“Prima di parlare taci” – Manuale sul negoziato internazionale dell’Ambasciatore Vittorio Farinelli

L’Amb. Vittorio Farinelli ha scritto un manuale per gli studenti universitari nel periodo in cui, dopo essere andato a riposo (nel 1995), ha insegnato “Metodologia e tecnica del negoziato” all’Università di Gorizia (Trieste) nel corso di laurea in Scienze diplomatiche ed internazionali. Il titolo del manuale è molto significativo: “Prima di parlare, taci”.

E’ un testo ricco di stimoli e di spunti, particolarmente interessante per i giovani o per chi intenda avvicinarsi alle relazioni internazionali.

Vittorio Farinelli, Prima di parlare, taci. Raccomandazioni della Repubblica di Venezia ai propri diplomatici, Università di Trieste, Facoltà di Scienze Diplomatiche e Internazionali di Gorizia, Gorizia, pp. 160.

Il libro può essere liberamente scaricato qui.

Vittorio Farinelli è nato a Muralto (Canton Ticino) nel 1929 e si è laureato in giurisprudenza all’Università di Roma nel 1953. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1954 ed ha prestato servizio a Sidney, Tunisi, Bruxelles, Bucarest, Londra e Los Angeles. E’ stato direttore dell’Istituto Diplomatico dal 1979 al 1984. E’ stato Ambasciatore a Managua (1976-79), a Kinshasa ( 1984-87), Teheran (1987-92) e Budapest (1992-95). Dopo essere andato a riposo nel 1995, ha insegnato presso l’Università di Gorizia nella Facoltà di Scienze diplomatiche ed internazionali.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

Annunci

La diplomazia secondo il Card. Gianfranco Ravasi

“Il Sole 24 ore” Inserto Domenica del 5 luglio 2015

Rubrica “Breviario” di Gianfranco Ravasi

La diplomazia è l’arte di esporre l’ostilità con cortesia. (André Maurois)

Le ironie sui diplomatici si sprecano, nella convinzione che essi dicano solo la verità quando sono a corto di bugie, come è stato maliziosamente detto in passato. La definizione che abbiamo citato va nella stessa linea ed è dello scrittore francese André Maurois, morto nel 1967. Eppure, vorremmo proprio da questo tratto negativo desumere una nota positiva. Essa riguarda la cortesia, una virtù civile ormai smarrita. Anche quando si deve ricorrere a un rimprovero o recriminare su qualcosa, si può farlo con garbo. E, invece, si indulge alla sguaiatezza, all’attacco rozzo, alla minaccia arcigna e fin violenta. In realtà, con la gentilezza si otterrebbe molto di più di quanto si ricava con la vera scienza. Nel suo Galateo, mons. Giovanni Della casa ammoniva: “Chi sa accarezzare le persone, con picciolo capitale fa grosso guadagno.”

Il diplomatico Francesco Tommasini nell’ultimo libro del Prof. Luciano Monzali

Il Prof. Luciano Monzali, che insegna Relazioni Internazionali all’Università di Bari, ha pubblicato un volume dal titolo “Francesco Tommasini. L’Italia e la rinascita della Polonia indipendente” dedicato al primo rappresentante diplomatico italiano presso il governo polacco.

Il documentato ed approfondito volume su Tommasini, edito dall’Accademia Polacca delle Scienze di Roma, esce in concomitanza con il centenario dell’indipendenza della Polonia e vuole anche essere una riflessione sui problemi generali delle relazioni bilaterali fra i due Paesi.

Dall’introduzione del libro:
“Obiettivo di questo volume è ricostruire gli elementi caratterizzanti della politica italiana verso la Polonia indipendente dopo la prima guerra mondiale attraverso lo studio dell’operato del primo rappresentante diplomatico presso il governo di Varsavia, Francesco Tommasini.
Francesco Tommasini, esponente di una facoltosa famiglia borghese romana, fu uno dei più talentuosi diplomatici italiani della sua generazione, allievo di Costantino Nigra e di Giuseppe Avarna, stretto collaboratore di Tommaso Tittoni: la sua carriera al Ministero degli Affari Esteri fu però stroncata da un duro scontro personale con Mussolini, che portò alla sua estromissione dalla diplomazia nel 1923.”

Luciano Monzali, Francesco Tommasini. L’Italia e la rinascita della Polonia indipendente, Accademia Polacca delle Scienze, Roma, 2018, pp. 152.

La versione digitale del volume può essere liberamente scaricata attraverso il sito dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma.

