La biografia di un diplomatico goriziano: il primo libro di Federico Vidic

Federico Vidic, giovane diplomatico attualmente in servizio presso la nostra Ambasciata ad Amman, ha appena pubblicato un originale e documentato libro dal titolo “Enrico de Calice, un diplomatico goriziano tra il Sol Levante e il Corno d’Oro” nel quale ripercorre la vita e la carriera di un importante diplomatico dell’Impero austro-ungarico nato a Gorizia e vissuto nel periodo a cavallo fra il 1800 ed il 1900.

Ecco le note di copertina del libro:

“Chi fu il primo occidentale a firmare un trattato con l’imperatore del Giappone? Chi riuscì per trent’anni a mantenere la pace nei Balcani, la polveriera d’Europa, con le sole armi della diplomazia? Chi fu il più ascoltato consigliere di Francesco Giuseppe per le questioni d’Oriente? Chi divenne il decano degli ambasciatori d’Europa all’apice dell’imperialismo? Chi fu il più influente goriziano del XIX secolo? Come poté da una piccola terra di confine arrivare ai vertici della diplomazia internazionale? La vita e l’opera ancora poco nota di Enrico de Calice (1831-1912), longevo protagonista della politica estera di ben sette imperi: austro-ungarico, britannico, cinese, giapponese, russo, tedesco e ottomano. Più di cinquant’anni di storia attraverso le lenti della diplomazia, intesa come l’arte della pace nell’era dell’imperialismo e del colonialismo trionfante a cavallo tra Ottocento e Novecento.”
Federico Vidic, Enrico de Calice, un diplomatico goriziano tra il Sol Levante e il Corno d’Oro, Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, Gorizia, 2017, pp. 168, € 12,00
Federico Vidic, goriziano, ha conseguito laurea e specializzazione in Scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste, sede di Gorizia. Master in Management dei servizi avanzati all’Alma Graduate School dell’Università di Bologna. Assunto al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale a seguito del concorso diplomatico 2014, a seguito del corso di formazione professionale “Bernardo Attolico” ha prestato servizio alla Direzione Generale per l’Unione Europea, all’ufficio per i rapporti bilaterali con i Paesi dell’Europa mediterranea. Da luglio 2017 all’Ambasciata d’Italia ad Amman in Giordania.
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“Odissea di un diplomatico”. Pubblicate le memorie di Claudio de Mohr

E’ uscito, per i tipi di Gangemi, il volume che raccoglie le memorie di Claudio de Mohr dal titolo “Odissea di un diplomatico …che diranno i miei figli…”. La pubblicazione dell’interessante volume è stata possibile grazie all’attento lavoro di ricerca svolto dal figlio, l’Amb. Ugo de Mohr, che non si è limitato a riordinare le varie carte disponibili, ma che ha cercato anche di ricostruire il contesto e gli eventi che hanno caratterizzato un difficile periodo della nostra storia, quello successivo all’8 settembre 1943. Il libro è la descrizione dell’odissea che si trova a vivere un uomo, un diplomatico, proprio in questo travagliato periodo.

