“Un nonnulla di troppo” il nuovo romanzo di Antonino La Piana, Console Generale a Ginevra

Antonino La Piana, attualmente Console Generale a Ginevra, ha appena pubblicato il suo nuovo romanzo dal titolo “Un nonnulla di troppo” (Falco Editore, 2019).

Ecco la scheda dell’editore:

“Perché esiste qualcosa e non il nulla? Due amici con la passione per la filosofia, uno credente e l’altro ateo, si sfidano a trovare una possibile risposta ad uno degli interrogativi più complessi ed affascinanti che sia mai stato concepito. Una decadente libreria di Roma dove il giovane protagonista lavora con un vecchio stizzoso, la strampalata figlia ed i problematici nipoti dell’anziano, una intrigante professoressa di Villa Mirafiori e le esperienze di una vita vissuta in svariati Paesi africani e dell’Est Europa, compongono il caotico contesto grazie al quale, in una emblematica isola greca, i due amici trovano alla fine una loro personale risposta del perché esiste qualcosa e non il nulla…”

Antonino La Piana, Un nonnulla di troppo, Falco editore, Cosenza, 2019, pp. 348, € 17.00

Antonino La Piana, nato a Messina nel 1971, ha vissuto all’estero sin da piccolo e successivamente ha lavorato in diversi Paesi. La sua esperienza di oltre dieci anni in Africa, unita alla sua passione per la Filosofia, lo hanno portato a interrogarsi su alcuni temi concernenti l’Uomo, la sua esistenza e il mistero che lo avvolge. La professione di Funzionario Diplomatico gli ha inoltre permesso di entrare in contatto con differenti realtà culturali e umane che hanno ulteriormente stimolato la sua curiosità sui grandi perché della vita. Ha pubblicato “Il segreto del coltivatore di rose. Avventure intorno al problema del male” (Falco editore, 2016).

Le memorie di Vincenzo Prati in “Anni Ottanta da Pechino a Washington”

Il nuovo libro di Vincenzo Prati, Ambasciatore a riposo, dal titolo “ Anni Ottanta. Da Washington a Pechino. Memorie di Vita “( Guerra Edizioni, 2019 ) fa parte di una Trilogia che l’autore dedica a ricostruire – attraverso le tappe del suo nomadismo diplomatico – le fasi di una Educazione lunga come una vita.

Ecco la scheda dell’Editore:
“Educazione con la E maiuscola. Il modello è “ L’Educazione di Henry Adams “. Un classico americano: forse la più interessante autobiografia della giovane Repubblica. Prati si ispira allo stile di quell’originale modello di autobiografia che racconta la formazione intellettuale di Henry Adms. Non la quotidianità  e gli episodi del lavoro diplomatico ma la formazione di una visione generale del futuro è l’oggetto della Trilogia di Prati. Per Henry Adams l’approdo concettuale era stato la Legge della Accelerazione e cioè la convinzione che la Storia fosse ormai consegnata a superare le incertezze dell’Inerzia e che fosse guidata da una costante spinta alla Accelerazione.  Ebbene Prati comincia in questo primo libro della Trilogia –  che è dedicato agli anni Ottanta ed alle sedi di Pechino e di Washington – a descrivere come sia arrivato durante un viaggio in macchina con la famiglia verso la California ad avere la sensazione di potere acchiappare almeno per la coda  quella bestia metaforica che è il nostro Antropocene.”
Vincenzo Prati. Anni Ottanta da Pechino a Washington. Memorie di vita, Guerra Edizioni, Perugia, 2019, pp. 360, € 16.
Vincenzo Prati è nato a Chiari di Brescia nel 1948 ed accede alla carriera diplomatica nel 1975. Il conseguente nomadismo internazionale porta lui e la sua famiglia – la moglie Nariko e le figlie Anna e Giulia – da Pechino a Washington negli anni Ottanta, da Algeri a Bonn negli anni Novanta e nel nuovo secolo è Ambasciatore d’Italia in Kuwait e poi in Pakistan. Nel 2013 conclude la carriera diplomatica e prosegue una regolare attività saggistica sul tema della globalizzazione. Vive con la famiglia a Roma.

