Volume a quattro mani scritto da Giuseppe Mistretta e Giuliano Fragnito su “I noti ospiti”

E’ uscito per l’editore Greco & Greco il libro “I noti ospiti” scritto a quattro mani da due diplomatici: Giuseppe Mistretta, da ultimo Ambasciatore d’Italia ad Addis Abeba e Giuliano Fragnito che ha prestato servizio nella stessa sede. Nel libro viene narrata la storia, assolutamente inedita e quasi del tutto sconosciuta, dei due “rifugiati” del Derg (il governo militare etiope) di Menghistu, accolti entro il compound della nostra Ambasciata ad Addis Abeba da 27 anni. E’ una vicenda, raccontata in modo un po’ romanzato, in cui l’Italia si conferma come un Paese da sempre impegnato nella difesa ad oltranza di diritti umani fondamentali.

Si tratta del settimo volume della collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco & Greco dedica alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani.

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“Il libro narra di un periodo cruciale per la storia etiopica e per l’intero Continente africano, che partecipava ai mutamenti determinati dalla fine della Guerra Fredda e della contrapposizione tra i due blocchi: una ridefinizione della mappa politica che necessariamente generava vincitori e sconfitti. I “noti ospiti” appartengono alla categoria degli sconfitti. Il 21 maggio 1991 il Colonnello Menghistu, che aveva governato con il pugno di ferro l’Etiopia dal 1974, scappa in Zimbabwe mentre i più stretti collaboratori, insieme ad altri gerarchi, si rifugiano nell’Ambasciata italiana. La loro accoglienza poteva apparire come transitoria, si prolunga sino ai giorni nostri, nonostante i numerosi tentativi di mediazione e un lungo processo condotto in contumacia. Pur riflettendo solo il pensiero degli autori, il libro è una ricostruzione storica equilibrata, che mette in risalto il valore umanitario della scelta italiana di accogliere i due fuggitivi, cercando anche di descrivere e comprendere le ragioni dell’Etiopia affinché i due fossero consegnati alle nuove Autorità. Una lettura avvincente, che potrebbe essere una “fiction giallistica”, se invece non fosse drammaticamente vera, anche se dimenticata.”
Giuseppe Mistretta – Giuliano Fragnito, I noti ospiti, Greco e Greco, Milano, 2018, pp. 118, Euro 12.
Giuseppe Mistretta. E’ nato a Palermo nel 1958 ed entra in carriera diplomatica nel 1984. E’ stato Ambasciatore in Etiopia e in Angola. Le sue precedenti esperienze diplomatiche sono state, oltre a Roma, nella Repubblica Democratica del Congo, negli Stati Uniti, in Libia e in Gran Bretagna. Ha trascorso circa vent’anni della sua vita professionale in Africa. Ha già pubblicato un “giallo” etnico-razziale, intitolato “Per Conto del Nero” (Borla editore, 2002); una raccolta di racconti “Nel Paese Chiamato Alberi” (Albatros, 2009) edita anche in lingua portoghese; un saggio sulle relazioni storiche fra Italia e Angola, dal titolo “Un Ponte Lungo Quattro Secoli” (Gangemi editore, 2013), anch’esso pubblicato in portoghese; e una Guida turistico-culturale sull’Angola, dal titolo “Angola. Un Paese Moderno Nel Centro dell’Africa” (Polaris, 2014). In passato, ha collaborato per le pagine di “Repubblica”, il “Corriere della Sera” e “Capital”.

Giuliano Fragnito. È nato a Milano nel 1983. Laureato all’Università di Bologna in scienze politiche e relazioni internazionali nel 2008, entra in carriera diplomatica nel 2009. A Roma ha lavorato nella Direzione Generale Cooperazione e Sviluppo (mediterraneo medio-oriente) e presso la Direzione Generale Mondializzazione e Questioni globali (tematiche africane). Dal 2013 al 2017 è stato Primo Segretario presso l’Ambasciata d’Italia ad Addis Abeba. Dal febbraio 2017 è Primo Segretario alla Rappresentanza Permanente presso l’UE a Bruxelles, competente per Balcani occidentali, Turchia e tematiche di Allargamento.

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“Prima di parlare taci” – Manuale sul negoziato internazionale dell’Ambasciatore Vittorio Farinelli

L’Amb. Vittorio Farinelli ha scritto un manuale per gli studenti universitari nel periodo in cui, dopo essere andato a riposo (nel 1995), ha insegnato “Metodologia e tecnica del negoziato” all’Università di Gorizia (Trieste) nel corso di laurea in Scienze diplomatiche ed internazionali. Il titolo del manuale è molto significativo: “Prima di parlare, taci”.

E’ un testo ricco di stimoli e di spunti, particolarmente interessante per i giovani o per chi intenda avvicinarsi alle relazioni internazionali.

Vittorio Farinelli, Prima di parlare, taci. Raccomandazioni della Repubblica di Venezia ai propri diplomatici, Università di Trieste, Facoltà di Scienze Diplomatiche e Internazionali di Gorizia, Gorizia, pp. 160.

Il libro può essere liberamente scaricato qui.

Vittorio Farinelli è nato a Muralto (Canton Ticino) nel 1929 e si è laureato in giurisprudenza all’Università di Roma nel 1953. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1954 ed ha prestato servizio a Sidney, Tunisi, Bruxelles, Bucarest, Londra e Los Angeles. E’ stato direttore dell’Istituto Diplomatico dal 1979 al 1984. E’ stato Ambasciatore a Managua (1976-79), a Kinshasa ( 1984-87), Teheran (1987-92) e Budapest (1992-95). Dopo essere andato a riposo nel 1995, ha insegnato presso l’Università di Gorizia nella Facoltà di Scienze diplomatiche ed internazionali.

Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo

La diplomazia secondo il Card. Gianfranco Ravasi

“Il Sole 24 ore” Inserto Domenica del 5 luglio 2015

Rubrica “Breviario” di Gianfranco Ravasi

La diplomazia è l’arte di esporre l’ostilità con cortesia. (André Maurois)

Le ironie sui diplomatici si sprecano, nella convinzione che essi dicano solo la verità quando sono a corto di bugie, come è stato maliziosamente detto in passato. La definizione che abbiamo citato va nella stessa linea ed è dello scrittore francese André Maurois, morto nel 1967. Eppure, vorremmo proprio da questo tratto negativo desumere una nota positiva. Essa riguarda la cortesia, una virtù civile ormai smarrita. Anche quando si deve ricorrere a un rimprovero o recriminare su qualcosa, si può farlo con garbo. E, invece, si indulge alla sguaiatezza, all’attacco rozzo, alla minaccia arcigna e fin violenta. In realtà, con la gentilezza si otterrebbe molto di più di quanto si ricava con la vera scienza. Nel suo Galateo, mons. Giovanni Della casa ammoniva: “Chi sa accarezzare le persone, con picciolo capitale fa grosso guadagno.”

Il diplomatico Francesco Tommasini nell’ultimo libro del Prof. Luciano Monzali

Il Prof. Luciano Monzali, che insegna Relazioni Internazionali all’Università di Bari, ha pubblicato un volume dal titolo “Francesco Tommasini. L’Italia e la rinascita della Polonia indipendente” dedicato al primo rappresentante diplomatico italiano presso il governo polacco.

Il documentato ed approfondito volume su Tommasini, edito dall’Accademia Polacca delle Scienze di Roma, esce in concomitanza con il centenario dell’indipendenza della Polonia e vuole anche essere una riflessione sui problemi generali delle relazioni bilaterali fra i due Paesi.

Dall’introduzione del libro:
“Obiettivo di questo volume è ricostruire gli elementi caratterizzanti della politica italiana verso la Polonia indipendente dopo la prima guerra mondiale attraverso lo studio dell’operato del primo rappresentante diplomatico presso il governo di Varsavia, Francesco Tommasini.
Francesco Tommasini, esponente di una facoltosa famiglia borghese romana, fu uno dei più talentuosi diplomatici italiani della sua generazione, allievo di Costantino Nigra e di Giuseppe Avarna, stretto collaboratore di Tommaso Tittoni: la sua carriera al Ministero degli Affari Esteri fu però stroncata da un duro scontro personale con Mussolini, che portò alla sua estromissione dalla diplomazia nel 1923.”

Luciano Monzali, Francesco Tommasini. L’Italia e la rinascita della Polonia indipendente, Accademia Polacca delle Scienze, Roma, 2018, pp. 152.

La versione digitale del volume può essere liberamente scaricata attraverso il sito dell’Accademia Polacca delle Scienze a Roma.

Luciano Monzali (Modena 1966) è professore associato in Storia delle Relazioni Internazionali presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Ha pubblicato e curato numerosi libri fra cui, più recentemente “Fra diplomazia e petrolio. Aldo Moro e la politica italiana in Medio Oriente (1963-1978)” (Cacucci, 2018) e “La politica estera italiana dal 1914 al 1945 di Pietro Quaroni” (Società Editrice Dante Alighieri, 2018).

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“Racconto filosofico”: il nuovo saggio dell’Amb. Vincenzo Prati

Prati_RaccontoE’ uscito un nuovo volume di Vincenzo Prati, Ambasciatore a riposo, dal titolo “Racconto filosofico. Le immagini della luna ovvero cose da mutanti” (Guerra Edizioni, 2018).

