Nuovo libro fotografico sull’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires

Il Tricolore sulla LibertadorLa collezione dei libri illustrati sulle Ambasciate d’Italia continua a crescere ed arricchirsi.
Il nuovo volume pubblicato si intitola “Il tricolore sulla Libertador. Palacio Alvear e le case italiane a Buenos Aires” ed è stato curato dall’Ambasciatore Giuseppe Manzo e dal direttore dell’Istituto italiano di cultura di Buenos Aires, Donatella Cannova, con testi in italiano e spagnolo e con contributi fotografici di David Salamena, funzionario dell’Ambasciata a Buenos Aires. Il Palacio Alvear nel dicembre scorso è stato dichiarato parte del patrimonio culturale dell’Argentina.
Ecco una breve descrizione tratta dall’introduzione del libro fotografico:
“Un libro comunica, illustra, conserva, trasmette e aggiorna significati e emozioni. La stessa funzione che un edificio come Palacio Alvear – il nostro Tricolore sull’Avenida Libertador a Buenos Aires – svolge da quasi cento anni, comunicando, illustrando, conservando, trasmettendo e aggiornando la unicità della presenza dell’Italia in Argentina e delle relazioni tra i due Paesi e le due Comunità. In questo senso gli “scatti” che nel libro fissano luoghi, arredi e momenti dell’Ambasciata d’Italia e di Palazzo Italia sono innanzitutto la fotografia di questo ruolo e di questi legami speciali tra due popoli che condividono storia e radici, nelle parole del Presidente Mattarella, due popoli “fratelli”.”

Giuseppe Manzo, Donatella Cannova, Il tricolore sulla Libertador. Palacio Alvear e le case italiane a Buenos AiresBuenos Aires, 2018, pp. 106.

Il libro è anche disponibile in versione digitale e può essere consultato sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires

Per maggiori informazioni e per consultare alcuni dei libri illustrati sulle Residenze e le Ambasciate italiane è possibile collegarsi con la pagina: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/booksres.htm

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“Il danzatore inetto” – L’ultimo romanzo dell’Amb. Silvio Mignano

Mignano_danzatoreE’ un romanzo l’ultima fatica letteraria di Silvio Mignano, attualmente ambasciatore in Venezuela. Il libro s’intitola Il danzatore inetto (DeriveApprodi, 2018) e si svolge a Cuba, un luogo ricco di suggestioni e di misteri che l’autore conosce molto bene essendo stata la sua prima sede da giovane diplomatico a metà degli anni novanta.

Ecco una breve descrizione tratta dalla quarta di copertina del libro:
“Lo scrittore Aurelio Schiavi arriva a Cuba nell’agosto del ’94 per studiare e tradurre l’opera di José Lezama Lima, ma si perde ben presto nei meandri dell’Avana, costruiti sulle rovine della città e con la materia impalpabile della musica e del ballo, inseguendo Antonia, creatura di inverosimile bellezza ma dai mille misteri. Cercando di capire chi sia davvero la ragazza, Schiavi incontra una galleria di personaggi folli e indimenticabili, addentrandosi man mano nei segreti di una cultura complessa, fatta di mille strati diversi, vivendo avventure di ogni genere, scoprendo il volto allegro e quello crudele della città. Sarà forse un’altra ragazza, Ariadna Andrómeda, a offrirgli la chiave di lettura più profonda e il filo giusto e inatteso per uscire dal labirinto. Ma perché ciò accada Aurelio deve allontanarsi dall’isola, perderla e poi ritrovarla, tornandovi cinque anni dopo.”

Silvio Mignano, Il danzatore inetto, DeriveApprodi, Roma, 2018, pp. 345, € 20,00.