The Global Race for Tecnological superiority nel nuovo libro curato da Fabio Rugge

Il diplomatico Fabio Rugge, a capo dell’Osservatorio sulla sicurezza cibernetica dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI),  è il curatore e contributore del nuovo libro in inglese dal titolo “The Global Race for technological superiority. Discover the Security Implications” (Ledizioni, 2019), il secondo Rapporto dell’ISPI e di Brookings Institutions realizzato dall’Osservatorio sulla cybersecurity sulle sfide che pongono la nuove tecnologie dirompenti.  L’introduzione è di John R. Allen, Presidente di Brookings,  e dell’Ambasciatore Giampiero Massolo, Presidente del’ISPI.  La ricerca che ha portato alla pubblicazione del libro è stata realizzata anche grazie al contributo del Ministero degli Affari esteri.

Ecco una breve scheda del libro a cura dell’editore:
“This report published by ISPI and the Brookings Institution analyzes the challenges to international order posed by the ongoing race for technological superiority. From artificial intelligence and quantum computing to hypersonic weapons and new forms of cyber and electronic warfare, advances in technology have threatened to make the international security environment more unpredictable and volatile – yet the international community remains unprepared to assess and manage that risk. What is needed is a mature understanding of how technology has emerged as a key enabler of sovereignty in the XXI century, how the ongoing race for technological supremacy is disrupting the balance of power globally, and what the attendant strategic and security implications of those transformations will be. This report is an effort to that end.”
Fabio Rugge (a cura di), The Global Race for technological superiority. Discover the Security Implications, Ledizioni, Milano, 2019, pp. 181, € 12.00.
Il libro, in versione PDF, può essere liberamente scaricato dal sito dell’ISPI
Fabio Rugge, diplomatico di carriera, è attualmente Capo dell’Ufficio NATO e questioni strategiche di sicurezza e politico-militari del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2012 al 2016 ha lavorato presso l’Ufficio della Presidenza del Consiglio e in precedenza è stato Consigliere presso la Delegazione italiana presso il Consiglio Nord Atlantico a Bruxelles e Console Generale d’Italia a Mumbai (India). Per l’AA 2019-2020, Fabio Rugge è professore a contratto di Cyber Diplomacy dall’Università LUMSA   Ha tenuto corsi e lezioni in diverse università italiane (LUISS, Sant’Anna, Link Campus, Tor Vergata, Università di Firenze) su Cybersecurity e Relazioni Internazionali. Dal 2017 è a capo dell’Osservatorio sulla sicurezza cibernetica dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI).

L’Amb. Maurizio Serra e la nuova edizione di “Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940)”

E’ uscita in Francia una nuova edizione, curata e prefata dall’Amb. Maurizio Serra, del libro “Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940)” di André François-Poncet. Serra aveva già pubblicato nel 2009 la versione italiana con l’editore Le Lettere di Firenze.
Il volume rappresenta un’importante testimonianza che (implicitamente) demolisce la tesi del “colpo di pugnale” perché i francesi si aspettavano, eccome, il proditorio attacco italiano e non nutrivano molte illusioni sulla non belligeranza mussoliniana.
Ecco la scheda dell’editore:
“Le témoignage inestimable d’un grand diplomate à la veille de la guerre.
Après Berlin (1931-1938), André-François Poncet demande à représenter la France à Rome. Il y sera en poste au palais Farnèse de novembre 1938 à juin 1940, complétant ainsi son « parcours cohérent et lucide » dans les années qui précèdent la guerre. Persuadé que les chemins vers la paix passent par l’Italie et Mussolini qu’il pense seul capable de « détourner de ces belliqueux projets », il y exerce ses talents de diplomate avec ferveur. Rédigés en 1961, ces Souvenirs d’une ambassade éclairent une personnalité exceptionnelle aux prises avec un moment crucial de notre histoire.
Maurizio Serra, écrivain et diplomate italien, décrypte dans sa belle et importante préface les enjeux de cet ouvrage hors du commun.”
André François-Poncet, Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940), Temps Perrin, Paris, pp. 192,  € 8.00.
Maurizio Serra è nato a Londra nel 1955, diplomatico di carriera, ha prestato servizio a Berlino, Mosca, Londra e a Parigi (come Rappresentante Permanente presso l’UNESCO) e Ginevra (come Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali).  Ha diretto l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri ed ha insegnato “Storia delle Relazioni Internazionali” all’Università LUISS di Roma. E’ autore di numerosi saggi ed articoli. Tra le sue numerose pubblicazioni “Le passager du siècle” (Hachette, 1999, ed. it. “Il passeggero del secolo”, Sellerio, 2001), biografia-intervista con lo storico François Fejtő, “Dopo la caduta. Episodi del Novecento” (Ideazione, 2004) e “Fratelli separati. Drieu-Aragon-Malraux” (Settecolori, 2006), “La Gabbia infranta” con Ennio di Nolfo (Laterza, 2010), “Malaparte. Vite e leggende” (Marsilio, 2012), “Antivita di Italo Svevo” (Aragno, 2017) e “L’Imaginifico. Vita di Gabriele D’Annunzio” (Neri Pozza, 2019).  Nel 2018, Serra ha ricevuto il Prix de la Fondation Prince Pierre de Monaco per l’insieme della sua opera.
Per un elenco completo dei libri di Maurizio Serra: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/listbooks.htm#serra

