“Lettere sul Mondo dal Circolo Studi Diplomatici”, il primo volume della nuova collana Osservatorio Globale Inbox x

E’ stato ora pubblicato il primo volume della nuova collana “Osservatorio Globale” della casa editrice Mazzanti Libri ML, destinata a raccogliere memorie, ricordi, testimonianze oltre a saggi storico-diplomatici e di politica internazionale scritti da diplomatici.
Si tratta del volume “Lettere sul Mondo dal Circolo Studi Diplomatici” con Autori Vari, diplomatici non più in servizio, facenti parte del Circolo Studi Diplomatici. Questo primo libro della Collana diretta dall’Ambasciatore Domenico Vecchioni è dedicato alla memoria dell’Amb. Giovanbattista Verderame, scomparso poche settimane fa e fino all’ultimo impegnato nelle attività editoriali del Circolo Studi Diplomatici come suo Presidente. Siamo in molti a sentire la sua mancanza….

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:

“La realtà internazionale, i rapporti tra gli Stati, l’azione delle istituzioni multilaterali, le attività delle ONG e delle grandi Multinazionali, diventano sempre più complessi e di difficile decifrazione. In un mondo globalizzato, in continua mutazione tra decadenze di ideologie e risorgenze di estremismi politici e religiosi, le nuove minacce transazionali si fanno gioco dei confini statali.

Per orientarsi tra i tortuosi sentieri della politica internazionale, si rivela davvero preziosa l’attività del Circolo di Studi Diplomatici, istituito nel 1968, dove gli Ambasciatori d’Italia non più in servizio si riuniscono per scambiarsi impressioni e valutazioni sulle problematiche internazionali di maggiore attualità che riversano poi nelle “Lettere Diplomatiche” e i “Dialoghi Diplomatici”. Il volume (terzo della serie), che inaugura la nuova Collana Osservatorio Globale di Mazzanti Libri, raccoglie le principali Lettere e i più importanti Dialoghi dell’anno 2018. Una visione della realtà internazionale offerta da chi ha acquisito un’insostituibile esperienza nelle relazioni internazionali, avendo operato sulla scena internazionale in prima persona e avendo accumulato una formidable expertise in tanti anni di carriera diplomatica.”

Autori Vari (Circolo di Studi Diplomatici). Lettere sul Mondo dal Circolo Studi Diplomatici, Mazzanti Libri, Venezia, 2019, pp. 244, Euro 20.

Il Circolo di Studi Diplomatici è stato fondato nel 1968 ad iniziativa di un gruppo di Ambasciatori non più in servizio con l’obiettivo di non disperdere le esperienze e le competenze dei vertici della carriera diplomatica italiana anche dopo la loro cessazione dal servizio attivo.

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Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo e il blog https://diplosor.wordpress.com

 

“In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?”: il nuovo libro dell’Amb. Giovanni Castellaneta

Giovanni Castellaneta, ex Ambasciatore d’Italia a Washington, ha appena pubblicato un nuovo libro dal titolo “In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?” (Guerini ed Associati, 2019) con una prefazione di Giovanni Amato.

Ecco la scheda dell’editore:
“Sono passati trent’anni dalla caduta del muro di Berlino: durante questo periodo, il mondo è completamente cambiato. Tuttavia, gli avvenimenti internazionali hanno spesso deluso le aspettative di chi credeva che ci saremmo indirizzati verso un mondo prospero e libero dai conflitti. Invece, quella che viviamo oggi è una fase caratterizzata da rinnovata incertezza e instabilità. Dopo decenni di sforzi per garantire che le controversie internazionali venissero risolte in maniera pacifica, stiamo regredendo a un mondo dove a prevalere sono l’utilizzo indiscriminato della forza per mezzo di interventi bilaterali che non tengono conto delle decisioni dell’ONU. Il ruolo di diplomatico ha consentito all’ambasciatore Castellaneta di assistere «in prima fila» agli straordinari cambiamenti che si sono succeduti negli ultimi decenni. Dalla caduta del Muro di Berlino a oggi, questo libro ripercorre le principali vicende globali per riflettere attentamente sul presente e gestire la transizione in corso in maniera ordinata. In questo contesto, si inserisce inevitabilmente una riflessione sul ruolo dell’Italia e sul concetto di «interesse nazionale». Cosa dovrebbe fare il nostro Paese per ritagliarsi uno spazio e avere influenza nello scenario attuale? Analizzando gli ultimi trent’anni, l’autore cerca di offrire alcune prospettive sul futuro delle relazioni internazionali e di tracciare alcune priorità e linee di azione che potrebbero consentire all’Italia di riconquistare il proprio «posto nel mondo».”