Silvio Mignano è nato a Fondi nel 1965. Scrittore e diplomatico, è attualmente ambasciatore d’Italia in Venezuela, il suo è un nome già molto noto nell’ambito letterario italiano e non solo. Ha pubblicato quattro romanzi, un libro di favelle e  uno di racconti, ha vinto il premio della giuria giovani nel festival del cinema di Locarno del 2007 per la sceneggiatura del film Haiti Chérie di Claudio Del Punta. Ha al suo attivo già  quattro raccolte di poesie: Taccuino nero per il viaggio (2003), Non abbiamo uno sceneggiatore di scorta (2009), La nostra ribelle buona educazione (2011) e I venerdì santi (2017). Collabora da tempo con le riviste “L’immaginazione” (Manni), “L’indice” e “Margini” (Basilea).

L’Amb. Antonio Badini pubblica un nuovo libro sulla Russia di Vladimir Putin

Un nuovo saggio alla Russia di Putin è stato appena pubblicato dall’Ambasciatore Antonio Badini, da ultimo Ambasciatore d’Italia in Egitto dal 2003 al 2007. Il titolo del libro è “La marcia russa. Vladimir Putin e la costruzione del potere mondiale” (LUISS University Press, 2018).

Qui di seguito la scheda descrittiva a cura della casa editrice:
“Dalla sua ascesa al Cremlino come “Capo di Stato temporaneo” nel 1999 al suo quarto mandato presidenziale, Vladimir Putin è non solo riuscito a trasferire dall’URSS alla Russia lo status di grande potenza, ma anche a porre il suo paese come modello alternativo alla democrazia liberale in crisi di identità. Il sovranismo, un esecutivo con poteri forti e una magistratura non necessariamente indipendente, si fa largo oggi in Occidente, guidato da una Russia che corre verso la riconfigurazione dell’attuale equilibrio mondiale. Ma come ha fatto un oscuro funzionario dei servizi sovietici a essere oggi tra i candidati al ruolo di “uomo più potente del mondo”, come lo ha definito Forbes? Antonio Badini, forte della lunga esperienza diplomatica oltre che accademica, ricostruisce in questo breve, bruciante libro le tappe della “marcia russa”, che avanza inesorabilmente tra lo stallo in cui è caduto il progetto di una “Casa comune europea” e le tendenze isolazioniste dell’America di Trump.”

Antonio Badini, La marcia russa. Vladimir Putin e la costruzione del potere mondiale, LUISS University Press, Roma, 2018, pp. 128, € 12,00.

Antonio Badini, saggista e consulente aziendale, ha lasciato il Servizio diplomatico nel 2007 col grado di ambasciatore; è stato consigliere diplomatico del presidente del Consiglio Bettino Craxi, vicedirettore generale della Cooperazione allo sviluppo, direttore generale per il Medioriente e Mediterraneo, coordinatore nazionale per il partenariato euro-mediterraneo, rappresentante personale del presidente del Consiglio per il vertice del G7, Ambasciatore d’Italia ad Algeri, Oslo e Il Cairo. Insegna Politiche della globalizzazione alla LUISS. Scrive di politica estera per riviste e quotidiani italiani.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

Le “Moderne odissee” nell’ultimo libro di Antonio Morabito

Antonio Morabito, già Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco, ha da poco pubblicato un nuovo libro dal titolo “Moderne odissee. Viaggio consapevole tra gli irrisolti drammi e i profondi cambiamenti del nostro tempo ” (Albatros edizioni, 2018) nel quale affronta alcune tematiche di grande attualità.

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“La difficile tutela dell’ecosistema, la ricerca della pace, i destini dell’Africa e la questione dei migranti, la persecuzione dei cristiani, il mondo del web, i viaggi della speranza di tanti giovani, la sicurezza e la prevenzione dei beni pubblici sono le tematiche su cui muovono le riflessioni dell’autore – ispirate a una visione cristiana – con autorevoli testimonianze. La prefazione è a cura di Roberto Messina, giornalista e scrittore, con una copertina realizzata da Stefano Ribeca ispirata ad un’opera del maestro Antonio Nocera. Il regista Stefano Veneruso ha realizzato una presentazione video del libro. L’Autore, entrato in carriera diplomatica dal 1986, si concentra sulle problematiche e sui profondi mutamenti che caratterizzano l’attuale scenario internazionale, con un testo che per Roberto Messina è: “conciso ma denso. Leggero ma profondo. Un libro coerente e unitario, che è ben più della somma delle sue parti”. Si tratta di una “meditata riflessione su chi lotta contro povertà e sopraffazioni, chi opera per il rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, chi crede in un mondo basato sulla convivenza pacifica, sulla tolleranza e sul valore della vita come bene primario.”