Ecco la scheda descrittiva dell’editore:
“…la tragedia dell’8 settembre ’43 ed una terrificante condanna alla morte civile sono lo sfondo di un virtuale dialogo a distanza di mezzo secolo tra padre e figlio, dal quale emerge l’odierno perpetuarsi del “main stream” culturale dei “padroni della memoria”, evocatore di quello che, durante il ventennio, analogamente ispirava il compatto allineamento dell’intellettualità italiana alla propaganda di regime…
Nel dare alle stampe l’inedita odissea di un figlio del secolo scorso, redatta oltre sessanta anni or sono dall’esponente di un universo lontano e forse un po’ estraneo alla sensibilità dell’odierno lettore, è parso che essa potesse acquistare in accessibilità ed interesse se calata nell’ampio contesto della vicenda storica, culturale, politica,  famigliare e strettamente personale del protagonista, dipanatasi lungo la prima metà del secolo breve: dal culto dell’epopea risorgimentale, alle idealità dell’interventismo, dell’irredentismo e del più ardente nazionalismo; via via, attraverso l’entusiasmo per l’utopia fascista di un’Italia imperiale; l’amaro disinganno; il velleitario rifiuto di una proditoria ed umiliante capitolazione; il salto nel buio ed il crudele disincanto di una sleale rivalità anche tra vinti; sino alla terrificante condanna alla morte civile ed all’annosa, tormentata trattativa tenacemente condotta dall’Ambasciatore Manlio Brosio, per il ritorno alla vita dell’autore e dei suoi  sventurati compagni. Iscritte in tale ampio contesto, le situazioni ed i personaggi che abitano il racconto di quella remota e disperata odissea potranno apparire oggi meno distanti, e fors’anche concorrere, chissà, ad una maggior comprensione, non dirò condivisione, delle…“ragioni degli altri”.”

Ugo de Mohr – Claudio de Mohr, Odissea di un diplomatico …che diranno i miei figli…, Gangemi editore, Roma, 570, € 30,00.

Claudio de MOHR
Nasce a Milano nel 1900. “Focoso e solforoso come i fiammiferi”, cresce nel culto famigliare per letteratura, editoria, giornalismo e fervente patriottismo, caratteristico di oriundi profondamente radicati da oltre un secolo nella realtà e nella cultura della terra di accoglienza. Nel novembre 1918 entra orgoglioso in Gorizia alla testa del suo plotone di bersaglieri. Legionario fiumano, conserva nell’idolatrata figura del Vate l’insuperato riferimento ideale, e sviluppa la sua evoluzione ideologica e professionale in armonia con quella politica di Mussolini, mitizzata incarnazione del progetto e della vicenda fascista. A Milano è redattore, inviato speciale e collaboratore di diversi quotidiani, nonché Capo Ufficio Stampa della Casa Editrice Sonzogno. Nel 1926 si trasferisce a Roma come Redattore Capo del quindicinale “Augustea”, corrispondente di diversi quotidiani nazionali, Addetto all’Ufficio Stampa del P.N.F. e, sino al 1928, Segretario della Confederazione Nazionale degli Editori. Nel 1933 riceve da Galeazzo Ciano, che dirige l’Ufficio Stampa del Capo del Governo, l’incarico di Addetto Stampa e Propaganda dell’Ambasciata d’Italia in Bruxelles. In tale veste, nel 1941 è alla Regia Legazione d’Italia in Sofia, dove vive gli sconvolgenti avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre 1943, all’origine dell’odissea il cui racconto è consegnato in questo volume.
Ugo G. de MOHR
È nato a Bruxelles nel 1940. Capitano dell’Aeronautica. Diplomatico. Ha maturato per lunghi anni vasta esperienza nel settore della sicurezza, come Capo Ufficio Controllo Armamenti e Disarmo del M.A.E.; Primo Consigliere alla Rappresentanza d’Italia presso la NATO; Capo dell’Ufficio NATO del M.A.E. e Capo delle Delegazioni Interministeriali italiane nei Fori Internazionali deputati al controllo sulle esportazioni dei materiali sensibili a duplice uso, civile e militare. Ha servito come Console d’Italia in Turchia; Vice Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa; Consigliere ed Incaricato d’Affari in Albania. È stato Ambasciatore d’Italia in Mozambico e in Finlandia

“The European Union is 60 years old. Is it too young or too old?”: a new book edited by Stefano Baldi

A short essay on the European Union edited by Stefano Baldi has been recently published. It is titled “The European Union is 60 years old. Is it too young or too old?” (Embassy of Italy – Sofia, 2017).
The book, which is available in digital and in paper format, has been realized on the basis of a Round Table organized by the Embassy of Italy in Sofia to celebrate the 60th anniversary of the signature of the Treaties of Rome.

Here is a short description of the book:
“On the occasion of the 60th anniversary of the signing of the Treaties of Rome (March 24, 1957) the Italian Embassy in Sofia in collaboration with the Italian Cultural Institute of Sofia organised a Round Table. “The Treaties of Rome: the EU is 60 years old, is it too young or too old?” was the provocative title chosen for the Round Table that took place on March 10, 2017 at the University of Sofia St. Kliment Ohridski. The four panelists, invited for the event, Raimondo Cagiano de Azevedo, Solomon Passy, Ingrid Shikova, and Ognian Zlatev, offered different approaches regarding the evolution of the European integration process, which led to a lively and constructive debate with the audience. Their interesting interventions have been collected in this publication”

Stefano Baldi (editor), The European Union is 60 years old. Is it too young or too old?, Ambasciata d’Italia, Sofia, 2017, pp. 80.

The digital version of the book can be freely downloaded at: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_EU60.htm

Stefano Baldi is a career diplomat. He is currently Ambassador of Italy in Sofia (Bulgaria). He has been Training Director of the Italian Ministry of Foreign Affairs from 2011 until 2016. Previously he has been posted to Bruxelles (EU), New York (UN), Geneva (UN) and Dar es Salaam. He has published several books on diplomats and on International Relations. More information at: www.stefanobaldi.org

Pubblicata una biografia del diplomatico Salvatore Contarini

E’ uscito un interessante saggio biografico storico, pubblicato da un giovane ricercatore italiano, che riguarda un famoso diplomatico italiano del passato .

Si tratta del libro “Salvatore Contarini e la politica estera italiana (1891-1926)” recentemente pubblicato da Matteo Anastasi con la casa editrice Aracne, nella collana “Mappamondi” diretta dall’Amb. Luigi Vittorio Ferraris.

Ecco la scheda dell’editore:
“Il volume ricostruisce la carriera e le gesta diplomatiche di Salvatore Contarini (1867–1945), uno dei maggiori protagonisti della storia della politica estera italiana, il cui prestigio è stato recentemente confermato dall’inserimento nella lista dei centocinquanta migliori servitori dello Stato unitario. Vengono affrontati dapprima gli anni al servizio della diplomazia liberale (1891–1921) e successivamente gli esordi del governo Mussolini e della politica estera fascista (1922–1926), che vedono il cruciale ruolo di Contarini scemare con il palesarsi dei revisionistici progetti mussoliniani, specie nell’Europa centro–orientale, inaccettabili per l’esponente principe della vecchia diplomazia liberale e motivo delle sue sofferte dimissioni. Il volume, basato su memorialistica e notizie biografiche, aggiunge nuove conoscenze sulla figura di Contarini avvalendosi anche di fonti primarie – in alcuni casi inedite – conservate presso l’Archivio Storico Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri.”

Matteo Anastasi, Salvatore Contarini e la politica estera italiana (1891-1926), Aracne editrice, Roma, 2017, pp. 192, € 15,00.

Matteo Anastasi (Roma, 1989) ha conseguito nel 2011 la laurea triennale in Scienze storiche presso l’Università Europea di Roma e, nel 2014, la laurea magistrale in Relazioni Internazionali presso la Libera Università Internazionale degli Studi Sociali (LUISS) Guido Carli. Attualmente è dottorando di ricerca presso la LUMSA. È cultore della materia in Storia contemporanea presso l’Università Europea di Roma, dove collabora con la cattedra di Storia contemporanea e di Storia e politica dell’integrazione europea per attività seminariali e di ricerca.

Pubblicate le memorie di Carlo de Ferrariis Salzano

Sono state recentemente pubblicate le interessanti memorie di Carlo de Ferrariis Salzano dal titolo “Dall’Ambasciata allo Stalag XVII. Storia di una missione straordinaria” (Aracne, 2017) nel quale viene ripercorso un periodo storico molto critico per l’Italia (dal 1943 al 1945) vissuto all’Ambasciata d’Italia a Budapest. Le memorie sono state curate dalla figlia Fabrizia de Ferrariis Pratesi ed hanno una prefazione dell’Amb. Luigi Vittorio Ferraris ed una postfazione dell’Amb. Sergio Romano.

Ecco un estratto dalla scheda dell’editore:
In seguito alla caduta di Mussolini, nella Legazione di Budapest, in un’Ungheria stretta tra il desiderio di uscire dall’alleanza con la Germania e il timore delle reazioni dei nazifascisti, un gruppo di uomini decise di opporsi al regime neofascista. A capo di essi, Carlo De Ferrariis, primo segretario della Legazione italiana, scelse la strada dell’onore e del dovere. Catturato dai tedeschi, chiuso in carcere e in campi di concentramento, riuscì a riacquistare la libertà e, insieme ai suoi compagni, affrontò in pieno inverno la traversata delle linee nemiche sulle giogaie dell’Appennino settentrionale. Tali vicende, testimonianza di un’Italia diversa e migliore, sono narrate dallo stesso Carlo e qui riproposte da sua figlia Fabrizia.

Carlo de Ferrariis Salzano, Dall’Ambasciata allo Stalag XVII. Storia di una missione straordinaria, Aracne editrice, Roma, 2017, pp. 212, € 15,00.

E’ possibile consultare le prime 20 pagine del libro  sul sito della casa editrice Aracne.

Carlo de Ferrariis Salzano è nato a Napoli nel 1905, dopo essersi laureato in giurisprudenza a Napoli ed in Scienze politiche a Perugia entra in carriera diplomatica nel 1932. Nel 1943, de Ferrariis Salzano presta servizio a Budapest presso la legazione italiana. Con la costituzione della Repubblica Sociale Italiana, il suo capomissione Filippo Anfuso si schiera con Mussolini mentre de Ferrariis e altri funzionari si mantengono leali al re e al governo Badoglio. Si trovano quindi ad operare a Budapest due Ambasciate d’Italia fino al marzo del 1944, quando, con l’invasione tedesca dell’Ungheria, De Ferrariis e gli altri vengono arrestati. E’ stato Segretario Generale del Ministero dal 1958 al 1959 e successivamente Ambasciatore ad Ottawa e Rappresentante d’Italia al Consiglio Atlantico. Collocato a riposo nel 1970 è deceduto a Roma nel 1985.

Nuovo libro fotografico sull’Ambasciata d’Italia a Londra

Un nuovo elegante ed interessante libro in lingua inglese si aggiunge alla serie dei libri illustrati sulle Ambasciate d’Italia.

“The Italian Embassy in London” (Umberto Allemandi Editore, 2017) è il nuovo volume ideato dall’Ambasciatore Pasquale Terracciano e da sua moglie Karen Lawrence Terracciano e curato da Mario Tavella e Maria Sancho Arroyo. Il lavoro è stato sostenuto finanziariamente da Green network e Intesa Sanpaolo,

Il volume, reso possibile grazie ai fondamentali contributi di Green Network Energy e Intesa Sanpaolo, è ricco di contenuti testuali e fotografici e si distingue per una approfondita analisi della collezione d’arte, frutto di un’attenta e rigorosa ricerca storico-artistica delle principali opere, a cura di numerosi esperti Sotheby’s guidati da Mario Tavella, Chairman Europe della celebre casa d’aste e Maria Sancho-Arroyo Puliti, Director at Sotheby’s. La storia architettonica dell’edificio nel contesto del quartiere di Mayfair, è stata curata dall’esperto di storia dell’architettura Michael Hall, mentre le foto, in particolare quelle degli ambienti, sono del celebre fotografo Massimo Listri. La prefazione è dell’Ambasciatore Sergio Romano.

Il libro raccoglie, oltre alla storia del palazzo che fu dei Conti Fitzwilliam sino all’acquisizione nel 1931 da parte dello stato italiano, per 200 anni, dai Duchi di Westminster, la storia della collezione, alcune interessanti immagini storiche, ed alcune scoperte frutto di una intensa attività di ricerca durata oltre due anni.

Mario Tavella, Maria Sancho-Arroyo Puliti (a cura di), The Italian Embassy in London, Umberto Allemandi Editore, Torino, 2017, pp. 171.

Libro di Rory Steele sulla vita del diplomatico italiano Felice Benuzzi

E’ recentemente uscito la versione italiana di un libro scritto da un diplomatico australiano, Rory Steele, che riguarda la straordinaria figura di un diplomatico italiano: Felice Benuzzi.

“Il cuore e l’abisso. La vita di Felice Benuzzi” (Alpine studio editore, 2017), che ha una prefazione di Sergio Romano, è il titolo del libro appena uscito in versione italiana (il libro è stato originariamente pubblicato in lingua inglese con il titolo “The Heart and the Abyss“) nel quale Rory Steele  ricostruisce le incredibili vicende di un personaggio di grande coraggio e passione.

Ecco la scheda dell’editore:
“Nel 1943 Felice Benuzzi evase da un campo di prigionia inglese in Kenya per scalare la seconda vetta più alta d’Africa. Con due compagni, senza mappe e con attrezzatura di fortuna attraversò la giungla fino alla vetta del monte Kenya. Dopo diciassette giorni fece ritorno al campo e si presentò a rapporto dallo sbalordito comandante. L’alpinismo fu la sua più grande passione. Iniziò a scalare in un’epoca in cui molte vette non avevano ancora un nome e tante non erano mai state salite, e continuò anche quando le attrezzature progredirono e l’accesso alle montagne divenne più semplice. Scrittore colorito e ragionatore profondo, ebbe una vita straordinaria dall’inizio alla fine. Visse il periodo del fascismo e delle leggi razziali, e le sfidò sposando una donna ebrea di Berlino. Divenne funzionario delle colonie e in Africa ottenne una medaglia al valore per il coraggio dimostrato in combattimento. Dopo il rimpatrio iniziò una brillante carriera diplomatica e la sua personalità carismatica lo portò a ricoprire numerosi e importanti incarichi. Per scrivere questa biografia, l’autore non si è accontentato di consultare libri e i registri del Ministero degli Affari Esteri, ma ha avuto accesso anche agli archivi privati e alle migliaia di lettere dello stesso Benuzzi grazie al pieno appoggio della sua famiglia.”

Rory Steele, Il cuore e l’abisso. La vita di Felice Benuzzi, Alpine Studio editore, Lecco, 2017, pp. 314, € 16,80.

Rory Steele è australiano ed è nato a Perth. Fra i dieci e i dodici anni ha vissuto in Liguria e in Toscana e in quel periodo si è innamorato dell’Italia. Si è laureato in letteratura italiana e francese a Oxford con perfezionamento a Napoli. Conoscitore della cultura classica antica, e influenzato da studi approfonditi della Divina Commedia e dei poeti Baudelaire e Rimbaud, ha pubblicato due volumi di poesie in inglese. I suoi interessi culturali si estendono alla storia e ai più impegnati scrittori contemporanei.
Entrato nella carriera diplomatica ha avuto incarichi nel Ghana, in Corea del Sud, al Cairo, a Ginevra. Nel periodo 1986-88 è stato Ambasciatore d’Australia in Iraq e dal 1997 al 2001 Ambasciatore d’Australia a Roma, “realizzando un sogno della sua vita intera”.
Oltre alle poesie ha scritto il romanzo storico Ghosts in the Helmet Trees sulla resistenza a Bassano del Grappa, e un saggio sul voto italiano all’estero Diaspora Parliaments.