturale sull’Angola, dal titolo “Angola. Un Paese Moderno Nel Centro dell’Africa” (Polaris, 2014). In passato, ha collaborato per le pagine di “Repubblica”, il “Corriere della Sera” e “Capital”.

Giuliano Fragnito. È nato a Milano nel 1983. Laureato all’Università di Bologna in scienze politiche e relazioni internazionali nel 2008, entra in carriera diplomatica nel 2009. A Roma ha lavorato nella Direzione Generale Cooperazione e Sviluppo (mediterraneo medio-oriente) e presso la Direzione Generale Mondializzazione e Questioni globali (tematiche africane). Dal 2013 al 2017 è stato Primo Segretario presso l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba. Dal febbraio 2017 è Primo Segretario alla Rappresentanza Permanente presso l’UE a Bruxelles, competente per Balcani occidentali, Turchia e tematiche di Allargamento.

“Prima di parlare taci” – Manuale sul negoziato internazionale dell’Ambasciatore Vittorio Farinelli

L’Amb. Vittorio Farinelli ha scritto un manuale per gli studenti universitari nel periodo in cui, dopo essere andato a riposo (nel 1995), ha insegnato “Metodologia e tecnica del negoziato” all’Università di Gorizia (Trieste) nel corso di laurea in Scienze diplomatiche ed internazionali. Il titolo del manuale è molto significativo: “Prima di parlare, taci”.

E’ un testo ricco di stimoli e di spunti, particolarmente interessante per i giovani o per chi intenda avvicinarsi alle relazioni internazionali.

Vittorio Farinelli, Prima di parlare, taci. Raccomandazioni della Repubblica di Venezia ai propri diplomatici, Università di Trieste, Facoltà di Scienze Diplomatiche e Internazionali di Gorizia, Gorizia, pp. 160.

Il libro può essere liberamente scaricato qui.

Vittorio Farinelli è nato a Muralto (Canton Ticino) nel 1929 e si è laureato in giurisprudenza all’Università di Roma nel 1953. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1954 ed ha prestato servizio a Sidney, Tunisi, Bruxelles, Bucarest, Londra e Los Angeles. E’ stato direttore dell’Istituto Diplomatico dal 1979 al 1984. E’ stato Ambasciatore a Managua (1976-79), a Kinshasa ( 1984-87), Teheran (1987-92) e Budapest (1992-95). Dopo essere andato a riposo nel 1995, ha insegnato presso l’Università di Gorizia nella Facoltà di Scienze diplomatiche ed internazionali.

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Il diplomatico Francesco Tommasini nell’ultimo libro del Prof. Luciano Monzali

Il Prof. Luciano Monzali, che insegna Relazioni Internazionali all’Università di Bari, ha pubblicato un volume dal titolo “Francesco Tommasini. L’Italia e la rinascita della Polonia indipendente” dedicato al primo rappresentante diplomatico italiano presso il governo polacco.

Il documentato ed approfondito volume su Tommasini, edito dall’Accademia Polacca delle Scienze di Roma, esce in concomitanza con il centenario dell’indipendenza della Polonia e vuole anche essere una riflessione sui problemi generali delle relazioni bilaterali fra i due Paesi.

Dall’introduzione del libro:
“Obiettivo di questo volume è ricostruire gli elementi caratterizzanti della politica italiana verso la Polonia indipendente dopo la prima guerra mondiale attraverso lo studio dell’operato del primo rappresentante diplomatico presso il governo di Varsavia, Francesco Tommasini.
Francesco Tommasini, esponente di una facoltosa famiglia borghese romana, fu uno dei più talentuosi diplomatici italiani della sua generazione, allievo di Costantino Nigra e di Giuseppe Avarna, stretto collaboratore di Tommaso Tittoni: la sua carriera al Ministero degli Affari Esteri fu però stroncata da un duro scontro personale con Mussolini, che portò alla sua estromissione dalla diplomazia nel 1923.”

Luciano Monzali, Francesco Tommasini. L’Italia e la rinascita della Polonia indipendente, Accademia Polacca delle Scienze, Roma, 2018, pp. 152.

La versione digitale del volume può essere liberamente scaricata attraverso il sito dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma.

Luciano Monzali (Modena 1966) è professore associato in Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Ha pubblicato e curato numerosi libri fra cui, più recentemente “Fra diplomazia e petrolio. Aldo Moro e la politica italiana in Medio Oriente (1963-1978)” (Cacucci, 2018) e “La politica estera italiana dal 1914 al 1945 di Pietro Quaroni” (Società Editrice Dante Alighieri, 2018).

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“Racconto filosofico”: il nuovo saggio dell’Amb. Vincenzo Prati

Prati_RaccontoE’ uscito un nuovo volume di Vincenzo Prati, Ambasciatore a riposo, dal titolo “Racconto filosofico. Le immagini della luna ovvero cose da mutanti” (Guerra Edizioni, 2018).

Ecco la scheda dell’Editore:
“Sono tre i “ mutanti “ della storia. Già questa è una storia di “ mutanti “.
Vincenzo Prati immagina in questo suo Racconto Filosofico che homo sapiens stia per fare un salto evolutivo. Più specificamente spiega che tre uomini comincino a vedere Immagini della Luna, loro stessi e la loro famiglia già immersi in una sorta di allucinante normalità lunare.
Il primo dei tre mutanti è uno psichiatra romano di scuola junghiana. Il secondo è Sergiei Lavrov che gestisce il crimine internazionale da Chisinau. Il terzo personaggio è americano : un discendente di Jefferson ed agente CIA . Accade poi che i tre personaggi vengano a trovarsi a Napoli . Le vicende dei tre personaggi e di un folto gruppo di altre persone sono raccontate da due voci fuori campo che hanno gli strani nomi romani di Procopio e Lucrezio. Ha un suo ruolo non secondario nella storia anche un diplomatico indiano. Il racconto è filosofico in quanto vuole ragionare sui fattori che possono accelerare la mutazione di homo sapiens ma anche sugli “ intralci “ che possono sorgere: oscilla fra le allucinanti Immagini della Luna e la reale minaccia di Apocalisse: i rischi di un’umanità mutante non domani o fra un secolo ma già oggi.”

Vincenzo Prati. Racconto filosofico. Le immagini della luna ovvero cose da mutanti, Guerra Edizioni, Perugia, 2018, pp. 152, € 15.

Vincenzo Prati è nato a Chiari di Brescia nel 1948 ed accede alla carriera diplomatica nel 1975. Il conseguente nomadismo internazionale porta lui e la sua famiglia – la moglie Nariko e le figlie Anna e Giulia- da Pechino a Washington negli anni Ottanta, da Algeri a Bonn negli anni Novanta e nel nuovo secolo è Ambasciatore d’Italia in Kuwait e poi in Pakistan. Nel 2013 conclude la carriera diplomatica e prosegue una regolare attività saggistica sul tema della globalizzazione. Vive con la famiglia a Roma.

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