Giovanni Castellaneta, In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?, Guerini e Associati, Milano, 2019, pp. 165, € 18,50.

Giovanni Castellaneta E’ stato ambasciatore d’Italia in Iran (1992-1995), in Australia (1998-2001) e negli Stati Uniti d’America (2005-2009). È stato inoltre consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e suo rappresentante personale per i Vertici del G8 del 2001 e del 2005. Dopo aver terminato al Carriera diplomatica, è stato amministratore di grandi aziende di Stato quali Finmeccanica (ora Leonardo), SACE e, oggi, nel settore finanziario. Ha pubblicato il libro Obama e l’ombra cinese. Prospettive per il futuro (2010).

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L’Amb. Mario Luciolli sulla Prima Guerra Mondiale in un testo inedito

Luciolli - L'Italia alla Conferenza di Pace 1919In occasione del centenario del Trattato di Versailles segnaliamo un testo inedito particolarmente rilevante (recuperato dal figlio Lodovico che lo ha messo gentilmente a disposizione) dell’Amb. Mario Luciolli dal titolo “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale“.

Ecco una nota di presentazione scritta da Lodovico Luciolli:

“Le considerazioni che seguono sono state trovate più di 70 anni dopo dalla famiglia, manoscritte in penna stilografica con la calligrafia mai mutata di Mario Luciolli, in una cartella sulla quale egli aveva scritto: “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la Guerra Mondiale, Roma 1938”.
La documentazione del padre riportata di seguito, trovata contemporaneamente, fa pensare che egli sia stato stimolato anche dall’opera sua nelle trattative commerciali internazionali dell’Italia prima, durante e dopo quella guerra a studiare gli scenari della politica estera italiana di quel periodo. D’altronde nei suoi ricordi di vita diplomatica, “Palazzo Chigi: anni roventi” (ed. Rusconi, 1976, ripubblicato a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2011), egli ha scritto che al concorso d’entrata nella carriera diplomatica nel 1933 per il tema di Storia “L’Europa alla vigilia della guerra mondiale” era stato avvantaggiato dalle numerose letture fatte sull’argomento.
Nel 1938 questo studio è stato interrotto dalle prime scintille che arrivavano al “palco di proscenio” (così descritto nei suoi ricordi) al Gabinetto di Ciano dove si trovava, dell’incendio che si preparava nuovamente in Europa e che, per quanto riguarda la politica estera dell’Italia nella II Guerra Mondiale, egli ha anche descritto con lo pseudonimo di Mario Donosti in “Mussolini e l’Europa” (ed. Leonardo, 1945, ripubblicato con il suo nome e a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2009).”
Luciolli Mario, Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale (1938), 2019, pp. 153.
Il volume può essere liberamente scaricato qui.
Il Prof. Paolo Soave ha anche pubblicato sul Blog del Corriere della Sera un interessante articolo dedicato a questo testo. L’articolo, dal titolo “L’Italia e la “vittoria mutilata” della Grande Guerra. La Conferenza di pace di Parigi nell’analisi di un diplomatico di lungo corso” è disponibile qui
Mario Luciolli: nato a Roma nel 1910, deceduto a Parigi nel 1988. Diplomatico dal 1933 al 1976: 1934-38: Vice Console a Zurigo e Parigi; 1938-40: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1940: Console a Melbourne; 1941-42: all’Ambasciata a Berlino; 1942-43: nuovamente a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1943-44: Console a San Sebastiano; 1945-48: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri): 1945-46: Capo dell’Ufficio dei Rapporti con le Potenze Alleate della Direzione degli Affari Economici; 1946: membro della Delegazione Italiana alla Conferenza della Pace a Parigi; 1947-48: alla Direzione del Personale; 1948-1955: Consigliere e poi Ministro Consigliere a Washington; 1955-56: al Quirinale: Consigliere Diplomatico del Presidente Gronchi; 1956-60: Ambasciatore a Santiago: 1960-64: Ambasciatore ad Ankara; 1964-76: Ambasciatore a Bonn; 1976-88: a riposo a Parigi.
Nel 1945 e 1946 ha collaborato ai quotidiani La Tribuna, Il Secolo XX e altri, alla rivista mensile La Città libera e alla rivista Mercurio.
Dopo il collocamento a riposo ha collaborato a Il Giornale, La Nazione, Il Gazzettino, La Sicilia, Libro Aperto, La Revue des Deux Mondes e ad altri giornali e riviste.
Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