L’Amb. Mario Luciolli sulla Prima Guerra Mondiale in un testo inedito

Luciolli - L'Italia alla Conferenza di Pace 1919In occasione del centenario del Trattato di Versailles segnaliamo un testo inedito particolarmente rilevante (recuperato dal figlio Lodovico che lo ha messo gentilmente a disposizione) dell’Amb. Mario Luciolli dal titolo “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale“.

Ecco una nota di presentazione scritta da Lodovico Luciolli:

“Le considerazioni che seguono sono state trovate più di 70 anni dopo dalla famiglia, manoscritte in penna stilografica con la calligrafia mai mutata di Mario Luciolli, in una cartella sulla quale egli aveva scritto: “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la Guerra Mondiale, Roma 1938”.
La documentazione del padre riportata di seguito, trovata contemporaneamente, fa pensare che egli sia stato stimolato anche dall’opera sua nelle trattative commerciali internazionali dell’Italia prima, durante e dopo quella guerra a studiare gli scenari della politica estera italiana di quel periodo. D’altronde nei suoi ricordi di vita diplomatica, “Palazzo Chigi: anni roventi” (ed. Rusconi, 1976, ripubblicato a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2011), egli ha scritto che al concorso d’entrata nella carriera diplomatica nel 1933 per il tema di Storia “L’Europa alla vigilia della guerra mondiale” era stato avvantaggiato dalle numerose letture fatte sull’argomento.
Nel 1938 questo studio è stato interrotto dalle prime scintille che arrivavano al “palco di proscenio” (così descritto nei suoi ricordi) al Gabinetto di Ciano dove si trovava, dell’incendio che si preparava nuovamente in Europa e che, per quanto riguarda la politica estera dell’Italia nella II Guerra Mondiale, egli ha anche descritto con lo pseudonimo di Mario Donosti in “Mussolini e l’Europa” (ed. Leonardo, 1945, ripubblicato con il suo nome e a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2009).”
Luciolli Mario, Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale (1938), 2019, pp. 153.
Il volume può essere liberamente scaricato qui.
Il Prof. Paolo Soave ha anche pubblicato sul Blog del Corriere della Sera un interessante articolo dedicato a questo testo. L’articolo, dal titolo “L’Italia e la “vittoria mutilata” della Grande Guerra. La Conferenza di pace di Parigi nell’analisi di un diplomatico di lungo corso” è disponibile qui
Mario Luciolli: nato a Roma nel 1910, deceduto a Parigi nel 1988. Diplomatico dal 1933 al 1976: 1934-38: Vice Console a Zurigo e Parigi; 1938-40: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1940: Console a Melbourne; 1941-42: all’Ambasciata a Berlino; 1942-43: nuovamente a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1943-44: Console a San Sebastiano; 1945-48: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri): 1945-46: Capo dell’Ufficio dei Rapporti con le Potenze Alleate della Direzione degli Affari Economici; 1946: membro della Delegazione Italiana alla Conferenza della Pace a Parigi; 1947-48: alla Direzione del Personale; 1948-1955: Consigliere e poi Ministro Consigliere a Washington; 1955-56: al Quirinale: Consigliere Diplomatico del Presidente Gronchi; 1956-60: Ambasciatore a Santiago: 1960-64: Ambasciatore ad Ankara; 1964-76: Ambasciatore a Bonn; 1976-88: a riposo a Parigi.
Nel 1945 e 1946 ha collaborato ai quotidiani La Tribuna, Il Secolo XX e altri, alla rivista mensile La Città libera e alla rivista Mercurio.
Dopo il collocamento a riposo ha collaborato a Il Giornale, La Nazione, Il Gazzettino, La Sicilia, Libro Aperto, La Revue des Deux Mondes e ad altri giornali e riviste.
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“Il treno da Mosca”, l’ultimo romanzo di Maurizio Lo Re

Lo_Re_il-treno-da-moscaMaurizio Lo Re, già Ambasciatore d’Italia in Lettonia, ha appena pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “Il treno da Mosca” (OLTRE Edizioni, 2019) dove compare anche Michele Lanza, un’interessante figura della diplomazia italiana che ha lasciato un prezioso diario (Berlino, Ambasciata d’Italia – 1939-43) scritto sotto lo pseudonimo di Leonardo Simoni.

Ecco la scheda dell’editore:
“L’avvocato Manacorda, uscito da una crisi esistenziale e professionale, sente di dover affrontare ancora un’impresa per uscire definitivamente dalla sua personale prigione. L’occasione si presenta non appena conosce l’autore di un diario di guerra, redatto sui margini di una vecchia copia del romanzo Lucien Leuwen di Stendhal, quando era un ufficiale italiano perso nel caos dell’8 settembre 1943, deportato in Germania, che non sa di avere una figlia in Unione Sovietica. Manacorda rintraccia la ragazza e nel complicato rapporto con lei si inserisce una vicenda di spionaggio che segna una svolta pericolosa nella sua avventura. Scritto in uno stile che ricorda il miglior Graham Greene, il romanzo si inserisce nel filone dei romanzi di avventura in cui quest’ultima non è fine a se stessa, bensì una riflessione profonda sull’inquietudine dell’uomo, eternamente costretto in una condizione di passione e contraddittorietà.”

Maurizio Lo Re, Il treno da Mosca, OLTRE Edizioni, Sestri Levante, pp. 370, 18 euro.

Maurizio Lo Re comincia la carriera diplomatica nel 1973. Al Ministero degli Esteri ha prestato servizio, in vari periodi, presso le Direzioni Generali per la Cooperazione allo Sviluppo, gli Affari Politici, le Relazioni Culturali, l’Emigrazione. All’estero è stato Console in Corsica, Incaricato d’Affari a Cuba, Console Generale a Capodistria (ex Jugoslavia, ora Slovenia) e Ambasciatore a Riga (Lettonia). Rientrato a Roma alla fine del 2004, ha prestato servizio presso il Ministero degli Esteri, Direzione Generale per i Paesi dell’Europa, fino al 2007, anno in cui ha lasciato la carriera diplomatica, dedicandosi agli studi storici e alla scrittura. Ha pubblicato i romanzi La linea della memoria (2002), Filippo Paulucci – L’italiano che governò a Riga (2006), Gli amici di Leuwen (2009), Domani a Guadalajara (2013) ed il saggio memorialistico Inusuali vicende consolari (Youcanprint, 2016).

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Mario Vattani pubblica il suo nuovo romanzo: “Al Tayar. La corrente”

978880471231HIG-343x480Mario Vattani ha pubblicato un nuovo interessante romanzo dal titolo “Al Tayar. La corrente” (Mondadori, 2019), ambientato a Il Cairo, in un Egitto caotico e affascinante, un Paese e una città che conosce bene perché vi ha vissuto a lungo, da console.

Ecco la scheda dell’editore:
“Alessandro Merisi, venticinque anni e un lavoro da fotografo ormai abbandonato, è appena atterrato al Cairo. Nella sua valigia pochi vestiti, quanti bastano per nascondere i farmaci che ha il compito di trafugare in Egitto. Non ha scelta, questo è il tributo che gli è stato imposto per un debito dal quale teme di non liberarsi più. Sedotto dal fascino di una metropoli in preda agli spasmi di un regime morente, Alex intravede l’occasione per conquistarsi una seconda vita, anche se significa lasciarsi trascinare nel mondo terrificante del traffico di organi. Con pennellate vivide, emozionanti e mai convenzionali, Mario Vattani dipinge un noir sensuale, scuro e dolente, dove il destino degli uomini non viene deciso dalla malvagità delle loro azioni, ma dallo scorrere inesorabile del Nilo. Una corrente in cui non si può far altro che lasciarsi andare, anche a costo di perdere l’anima.”

Mario Vattani, Al Tayar. La corrente, Mondadori, Milano, 2019, pp. 329, euro 20,00

Mario Vattani è nato a Parigi nel 1966. Dopo gli studi in Inghilterra, all’età di ventitré anni è entrato in carriera diplomatica. Ha lavorato negli Stati Uniti, in Giappone e in Egitto, proprio al Cairo, dove è ambientato il suo ultimo libro. Appassionato di arti e culture orientali, parla correntemente il giapponese. Nel 2016 ha pubblicato con Mondadori il romanzo Doromizu. Acqua torbida e nel 2017 La Via del Sol Levante. Un viaggio giapponese (Idrovolante edizioni).

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