Ecco la scheda dell’Editore:
“Sono tre i “ mutanti “ della storia. Già questa è una storia di “ mutanti “.
Vincenzo Prati immagina in questo suo Racconto Filosofico che homo sapiens stia per fare un salto evolutivo. Più specificamente spiega che tre uomini comincino a vedere Immagini della Luna, loro stessi e la loro famiglia già immersi in una sorta di allucinante normalità lunare.
Il primo dei tre mutanti è uno psichiatra romano di scuola junghiana. Il secondo è Sergiei Lavrov che gestisce il crimine internazionale da Chisinau. Il terzo personaggio è americano : un discendente di Jefferson ed agente CIA . Accade poi che i tre personaggi vengano a trovarsi a Napoli . Le vicende dei tre personaggi e di un folto gruppo di altre persone sono raccontate da due voci fuori campo che hanno gli strani nomi romani di Procopio e Lucrezio. Ha un suo ruolo non secondario nella storia anche un diplomatico indiano. Il racconto è filosofico in quanto vuole ragionare sui fattori che possono accelerare la mutazione di homo sapiens ma anche sugli “ intralci “ che possono sorgere: oscilla fra le allucinanti Immagini della Luna e la reale minaccia di Apocalisse: i rischi di un’umanità mutante non domani o fra un secolo ma già oggi.”

Vincenzo Prati. Racconto filosofico. Le immagini della luna ovvero cose da mutanti, Guerra Edizioni, Perugia, 2018, pp. 152, € 15.

Vincenzo Prati è nato a Chiari di Brescia nel 1948 ed accede alla carriera diplomatica nel 1975. Il conseguente nomadismo internazionale porta lui e la sua famiglia – la moglie Nariko e le figlie Anna e Giulia- da Pechino a Washington negli anni Ottanta, da Algeri a Bonn negli anni Novanta e nel nuovo secolo è Ambasciatore d’Italia in Kuwait e poi in Pakistan. Nel 2013 conclude la carriera diplomatica e prosegue una regolare attività saggistica sul tema della globalizzazione. Vive con la famiglia a Roma.

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“Ambasciator porta pen-drive?” Vignetta del caricaturista F. Granatiero

Sorridere: forse non lo facciamo mai abbastanza…
Ecco un simpatico ed intelligente disegno realizzato dal caricaturista Francesco Granatiero, che ha rappresentato (a modo suo) l’essenza di questo blog dedicato ai diplomatici scrittori.

Nella tavola realizzata da Granatiero, la figura principale è Stefano Baldi (responsabile del Blog) che viene “pupazzato”: grossa testa su corpo minuto. Caratteristica dominante dei personaggi raffigurati dal celebre Melchiorre De Filippis-Delfico (sec. XIX) “Principe della Caricatura Napoletana”.

Nel disegno umoristico inoltre, relativamente al monitor pc raffigurato, viene riportato il seguente testo:
…interea ad socios nostros sedulo dispertieram, alio frumentum, alio legatos, alio litteras, alio praesidium usquequaque…

[Frattanto aveva sollecitamente spedito ai nostri alleati a chi frumento, a chi ambasciatori, a chi lettere, a chi da ogni parte presidii]

Si tratta di un “frammento” (tradizione indiretta) di Marco Porcio Catone. Brano trasmesso dal grammatico Charisius (IV sec. d.C.) in cui si fa riferimento anche ai “legatos” [ambasciatori].

(Traduzione tratta da: “FRAMMENTI DELLE OPERE PERDUTE DI M. PORCIO CATONE accresciuti, tradotti ed illustrati con note DAL PROF. AB. GIOVANNI BERENGO”, 1846)

Il disegno, attraverso gli elementi che lo compongono, rappresenta una ironica “mediazione dialettica” fra modernità e tradizione.

 

L’interesse nazionale al centro del nuovo libro di Luca Gori

Con il libro “L’interesse nazionale: la bussola dell’Italia” (Il Mulino, 2018), il diplomatico Luca Gori, insieme all’analista di politica internazionale Alessandro Aresu affrontano un tema centrale per quanto riguarda l’azione diplomatica delI’Italia e il suo posizionamento nei tanti temi in discussione sullo scacchiere mondiale. Come gli autori giustamente scrivono il “saggio propone un ragionamento per provare a costruire una nuova relazione, più matura e coerente, tra l’Italia e l’interesse nazionale.”

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“L’Italia ha spesso avuto difficoltà nel definire e promuovere l’interesse nazionale. Superare questo limite è urgente, tanto più oggi, quando viviamo un “ritorno” dell’interesse nazionale nelle agende governative e nel dibattito pubblico internazionale. Il libro di Alessandro Aresu e Luca Gori mette insieme le sensibilittà dell’analista e quella del diplomatico per indagare le ragioni storiche, politiche e culturali che hanno reso così complesso il nostro rapporto con l’interesse nazionale. Nel volume vengono inoltre messi a fuoco lo scenario di incertezza in cui l’Italia è chiamata oggi a difenderlo e i fondamentali che ne delimitano il raggio d’azione e potenzialità. Gli autori propongono infine un decalogo di coordinate politico-culturali utili a inquadrare in modo nuovo l’interesse nazionale e a rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia.”Luca Gori, Alessandro Aresu. L’interesse nazionale: la bussola dell’Italia, Il Mulino, Bologna, 2018, pp. 218.Luca Gori è diplomatico di carriera e autori di vari saggi di vari saggi di politica internazionale. Ha prestato servizio nelle Ambasciate d’Italia a Mosca, Washington e nella Rappresentanza italiana presso l’Unione europea a Bruxelles. Nel 2015 ha pubblicato L’America allo specchio (Aracne).

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