Il libro “Palazzo Borromeo, L’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede” curato dall’Amb. Pietro Sebastiani e Daria Borghese

Sebastiani_Palazzo BorromeoUn nuovo bel volume si aggiunge alla collezione dei libri illustrati sulle Ambasciate d’Italia. Si tratta del volume “Palazzo Borromeo, L’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede” (Umberto Allemandi, 2019) a cura di Pietro Sebastiani e Daria Borghese dedicato allo storico Palazzo che ospita la nostra Ambasciata a Roma. Il libro, appena uscito, è stato pubblicato in occasione del 90° dei Patti Lateranensi e contiene testi di Daria Borghese, Christoph Lutpold Frommel, Fausto Nicolai, Lucia Meoni e Pietro Pastorelli, accompagnati da originali foto di Massimo Listri.

Ecco la scheda dell’editore:
“Palazzo Borromeo, la cinquecentesca residenza papale progettata da Pirro Ligorio per Pio IV (1559-1565), ospita oggi l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede. Il volume ricostruisce l’affascinante vicenda storica e artistica dell’edificio, dal primo straordinario progetto sino ai giorni nostri, con contributi originali corredati da immagini storiche e da illustrazioni inedite dell’edificio e dei suoi interni. Il palazzo disegnato da Ligorio incorpora la preesistente fontana, capolavoro di Bartolomeo Ammannati, ed esplora nuove frontiere nell’utilizzo della prospettiva in architettura. Pio IV dona l’edificio ancora in costruzione ai nipoti prediletti, il conte Federico e il fratello Cardinale Carlo Borromeo, che sarà proclamato santo nel 1610. Con la prematura scomparsa del primo e il trasferimento del secondo a Milano, per assumere la guida della diocesi lombarda, il palazzo viene ceduto alla sorella Anna, che sposa Fabrizio Colonna, e diviene di conseguenza proprietà della grande famiglia romana. Dopo oltre tre secoli di alterne vicende e un periodo di abbandono, viene acquistato e restaurato dall’antiquario romano Ugo Jandolo. Nel 1929 diviene proprietà della Stato italiano all’indomani della conclusione dei Patti Lateranensi per essere destinato all’appena costituita Ambasciata presso la Santa Sede. Gli interni decorati da stucchi e affreschi commissionati da Pio IV e da Marcantonio II Colonna costituiscono uno splendido esempio di dimora nobiliare romana tra Rinascimento e Barocco.”

Pietro Sebastiani e Daria Borghese, Palazzo Borromeo, L’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, Umberto Allemandi, Roma, 2019, pp.160.
La versione digitale del libro (PDF) può essere gratuitamente scaricata dal sito dell’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede.