Luciano Monzali (Modena 1966) è professore associato in Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Ha pubblicato e curato numerosi libri fra cui, più recentemente “Fra diplomazia e petrolio. Aldo Moro e la politica italiana in Medio Oriente (1963-1978)” (Cacucci, 2018) e “La politica estera italiana dal 1914 al 1945 di Pietro Quaroni” (Società Editrice Dante Alighieri, 2018).

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

“Ambasciator porta pen-drive?” Vignetta del caricaturista F. Granatiero

Sorridere: forse non lo facciamo mai abbastanza…
Ecco un simpatico ed intelligente disegno realizzato dal caricaturista Francesco Granatiero, che ha rappresentato (a modo suo) l’essenza di questo blog dedicato ai diplomatici scrittori.

Nella tavola realizzata da Granatiero, la figura principale è Stefano Baldi (responsabile del Blog) che viene “pupazzato”: grossa testa su corpo minuto. Caratteristica dominante dei personaggi raffigurati dal celebre Melchiorre De Filippis-Delfico (sec. XIX) “Principe della Caricatura Napoletana”.

Nel disegno umoristico inoltre, relativamente al monitor pc raffigurato, viene riportato il seguente testo:
…interea ad socios nostros sedulo dispertieram, alio frumentum, alio legatos, alio litteras, alio praesidium usquequaque…

[Frattanto aveva sollecitamente spedito ai nostri alleati a chi frumento, a chi ambasciatori, a chi lettere, a chi da ogni parte presidii]

Si tratta di un “frammento” (tradizione indiretta) di Marco Porcio Catone. Brano trasmesso dal grammatico Charisius (IV sec. d.C.) in cui si fa riferimento anche ai “legatos” [ambasciatori].

(Traduzione tratta da: “FRAMMENTI DELLE OPERE PERDUTE DI M. PORCIO CATONE accresciuti, tradotti ed illustrati con note DAL PROF. AB. GIOVANNI BERENGO”, 1846)

Il disegno, attraverso gli elementi che lo compongono, rappresenta una ironica “mediazione dialettica” fra modernità e tradizione.

 

L’interesse nazionale al centro del nuovo libro di Luca Gori

Con il libro “L’interesse nazionale: la bussola dell’Italia” (Il Mulino, 2018), il diplomatico Luca Gori, insieme all’analista di politica internazionale Alessandro Aresu affrontano un tema centrale per quanto riguarda l’azione diplomatica delI’Italia e il suo posizionamento nei tanti temi in discussione sullo scacchiere mondiale. Come gli autori giustamente scrivono il “saggio propone un ragionamento per provare a costruire una nuova relazione, più matura e coerente, tra l’Italia e l’interesse nazionale.”

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“L’Italia ha spesso avuto difficoltà nel definire e promuovere l’interesse nazionale. Superare questo limite è urgente, tanto più oggi, quando viviamo un “ritorno” dell’interesse nazionale nelle agende governative e nel dibattito pubblico internazionale. Il libro di Alessandro Aresu e Luca Gori mette insieme le sensibilittà dell’analista e quella del diplomatico per indagare le ragioni storiche, politiche e culturali che hanno reso così complesso il nostro rapporto con l’interesse nazionale. Nel volume vengono inoltre messi a fuoco lo scenario di incertezza in cui l’Italia è chiamata oggi a difenderlo e i fondamentali che ne delimitano il raggio d’azione e potenzialità. Gli autori propongono infine un decalogo di coordinate politico-culturali utili a inquadrare in modo nuovo l’interesse nazionale e a rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia.”Luca Gori, Alessandro Aresu. L’interesse nazionale: la bussola dell’Italia, Il Mulino, Bologna, 2018, pp. 218.Luca Gori è diplomatico di carriera e autori di vari saggi di vari saggi di politica internazionale. Ha prestato servizio nelle Ambasciate d’Italia a Mosca, Washington e nella Rappresentanza italiana presso l’Unione europea a Bruxelles. Nel 2015 ha pubblicato L’America allo specchio (Aracne).

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

La Diplomazia per la Cultura nell’ultimo volumetto curato da Stefano Baldi

E’ stato pubblicato un volumetto, curato da Stefano Baldi, dal titolo “Cultura in Residenza. L’esperienza dell’Ambasciata d’Italia a Sofia“. La pubblicazione ruota intorno alla storica Residenza d’Italia a Sofia e agli eventi culturali svolti al suo interno, in una cornice perfetta per promuovere le nostre tradizioni e la nostra cultura. Gli eventi descritti accompagnano il lettore attraverso il variegato mondo della nostra musica, letteratura, gastronomia, storia e moda.