Antonio Morabito, Moderne odissee. Viaggio consapevole tra gli irrisolti drammi e i profondi cambiamenti del nostro tempo, Albatros Edizioni, Roma, 2018, pp. 171, € 16,00.

Antonio Morabito, nato a Reggio Calabria nel 1955, si è laureato in Scienze politiche a Roma ed è entrato in carriera diplomatica nel 1986. Ha prestato servizio in Indonesia, in Argentina, in Iran ed è stato Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco dal 2010 al 2015. Esperto di comunicazione, è autore di “Indonesia. Arcipelago delle meraviglie” (Laruffa editore, 1993), “L’Ambasciata d’Italia a Monaco” (Liber Faber, 2015) e “Valigia diplomatica” (2017) ed ha curato numerose pubblicazioni istituzionali per il Ministero degli Affari Esteri sui temi dell’impegno della cooperazione italiana nel mondo; della lotta alla povertà; sui progetti di sviluppo e assistenza in Darfur e a Nassyria, sugli Italiani a Mendoza e sul restauro dell’Ambasciata italiana nel Principato di Monaco.

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Video sulla Presentazione del libro “Il Palazzo di Venezia a Istanbul” al Circolo del Ministero degli Affari esteri

L’ultimo libro dell ‘Amb. Gaetano CorteseIl Palazzo di Venezia a Istanbul. Residenza dell’Ambasciatore d’Italia” è stato presentato al Circolo del Ministero degli Affari esteri a Roma il 13 novembre 2018.

Per l’occasione la AracneTV ha realizzato un breve video

CORTESE Gaetano, Il Palazzo di Venezia a Istanbul. Residenza dell’Ambasciatore d’ItaliaServizi Tipografici Carlo Colombo, Roma, 2018, pp. 526.

Consulta la pagina sui libri fotografici sulle Rappresentanze diplomatiche italiane all’estero

Aldo Moro visto dall’Amb. Roberto Ducci – Un volume ripubblicato a cura del Prof. Luciano Monzali

Un nuovo interessante volume si aggiunge alla collana “Minima Storiografica” della Piccola Biblioteca della Nuova Rivista Storica. E’ stato infatti ripubblicato il saggio di Roberto Ducci dal titolo “La mestizia di Aldo Moro” originariamente edito nel 1982 (nel libro “I Capintesta”). Il volume è stato curato dal Prof. Luciano Monzali che già in passato aveva curato la ripubblicazione di un libro di Pietro Quaroni a suo tempo segnalato anche in questa lista.

La ripubblicazione di quanto scritto da Ducci sul noto politico italiano ha un grande valore perché ci consente di poter nuovamente disporre di un testo di grande attualità e forza interpretativa.
Lo scritto di Ducci è preceduto da un lungo e documentato saggio storico dall’evocativo titolo “Un intellettuale alla Farnesina” che contiene un profilo biografico dell’Amb. Ducci molto ben narrato. Un saggio che ci aiuta a capire meglio non solo l’illustre diplomatico e la sua forte personalità, ma anche alcune dinamiche del Ministero degli Affari esteri del secondo dopoguerra. Su gentile concessione del curatore, troverete in allegato l’estratto dal volume che si riferisce proprio a questo interessantissimo testo.
Ecco la scheda descrittiva del libro elaborata dall’editore:

“Aldo Moro è una figura tragica e controversa della storia italiana del Novecento. Esaltato, odiato, disprezzato, quasi sempre incompreso. Roberto Ducci fu un suo stretto collaboratore al Ministero degli Affari Esteri. In quanto direttore degli Affari Politici della Farnesina, accompagnò Moro nelle sue visite internazionali ed ebbe occasione di conoscerlo da vicino e di confrontarsi lungamente con lui. Il ritratto di Aldo Moro che egli ha scritto rimane una delle più profonde e intelligenti riflessioni e testimonianze di un contemporaneo sulla personalità dello statista trucidato dalle Brigate Rosse. Secondo Ducci, Moro era un uomo solitario, timido e introverso, freddo e realista, dotato di elevate doti intellettuali e di una grande considerazione di sé, che si univano ad un profondo senso del dovere dell’uomo di Stato, pronto a sacrificarsi in nome dell’interesse della Nazione. Era un meridionale atipico, per niente sentimentale e amante dei facili proclami, poco propenso a circondarsi di corregionali fra i propri collaboratori più stretti. A parere del diplomatico toscano, Moro era pessimista sul futuro dell’Italia unitaria, di cui percepiva la fragilità
degli equilibri politici interni e della posizione geopolitica, ed era probabilmente consapevole di essere predestinato ad una morte fuori del comune, «anche se certamente non immaginava una morte così impensabile». Da ciò derivò la mestizia di Aldo Moro, una sorta di tristezza che domina l’uomo superiore, il cattolico vero “presciente e cosciente” del fatto che la fine e la morte non colpiscono solo lui, ma l’insieme degli esseri umani o gran parte di essi o almeno il gruppo cui egli appartiene. Moro percepiva la crisi profonda dell’Italia contemporanea e, a parere di Ducci, cercò in tutti i modi di frenarla e scongiurarla guidando un processo di riforme, fondato sulla costituzionalizzazione del Partito comunista e la progressiva trasformazione dello Stato italiano in Repubblica presidenziale, che avrebbe portato alla creazione di nuovi e stabili equilibri politici interni.”

Roberto Ducci, La politica estera italiana dal 1914 al 1945, Società Editrice Dante Alighieri, Roma, 2018, pp. 152, € 8.00.
Il libro può essere acquistato rivolgendosi direttamente alla casa editrice (info@societaeditricedantealighieri.it)

Roberto Ducci (La Spezia 8 febbraio 1914 – Roma 9 marzo 1985) è stato una delle personalità più rilevanti della diplomaziaitaliana nel Novecento. Membro della delegazione italiana che negoziò i trattati di Roma del 1957, ambasciatore a Belgrado, Vienna e Londra, direttore degli Affari Politici del Ministero degli Affari Esteri dal 1970 al 1975, Ducci fu un protagonista delle principali vicende della politica estera dell’Italia della Prima Repubblica. Ma il diplomatico toscano è stato anche un brillante giornalista e scrittore, commentatore politico e poeta. Fra i suoi principali scritti ricordiamo: Questa Italia. Saggio sul fascismo e dopo, Verona-Milano, 1948; I

contemporanei, Torino, 1976; I Capintesta, Milano, 1982; Candidato a morte, Bologna, 1983; La bella gioventù, Bologna, 1996; Le speranze d’Europa. (Carte sparse 1943-1985), a cura di G. Lenzi, Soveria Mannelli, 2007.

Ambasciator non porta pena … ma porta penna

Nel corso della trasmissione di Radio3mondo andata in onda il 29 novembre 2018 il giornalista Roberto Zichittella ha intervistato l’Ambasciatore Stefano Baldi  sul tema dei libri scritti da diplomatici. Lo spunto è stato fornito dalla recente pubblicazione del libro “Il diplomatico su carta“, che può essere liberamente scaricato online.

E’ stata un’occasione per raccontare alcuni aspetti della produzione libraria dei diplomatici italiani che va dalla memorialistica alla narrativa, ai libri di storia e di poesie.

Per riascoltare l’intervista clicca qui

Original drawing by Francesco Granatiero