I libri su Residenze ed Ambasciate fino ad oggi pubblicati sono oltre 70. Maggiori informazioni ed alcune versioni digitali dei volumi sono disponibili alla pagina: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/booksres.htm

Ricordi inediti dell’Amb. Mario Luciolli

Grazie alla cortesia di Ludovico Luciolli. figlio dell’Amb. Mario Luciolli, è stato possibile recuperare una serie di ricordi inediti del padre.

Questa serie di documenti, fotografie, recensioni e articoli, non solo in italiano, sono raccolti in una originale pubblicazione digitale che ho il piacere di condividere con voi.

Luciolli Mario, Ricordi di Mario Luciolli (1910 – 1988), 2018, pp. 131.

Il volume può essere liberamente scaricato qui

Mario Luciolli: nato a Roma nel 1910, deceduto a Parigi nel 1988. Diplomatico dal 1933 al 1976: 1934-38: Vice Console a Zurigo e Parigi; 1938-40: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1940: Console a Melbourne; 1941-42: all’Ambasciata a Berlino; 1942-43: nuovamente a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1943-44: Console a San Sebastiano; 1945-48: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri): 1945-46: Capo dell’Ufficio dei Rapporti con le Potenze Alleate della Direzione degli Affari Economici; 1946: membro della Delegazione Italiana alla Conferenza della Pace a Parigi; 1947-48: alla Direzione del Personale; 1948-1955: Consigliere e poi Ministro Consigliere a Washington; 1955-56: al Quirinale: Consigliere Diplomatico del Presidente Gronchi; 1956-60: Ambasciatore a Santiago: 1960-64: Ambasciatore ad Ankara; 1964-76: Ambasciatore a Bonn; 1976-88: a riposo a Parigi.
Nel 1945 e 1946 ha collaborato ai quotidiani La Tribuna, Il Secolo XX e altri, alla rivista mensile La Città libera e alla rivista Mercurio.
Dopo il collocamento a riposo ha collaborato a Il Giornale, La Nazione, Il Gazzettino, La Sicilia, Libro Aperto, La Revue des Deux Mondes e ad altri giornali e riviste.

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Il volume “La diplomazia giuridica” di Alfredo Maria Durante Mangoni

E’ stato pubblicato il volume “La diplomazia giuridica” (ESI, 2019) di cui è coautore il Ministro Plenipotenziario Alfredo Maria Durante Mangoni attualmente Coordinatore per le attività internazionali anticorruzione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Il libro è stato redatto con il magistrato Giovanni Tartaglia Polcini, consigliere giuridico presso il MAECI. La prefazione è di Paola Severino.

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“La diplomazia giuridica consente un viaggio nello spazio e nel tempo verso migliori modelli normativi.
Il volume aspira a delineare, per la prima volta nel panorama scientifico italiano, una teorizzazione organica del concetto di diplomazia giuridica, accompagnata dalla descrizione delle relative prassi maturate nell’azione diplomatica italiana.
La Farnesina, consapevole del danno che stereotipi ricorrenti di corruzione diffusa arrecano all’affidabilità ed attrattività del sistema economico italiano, è impegnata in un’innovativa azione di diplomazia giuridica. Questa si affianca al modello sperimentato di diplomazia economica e tende a tutelare e a promuovere l’immagine e la reputazione del Paese, riducendo il divario esistente tra percezione esterna e realtà dell’ordinamento giuridico e del sistema economico, nei quali i presidi anticorruzione, antimafia ed antiriciclaggio, da parte di soggetti sia pubblici che privati, sono solidi ed efficaci. L’Italia ha assunto un ruolo profilato grazie alla validità di istituti giuridici, prassi e modelli che si caratterizzano per forza ed efficienza originali e possono divenire punto di riferimento sul piano globale.”

Alfredo Maria Durante Mangoni e Giovanni Tartaglia Polcini, La diplomazia giuridica, ESI, marzo 2019, pp. 206, 20 €.

Il volume verrà presentato a Roma martedì 9 aprile in sala Zuccari a Palazzo Giustiniani, in via della Dogana Vecchia 29 a Roma. Interverranno Elisabetta Belloni, Segretario Generale della Farnesina; Paola Severino, Rappresentante Speciale della Presidenza OSCE per la lotta alla corruzione; Francesco Viganò, Giudice Costituzionale; Raffaele Cantone, Presidente ANAC; Federico Cafiero de Raho, Procuratore Nazionale Antimafia ed Antiterrorismo. Modera Maurizio Molinari, direttore di La Stampa.
L’invito è allegato.

Alfredo Durante Mangoni, Ministro Plenipotenziario, dal giugno 2016 è Coordinatore per le attività internazionali anticorruzione al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Capo della Delegazione italiana al G20 Anti-Corruption Working Group. Promotore del Tavolo inter-istituzionale di coordinamento anticorruzione. Già consigliere diplomatico dei Ministri della Giustizia e del Lavoro, ha svolto incarichi all’estero: primo segretario a Mosca (1995-1999), console generale a Bengasi (1999-2002), ministro consigliere e vice capo missione a Tokyo (2008-2012). Collabora a riviste giuridiche e svolge attività di docenza presso Atenei italiani, in Master di II livello e presso la Scuola di Magistratura. Componente del Comitato scientifico della rivista «Il Diritto Penale della Globalizzazione».

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L’Amb. Antonio Badini pubblica un nuovo libro sulla Russia di Vladimir Putin

Un nuovo saggio alla Russia di Putin è stato appena pubblicato dall’Ambasciatore Antonio Badini, da ultimo Ambasciatore d’Italia in Egitto dal 2003 al 2007. Il titolo del libro è “La marcia russa. Vladimir Putin e la costruzione del potere mondiale” (LUISS University Press, 2018).

Qui di seguito la scheda descrittiva a cura della casa editrice:
“Dalla sua ascesa al Cremlino come “Capo di Stato temporaneo” nel 1999 al suo quarto mandato presidenziale, Vladimir Putin è non solo riuscito a trasferire dall’URSS alla Russia lo status di grande potenza, ma anche a porre il suo paese come modello alternativo alla democrazia liberale in crisi di identità. Il sovranismo, un esecutivo con poteri forti e una magistratura non necessariamente indipendente, si fa largo oggi in Occidente, guidato da una Russia che corre verso la riconfigurazione dell’attuale equilibrio mondiale. Ma come ha fatto un oscuro funzionario dei servizi sovietici a essere oggi tra i candidati al ruolo di “uomo più potente del mondo”, come lo ha definito Forbes? Antonio Badini, forte della lunga esperienza diplomatica oltre che accademica, ricostruisce in questo breve, bruciante libro le tappe della “marcia russa”, che avanza inesorabilmente tra lo stallo in cui è caduto il progetto di una “Casa comune europea” e le tendenze isolazioniste dell’America di Trump.”

Antonio Badini, La marcia russa. Vladimir Putin e la costruzione del potere mondiale, LUISS University Press, Roma, 2018, pp. 128, € 12,00.

Antonio Badini, saggista e consulente aziendale, ha lasciato il Servizio diplomatico nel 2007 col grado di ambasciatore; è stato consigliere diplomatico del presidente del Consiglio Bettino Craxi, vicedirettore generale della Cooperazione allo sviluppo, direttore generale per il Medioriente e Mediterraneo, coordinatore nazionale per il partenariato euro-mediterraneo, rappresentante personale del presidente del Consiglio per il vertice del G7, Ambasciatore d’Italia ad Algeri, Oslo e Il Cairo. Insegna Politiche della globalizzazione alla LUISS. Scrive di politica estera per riviste e quotidiani italiani.

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