Ecco la scheda descrittiva del libro:
“Il diplomatico ha a sua disposizione numerosi strumenti per poter svolgere la propria attività e per raggiungere gli obiettivi che si prefigge. Alcuni di questi strumenti sono più noti, come la capacità negoziale, gli incontri ufficiali, le riunioni istituzionali e molti altri. Nel caso dell’Ambasciatore, chiamato a svolgere la propria attività di anello di collegamento fra due Paesi e fra due Culture, rientrano tra gli strumenti anche alcuni aspetti meno evidenti come l’utilizzo degli edifici dell’Ambasciata o della Residenza e le manifestazioni culturali. Sono proprio questi due elementi che costituiscono l’oggetto di questa pubblicazione volta soprattutto a documentare come la presenza di un prestigioso edificio storico sede dell’Ambasciata insieme ad una offerta di eventi attentamente programmati, possano essere un efficace fattore di promozione dell’immagine dell’Italia.”

Stefano Baldi (a cura di), Cultura in Residenza. L’esperienza dell’Ambasciata d’Italia a Sofia, Sofia, 2018, pp. 72.

La versione digitale del libro (PDF) può essere scaricata qui.

Stefano Baldi, diplomatico di carriera. Attualmente Ambasciatore d’Italia a Sofia. È stato Direttore dell’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Ha prestato servizio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles, la Rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite a New York e la Missione Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra. Collabora con numerose Università italiane su tematiche legate alle relazioni internazionali. È autore e curatore di libri sulla diplomazia.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici è possibile econsultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

 

“Oltre Trieste”: i ricordi di Giorgio Rosso Cicogna

Rosso_TriesteGiorgio Rosso Cicogna, già diplomatico di carriera ed alto funzionario internazionale, ha appena pubblicato un libro dal titolo “Oltre Trieste. Storie di famiglia e di vita vissuta (un secolo attraverso molte frontiere)” (LEG edizioni, 2018) in cui l’autore, facendo perno su Trieste, intreccia storia e cronaca familiare con vicende e considerazioni personali.

Ecco una breve scheda del volume elaborata dall’editore:
“Questo libro non è un romanzo, né un saggio su temi socio-politici, e neppure un racconto tratto da spunti biografici: testimonianze variegate combinano ricordi sentiti in famiglia o di vita vissuta con riflessioni sulle vicende del mondo. Una piccola storia nella Grande Storia, dal 1915 ad oggi, con Trieste baricentro ricorrente. Attraverso varie vicissitudini dell’Italia fascista che coinvolsero direttamente, con una tragedia di terrorismo, la famiglia materna e con Mussolini in prima persona quella paterna, dopo la Seconda Guerra Mondiale l’attenzione si sposta su avvenimenti, misteri e protagonisti delia Prima Repubblica in Italia, che l’autore ha conosciuto da vicino con rapporti di stretta collaborazione e di amicizia. Della sua carriera in diplomazia sono anche richiamati, sempre con un voluto distacco e con una vena d’ironia, eventi diversificati in Europa, negli Stati Uniti ed in America Latina, in Africa, in Asia, ed incontri ravvicinati con diversi personaggi in ogni parte del mondo. Alla caduta del Muro di Berlino corrisponde un radicale cambio professionale, nella prospettiva di contribuire al rilancio di un ruolo per Trieste nella nuova realtà europea. Nella conclusione l’auspicio di un impegno generalizzato per contrastare superficialità e consumismo alle radici del populismo, con una rinnovata fiducia nell’Europa, contestando in parallelo l’inevitabilità di un confronto epocale tra Occidente e Islam. Così si configura un appello finale a combattere la crescente divaricazione fra troppi poveri senza speranza e pochi ricchissimi: un esproprio democratico da perseguire pacificamente a livello mondiale.”

Giorgio Rosso Cicogna, Oltre Trieste. Storie di famiglia e di vita vissuta (un secolo attraverso molte frontiere), LEG edizioni, Gorizia, 2018, pp. 536, € 24.

Giorgio Rosso Cicogna, nato a Trieste nel 1945, è stato diplomatico con incarichi anche a Palazzo Chigi ed ai Ministeri della Ricerca e delle Partecipazioni Statali oltre a quelli alla Farnesina, tra i quali Console a Vienna ed Incaricato d’affari a.i. in India. Dopo la caduta del muro di Berlino, lascia la carriera per il settore privato, come Direttore della Confindustria a Trieste e poi come consulente internazionale. Riprende in seguito un’attività multilaterale come direttore del Centro per la Scienza e Tecnologia dell’UNIDO e Segretario Generale Vicario dell’Iniziativa Centro-Europea a Trieste, dove oggi risiede.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo