L’Amb. Filippo Scammacca pubblica il libro “Sulle tracce di Livingstone. Storia di Zambia e Malawi e degli italiani che vi hanno viaggiato”

L’Amb. Filippo Scammacca del Murgo, già Ambasciatore d’Italia in Zambia, ha appena pubblicato un libro dal titolo “Sulle tracce di Livingstone. Storia di Zambia e Malawi e degli italiani che vi hanno viaggiato” (Infinito Edizioni, 2021) nel quale ricostruisce la storia finora sconosciuta di tanti connazionali che hanno vissuto e operato nei due Paesi, da oltre un secolo a questa parte.

Ecco la descrizione del libro da parte dell’autore:
“Nelle terre che Livingstone  scoprì nella metà del IX secolo e che adesso fanno parte dello Zambia e del Malawi, gli Italiani erano presenti fin dall’inizio della colonizzazione inglese. Hanno contribuito per oltre 100 anni come missionari, come ingegneri, come imprenditori, come operatori sociali allo sviluppo di quei popoli sostenuti da coraggio, ingegno e da forti motivazioni personali. Questo impegno ha cementato un solido partenariato tra l’Italia e quei popoli, una profonda stima ed una fiducia nel “made in Italy” che dura ancora adesso. Dimenticare questo patrimonio significa disperderlo. Il lettore sarà sorpreso di apprendere che alcuni missionari valdesi hanno iniziato ad operare prima ancora della colonia inglese, che i confini con Angola e Mozambico sono stati arbitrati da Italiani, che il primo abitante della capitale dello Zambia, Lusaka, era un imprenditore calabrese, che in Malawi vi è  una forte comunità originaria della Sabina che ha espresso imprenditori e missionari di primo piano, che la diga di Kariba sullo Zambesi è stata costruita da un consorzio di imprese milanesi e che l’azione apostolica ed assistenziale svolta dall’arcidiocesi di Milano è viva ancora adesso, che l’Italia tra gli anni 70-80 è stato uno dei principali partner economici dello Zambia  e che l’imprenditoria italiana è ancora fortemente radicata nei due Paesi, che oltre 20 organizzazioni della società civile originarie dall’Italia e varie congregazioni continuano ad operare in Zambia e in Malawi e che l’Italia in vari momenti ha espresso forte solidarietà per i popoli di quei due Paesi.  Il libro fa alcune notazioni etnografiche sul concetto di nazione, sul razzismo, la religione cristiana e quella animista, sulla cultura, sulla concezione del tempo sulle grandi sfide. Perché raccontare questa storia? Perché attraverso la memoria conosciamo noi stessi le nostre capacità, accresciamo la nostra autostima, la nostra ambizione di uscire dal nostro territorio e cimentarci con le sfide e con le opportunità di quel continente che è ineludibile per un Paese come l’Italia. Il passato ci permette inoltre di trarre insegnamenti: perché negli anni 90 la grande industria italiana si è ritirata completamente dallo Zambia nel quale l’Italia disponeva di posizioni ed di un partenariato fortissimo? Attraverso la conoscenza aiutiamo inoltre vari italiani, varie congregazioni, varie Onlus impegnate in uno sforzo di solidarietà nell’assistenza di quei popoli e che dipendono dalla disponibilità della gente di aiutarli con donazioni sostegno volontariato.”


Filippo Scammacca del Murgo, Sulle tracce di Livingstone. Storia di Zambia e Malawi e degli italiani che vi hanno viaggiato, Infinito Edizioni, Formigine, pp. 240, € 16.00.


Filippo Scammacca del Murgo (1959), laureato in Giurisprudenza e in Scienze politiche, ha vinto il concorso diplomatico nel 1985 e ha iniziato il servizio quale Volontario Diplomatico e in seguito Segretario di Legazione, nell’ufficio preposto al coordinamento della partecipazione dell’Italia alla Cooperazione Politica Europea presso la Direzione Generale degli Affari Politici. Ha prestato servizio presso le Ambasciate d’Italia a Buenos Aires, al Cairo e a Berlino; in qualità di Console d’Italia, ha prestato servizio a Friburgo in Brisgovia e Monaco di Baviera. Dopo un lungo impegno nella Direzione Generale per la Cooperazione quale capo dell’Ufficio finanziario, nel 2015 è stato nominato Ambasciatore d’Italia accreditato in Zambia, Malawi e Botswana e presso le comunità regionali (Comesa e Sadcc). Nel 2019, rientrato a Roma, è capo dell’Ufficio preposto alla definizione della strategia della Cooperazione italiana, presso la stessa Direzione generale.  

Libro curato dall’Amb. Andrea Canepari dedicato all’eredità italiana nella Repubblica Dominicana

Andrea Canepari, attuale Ambasciatore d’Italia a Santo Domingo, è il curatore di un importante ed originale libro dal titolo “L’eredità italiana nella Repubblica Dominicana: Storia, Architettura, Economia e Società” (Umberto Allemandi, 2021). L’opera evidenzia il contributo che l’Italia ha dato alla storia della Repubblica Dominicana e il modo in cui figure come Juan Bautista Cambiaso, il vescovo Alessandro Geraldini, Cristoforo Colombo, Padre Fantino Falco, Amadeo Barletta e Rafael Ciferri, tra gli altri italiani di spicco, hanno lasciato, insieme agli amici dominicani, un segno indelebile nelle vicende nazionali. Il libro fa parte delle attività culturali che l’Ambasciata d’Italia ha intrapreso nel 2021, nel quadro del 200° anniversario della nascita dell’italiano Giovanni Battista Cambiaso, fondatore della Marina Dominicana, eroe nazionale dell’Indipendenza dominicana e Console d’Italia.

Ecco una breve descrizione del volume nelle parole del curatore:
“Grazie al lavoro dei quarantacinque autori di questo libro sono state pubblicate tante vidende sulla ricchezza e profondità della storia dell’amicizia e dei legami tra Italia e Repubblica Dominicana, ed io mi sono sentito come un archeologo di fronte a testimonianze meravigliose e intatte, benché celate dal passare del tempo, che andavano riscoperte e portate alla luce come un tempio antico nascosto nella foresta. A differenza di una scoperta archeologica, quanto qui trovato e svelato non è una rovina morta, ma un insieme vivo di impronte culturali, politiche, religiose, educative, economiche, tecnologiche e sociali che costituiscono tuttora uno degli assi portanti dell’identità culturale della Repubblica Dominicana, nella quale gli italiani si sentono fortemente immedesimati.” Al libro, che registra l’impegno del MAECI per il successo della riapertura dell’Ambasciata, hanno anche partecipato personalità istituzionali sia come prefatori che come autori di capitoli (tra cui il Presidente della Repubblica dominicano, i Ministri degli Esteri e della Cultura dei due Paesi, il Direttore Generale Sabbatucci e la Segretaria Generale dell’IILA Cavallari).In allegato anche la scheda dell’editore. 
 Andrea Canepari (a cura di), L’eredità italiana nella Repubblica Dominicana: Storia, Architettura, Economia e Società. Umberto Allemandi, Torino, 2021, pp. 534, € 80,00.Il libro è stato pubblicato in edizione italiana e spagnola (da Umerto Allemandi) e sta per essere pubblicato negli USA in una arricchita edizione inglese (St. Joseph University Press).

E’ possibile liberamente consultare online l’edizione digitale del libro.
Andrea Canepari, diplomatico di carriera è Ambasciatore nella Repubblica Dominicana dal 2017 quando ha riaperto l’Ambasciata d’Italia. In precedenza ha prestato servizio come Console Generale d’Italia a Filadelfia (Stati Uniti), presso l’Ambasciata d’Italia a Washington e presso l’Ambasciata d’Italia ad Ankara. È co-curatore del libro The Italian Legacy in Washington, D.C. Architecture, Design, Art and Culture (Skira, 2008) e curatore di The Italian Legacy in Philadelphia: History, Culture, People and Ideas (che verrà pubblicato in autunno da Temple University Press) insieme a Judith Goode, ex Presidentessa della Society for the Anthropology of North America.

Pubblicato il libro “Open Diplomacy” di Marco Alberti

Marco Alberti, diplomatico di carriera attualmente distaccato all’ENEL, è l’autore di un originale saggio dal titolo “Open Diplomacy. Diplomazia economica aumentata al tempo del Covid-19” (Rubbettino, 2021), un libro che significativamente inizia con una domanda “La diplomazia serve?” con l’obiettivo di concluderlo con una risposta positiva, partendo da un’esperienza pratica.

Ecco la scheda dell’editore:
“Open Diplomacy racconta una storia di diplomazia economica vissuta all’interno dell’azienda Enel e analizzata da un punto di vista originale e innovativo. Partendo dall’esperienza professionale maturata presso la più grande utility europea, il libro esplora il rapporto pubblico-privato in chiave di open innovation e la sua importanza ai fini della competitività dell’ecosistema nazionale. Ripercorrendo la trasformazione di Enel, articolata nella nuova filosofia strategica Open Power e illustrata con numerosi esempi e storie di successo, il progetto vuole offrire una visione pragmatica, aperta ed interconnessa della diplomazia economica nell’era digitale, nella quale le relazioni internazionali sono ripensate anche in chiave geo-economica. La tesi, posta in filigrana, è che la diplomazia economica abbia un ruolo decisivo nel processo di internazionalizzazione delle imprese e di posizionamento del Paese. Questa tensione alla creazione di valore pubblico, centrato su innovazione e sostenibilità, è tanto più attuale alla luce delle circostanze determinate dal Covid-19 e dell’esigenza di un rilancio economico, in una logica di ridefinizione delle dinamiche competitive e delle relazioni fra i diversi attori del Sistema. Una diplomazia economica “aumentata”, per così dire, che superi le antiche tutele dello status e si metta in gioco per cocreare valore, interagendo costantemente con i propri stakeholder, pubblici e privati.”      

Marco Alberti, Open Diplomacy. Diplomazia economica aumentata al tempo del Covid-19, Rubbettino, Soveria Mannelli, 2021, pp. 400, € 24,00. 

Marco Alberti è un diplomatico di carriera, già vicecapo segreteria del Sottosegretario di Stato e Console Aggiunto a New York, ha lavorato presso l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires e il Servizio per la Stampa e la Comunicazione Istituzionale del MAECI. Attualmente distaccato in Enel come responsabile affari istituzionali internazionali. Insegna in vari atenei.

Lorenzo Trapassi coautore del libro sui rapporti giuridici fra lo Stato e la Chiesa in Germania

Lorenzo Trapassi, attualmente vice capo dell’Unità per la Formazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, è il coautore insieme ad Andrea Francia, diplomatico della Santa Sede, di un volume appena pubblicato dal titolo I Rapporti giuridici fra lo Stato e la Chiesa in Germania. Lineamenti di diritto ecclesiastico (Giappichelli, 2021). Come si può capire dal titolo, non si tratta di un libro “confessionale”, tanto che vengono analizzati in maniera “bipartisan” sia i rapporti dello Stato tedesco con la Chiesa cattolica, sia con quella evangelica. L’ottica adottata dagli autori è quella giuridica: il diritto è lo strumento che può garantire la laicità dello Stato nel duplice obiettivo della parità di trattamento dei cittadini, credenti e non, nonché del coinvolgimento delle confessioni religiose nelle funzioni di interesse pubblico. 
Ecco la scheda elaborata dall’editore: “Il tema della laicità dello Stato e del rapporto fra le istituzioni e le confessioni religiose è destinato a giocare un ruolo sempre più importante nell’Unione Europea. Il nostro continente è infatti al centro di un fenomeno migratorio che ha reso multietnica la società europea e che impone quindi di trovare soluzioni inedite per la convivenza di culture e religioni diverse. La Germania è in questo senso un Paese modello, con il suo sistema di rapporti fra le confessioni religiose e lo Stato ispirato a una sana laicità. Un modello di laicità che vede lo Stato neutrale rispetto alle religioni ma anche capace di coinvolgere le chiese cattolica ed evangelica nell’economia sociale di mercato che ha reso la Germania stessa un Paese prospero e competitivo, come ci dimostra anche la risposta data da Berlino al COVID e agli effetti socioeconomici della pandemia. Di questi temi si occupa il saggio “I Rapporti giuridici fra lo Stato e la Chiesa in Germania. Lineamenti di diritto ecclesiastico” scritto da due diplomatici esperti di questioni tedesche, Andrea Francia e Lorenzo Trapassi. Il saggio, edito da Giappichelli, è arricchito dalla presentazione del Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità e dalla prefazione del Presidente emerito della Corte costituzionale, Prof. Cesare Mirabelli.”
Lorenzo Trapassi e Andrea Francia. I Rapporti giuridici fra lo Stato e la Chiesa in Germania. Lineamenti di diritto ecclesiastico, Giappichelli, Torino, 2021, pp. 208, € 25,00.

Lorenzo Trapassi è un diplomatico italiano: attualmente si occupa della formazione del personale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, con particolare attenzione ai temi del lavoro agile e della diplomazia pubblica. Fra il 2017 e il 2020 ha prestato servizio all’Ambasciata d’Italia a Berlino, come capo segreteria dell’Ambasciatore e, in precedenza, presso l’Ambasciata italiana a Brasilia, prima come capo del Dipartimento Consolare e poi alla guida del Dipartimento Economico. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università LUISS Guido Carli e abilitato alla professione di avvocato, ha al suo attivo una serie di pubblicazioni e di incarichi di docenza in materie giuridiche.

Andrea Francia è un diplomatico della Santa Sede. Ha prestato servizio nelle Nunziature Apostoliche in Repubblica del Congo, Gabon, Hong Kong e Germania. Attualmente è Consigliere nella rappresentanza diplomatica della Santa Sede in Polonia. Ha conseguito il dottorato in Diritto Civile e Canonico e il Dottorato in Filosofia presso la Pontificia Università Lateranense. È stato docente nella Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e ha al suo attivo una serie di pubblicazioni in materie giuridiche e filosofiche.

Pubblicato “Stelle lontane della Croce del Sud” l’ultimo romanzo dell’Amb. Emilio Barbarani

Emilio Barbarani, già Ambasciatore d’Italia a Santiago del Cile e a Lisbona, ha appena pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “Stelle lontane della Croce del Sud” (Ianieri Edizioni, 2021). Questa volta è una storia che ne contiene tante altre: un pellegrinaggio senza fine, un impietoso esilio, la nostalgia della famiglia lontana, lo struggente desiderio di un impossibile ritorno. 

Ecco la quarta di copertina del libro:
“«Si va via tutti, macchine e maestranze, si va in Argentina dove c’è terra e lavoro per ciascuno!» Nell’Italia del dopoguerra la crisi appare irreversibile, così la famiglia di Milo e gli altri dipendenti della Cotosan seguono l’invito del padrone e si imbarcano per l’America, ricolmi di speranze. Ma il “sogno americano” tramonta a Pedro Luro, el pueblo fantasma: non esistono alloggi, non esiste la fabbrica. Gli imprevedibili tornados e la persistente siccità rendono impossibili l’allevamento e l’agricoltura. La pampa sconfinata, simbolo di vuoto e solitudine per gli adulti, rappresenta però per i ragazzi un deserto brulicante di vita, un regno di libertà, teatro di eccitanti avventure: la caccia alle formiche culone antropofaghe e alle vizcachas, la fuga da fantasmi e ragni giganti, il morso letale della vedova nera, le esplorazioni coi peones… E poi l’incontro di Milo col lato oscuro di Dio, nel collegio salesiano di Fortín Mercedes, il continuo migrare dall’una all’altra estancia, gli ultimi giorni di totale isolamento e infine l’ennesimo sradicamento dall’uno all’altro continente e lo struggente addio a cani e cavalli, compagni di avventura… alle stelle lontane della Croce del Sud.”  

Emilio Barbarani, Stelle lontane della Croce del Sud, Ianieri Edizioni, Silvi Marina, 2021, pp. 372, € 18.00.

Emilio Barbarani è nato a Verona nel 1940 e vive a Roma. Laureato in Legge e in Scienze politiche, nel 1967 intraprende la carriera diplomatica. Dopo aver prestato servizio a Madrid e a Buenos Aires, nel 1974, in seguito al colpo di stato militare, viene inviato a Santiago del Cile, dove tornerà come ambasciatore nel 1998. Ha concluso la sua carriera come ambasciatore a Lisbona. Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo “Adiòs pampa querida” (Aliberti editore). Nel 2019 ha ricevuto il Premio speciale internazionale Flaiano di narrativa per il suo libro “Chi ha ucciso Lumi Videla?” (Mursia) e pubblicato il romanzo “La via dei topi. Sulle tracce dei Nazisti in Argentina” (Ianieri Edizioni). 

Uscito “Rika” l’ultimo romanzo della trilogia giapponese di Mario Vattani

È appena stato pubblicato l’ultimo romanzo di Mario Vattani, Ambasciatore d’Italia designato a Singapore, dal titolo “Rika” (Idrovolante edizioni, 2021). Come l’autore stesso ha dichiarato  si tratta di un libro che chiude la sua trilogia giapponese (in precedenza erano usciti “Doromizu” e “La via del Sol Levante”). La storia, narrata in prima persona, si basa su una vicenda realmente accaduta a Roma nel 2011 che aveva avuto come protagonista una giovanissima turista giapponese. 

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“Con Rika si ritorna alle atmosfere cupe, al ritmo incalzante e ai momenti visionari e cinematografici che avevano già caratterizzato i precedenti romanzi di Mario Vattani. Questo è un libro sul coraggio, sulla determinazione a resistere a tutti i costi, con protagonista una diciassettenne di Tokyo e la sua terribile avventura in Italia, a Roma. Il racconto è basato su un episodio di cronaca realmente accaduto nella Capitale nel 2011 ad una giovanissima turista giapponese. Scopriamo Rika nella sua periferia di Tokyo, poi la seguiamo durante il suo viaggio, e presto ci troviamo a decifrare il suo modo di vedere l’Italia, Roma, gli italiani. Lo stile è rapido, avvincente, crudo, anche se tra una pagina e l’altra non manca l’ironia. E alla fine, gli occhi di questa ragazza così lontana da noi diventano uno specchio implacabile in cui improvvisamente ci riconosciamo, spogliati da ogni presunzione di cultura, civiltà o superiorità, presi dalle nostre ossessioni, dalle nostre debolezze, senza scuse di fronte al valore tagliente e spietato del coraggio.”

Mario Vattani, Rika, Idrovolante edizioni, Roma, 2021, pp. 250, € 18,00

Mario Vattani è nato a Parigi nel 1966 e ha studiato in Inghilterra. A ventitré anni ha iniziato la carriera diplomatica lavorando negli Stati Uniti, in Egitto, e soprattutto in Giappone, a Tōkyō, Kyōto e Osaka, dove è stato console generale. Appassionato della cultura del Sol Levante nelle sue più diverse forme, parla correntemente il giapponese e pratica il kendo. Ha scritto di Giappone e Asia per Il Foglio, Libero e altre testate nazionali. Nel 2016 ha pubblicato con Mondadori il romanzo Doromizu. Acqua torbida e nel 2017 La Via del Sol Levante. Un viaggio giapponese (Idrovolante edizioni). Nel 2020 per Giunti editore è uscito il suo saggio Svelare il Giappone.

“I grandi traditori della storia” nell’ultimo saggio dell’Amb. Domenico Vecchioni

L’Ambasciatore Domenico Vecchioni ci ha ormai abituato ad una originale rilettura della storia attraverso personaggi ed eventi, non sempre noti. Questa volta si tratta de “I traditori della storia” (Mazzanti Libri 2021), questo il titolo dell’ultimo volume appena pubblicato. Dopo spie, agenti segreti, dittatori…. truffatori,  l’autore apre un nuovo filone per la sua apprezzata attività di ricerca e divulgazione storica. 

Ecco la descrizione del libro a cura dell’editore:
“Perché si tradisce? Per una varietà di ragioni: denaro, vendetta, ambizione, ideologia politica, viltà ecc. In tutti i casi il traditore viene meno alla parola data, rompe il giuramento fatto, rinnega la fede manifestata. In questo volume la lente d’ingrandimento viene diretta su 20 personaggi, protagonisti di storie singolari e controverse, per scoprirne le motivazioni profonde che li incitarono all’infedeltà, all’inganno, al tradimento. Da Giuda Iscariota, il cui nome è diventato sinonimo di tradimento, a Bruto, l’assassino di Cesare, portato al tradimento per salvare la Repubblica. Da Bernadotte, traditore per ambizione, a Laval che auspicava la vittoria della Germania nazista. Da Bazaine, traditore per viltà a Talleyrand, che fece del tradimento un’arte. Da St John e Kim Philby, traditori per tradizione familiare, a Badoglio, traditore “pasticcione”. Venti storie che riserveranno al lettore non poche sorprese.”

Domenico Vecchioni, I grandi traditori della storia, Mazzanti Libri ME, San Donà di Piave, 2021, pp. 200, € 20.00.

Per maggiori informazioni sui libri scritti dall’autore si può consultare il suo sito personale: http://www.domenicovecchioni.it

Domenico Vecchioni, già diplomatico di carriera, ambasciatore d’Italia, ha ricoperto importanti incarichi alla Farnesina e all’estero. La sua ultima missione è stata quella di ambasciatore d’Italia a Cuba. Dopo aver lasciato il servizio attivo, si è dedicato alla divulgazione storica, con particolare predilezione per le biografie politiche e il mondo dello spionaggio. Collabora con diverse riviste di storia, in particolare «BBC History Italia» e Conoscerelastoria.it. È autore di una trentina di libri tra cui le biografie di Evita Peron, Raul Castro, Rasputin, Saddam Hussein. Tra i saggi relativi al “mondo dell’ombra”: Storia degli agenti segreti. Dallo spionaggio all’intelligenceLe 10 operazioni segrete che hanno cambiato la Seconda guerra mondialeLe 10 spie donna che hanno fatto la storiaLe spie del Duce. La sua opera più recente è I Signori della truffa. Inganni e raggiri che hanno fatto epoca (Diarkos, 2021).

Il nuovo libro dell’Amb. Alberto Bradanini dal titolo “Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi”

Il nuovo libro di Alberto Bradanini, da ultimo Ambasciatore d’Italia in Cina, si intitola “Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi” (Edizioni Anteo, 2021) nel quale l’autore rievoca le due visite, in momenti storici molto diversi, che Pietro Nenni compì in Cina.

Ecco la descrizione del libro a cura dell’editore:
“Nenni visita la Cina due volte, nel 1955, quando incontra anche Mao Zedong, e nel 1971, quando il Primo Ministro Zhou Enlai gli esprime l’eterna gratitudine del popolo cinese per l’impegno da lui profuso nel riconoscimento italiano della Repubblica Popolare. Dalle pagine appassionate dei suoi diari affiora un uomo integro, un autentico umanista, ansioso di contribuire alla pace e alla distensione internazionale. Principi tuttora deficitari in un mondo dominato dalla finanza globalista. Se i due momenti appartengono a tempi diversi, essi vivono in queste pagine una seducente convergenza. Le osservazioni dell’autore si dipanano in un’analisi esterna al mainstream nelle interazioni tra Cina, Stati Uniti, Unione Europea, Italia e altri ancora. Il punto di congiunzione è lasciato al lettore, concorde o discorde, libero di proiettare passato e presente suoi convincimenti, all’insegna della nota filosofica che fa coincidere la verità con la ricerca di essa, e non certo con le pagine di un libro o con gli echi distonici di una narrazione pubblica imbottita di falsità. Se i regimi autoritari non hanno necessità di modellare le loro verità, perché la narrazione pubblica è imposta con la coercizione, le democrazie liberali hanno bisogno del consenso, e dunque della menzogna sistemica per continuare a godere dei privilegi del potere. I due momenti si ricongiungono in una costante dialettica, poiché le parole di Pietro Nenni echeggiano silenziose in ogni riga. E i suoi occhi si riempirebbero di lacrime gioiose se potessero condividere la battaglia contro i pericoli del nostro tempo, l’enorme divario di ricchezza, dentro e tra le nazioni, la guerra nucleare che distruggerebbe il pianeta e la distruzione dell’ambiente di vita devastato dal più violento nichilismo (neoliberismo) che la storia abbia mai conosciuto.”

Alberto Bradanini, Cina. Lo sguardo di Nenni e le sfide di oggi, Edizioni Anteo, Milano, 2021, pp. 120, € 13,00.

Alberto Bradanini è un ex-diplomatico.  Laureato in Scienze Politiche all’Università di Roma La Sapienza nel 1974, entra in carriera diplomatica nel 1975, ricoprendo diversi incarichi alla Farnesina e all’estero, tra cui Belgio, Venezuela, Norvegia, Cina e Nazione Unite (Direttore dell’Unicri, Istituto di ricerca delle Nazioni Unite sul crimine e la droga, dal 1998 al 2003). Si è occupato di Cina per lunghi anni, trascorrendo in quel paese dieci anni in diversi momenti, dal 1991 al 1996 quale Consigliere Commerciale presso l’Ambasciata a Pechino, quindi Console Generale d’Italia ad Hong Kong dal 1996 al 1998 e successivamente Ambasciatore a Pechino dal 2013 al 2015. Egli è stato anche Coordinatore del Comitato Governativo Italia-Cina (alla Farnesina dal 2004 al 2007) e responsabile dell’ufficio istituzionale/internazionale di Enel (2007-08). Alberto Bradanini è stato inoltre Ambasciatore d’Italia in Iran dall’agosto 2008 al dicembre 2012. È attualmente Presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea ed è autore del libro “Oltre la Grande Muraglia” (Egea-Bocconi, 2018). 

“Popoli del Gran Chaco. Museo Verde” l’ultimo libro curato dall’Amb. Gherardo La Francesca

Gherardo La Francesca, già Ambasciatore a Brasilia, è il curatore di un libro recentemente pubblicato dal titolo “Popoli del Gran Chaco. Museo Verde” (Officina Edizioni, 2021). Si tratta di una raccolta di contributi accomunati da un interesse o meglio da una passione per la regione del Gran Chaco, una regione sconfinata tra l’Amazzonia, le Ande e le Pampas Argentine, ricca di straordinarie risorse naturali e culturali. I contributi sono di antropologi, storici, architetti, economisti, registi teatrali, ambientalisti ed altri ancora: punti di vista diversi con un unico intento, quello di difendere quest’area dalla distruzione che la minaccia, stesso obiettivo del progetto Museo Verde, di cui l’Autore è l’ideatore e uno dei fondatori. La necessità di conservare e valorizzare le culture indigene è abbinata a quella di utilizzare in modo sostenibile sia da un punto di vista ambientale che da quello economico, le straordinarie risorse naturali contenute in questa vasta regione. Dal Museo Verde è quindi nato il “Patto per il Gran Chaco”, le cui istanze verranno portate all’attenzione della prossima Conferenza Internazionale sui Mutamenti Climatici COP 26.
In allegato uno scheda più dettagliata dei vari interventi contenuti nel volume. 

Gherardo La Francesca (a cura di), Popoli del Gran Chaco. Museo Verde, Officina Edizioni, Roma, 2021, pp. 168, € 28,00.

Gherardo La Francesca  è nato a Roma nel 1946, ha studiato diritto, é stato diplomatico  in Grecia, Egitto, Giappone, Argentina, Cipro e Brasile ove ha concluso la sua carriera come Ambasciatore alla fine del 2012. Ha realizzato mostre fotografiche a Nicosia, Ravello, Brasilia e Asunciòn. In Paraguay ha allestito una mostra di sue fotografie e di oggetti e dipinti realizzati dagli indigeni della etnia Ishir/Chamacoco. La sua attività di scrittore comprende la pubblicazione nel 2015 da parte della Editorial Servilibro di Asunción (Paraguay) del libro “Sebastian Gaboto, História de un viaje al corazon profundo del Continente Americano”  in lingua spagnola, presentato con successo ai saloni internazionali del libro di Buenos Aires e di Asuncion del 2016. Nel 2017  lo stesso libro, con aggiornamenti e integrazioni, è stato pubblicato in  italiano da Edizioni Edicampus. Nel 2019 ha pubblicato il romanzo ” Karcha Bahlut. L’ultimo sciamano” (LFA Editore).  E’ uno dei fondatori del progetto “Museo verde” relativo alla conservazione e la valorizzazione delle culture indigene. 

Pubblicato il libro “L’Ambasciata d’Italia a Baku”

Continua ad arricchirsi la lista dei volumi pubblicati dalle nostre Ambasciate e dedicati alla storia dei rapporti fra l’Italia ed il Paese di accreditamento. Questa volta è il turno dell’Amb. Augusto Massari e del suo vice, il Primo Segretario di Legazione Umberto Boeri che hanno ideato e realizzato un bel libro dal titolo “L’Ambasciata d’Italia a Baku” dedicato alla storia delle relazioni tra Italia e Azerbaigian e ai luoghi della diplomazia italiana. Il libro, in versione bilingue, italiano e azero, è disponibile anche in versione ebook ed è liberamente scaricabile dal sito dell’Ambasciata.


Ecco la scheda editoriale:

“Il 23 ottobre 2020, l’Ambasciata d’Italia a Baku si è trasferita in nuovi locali sulla via Khagani, la stessa via in cui si trovava, esattamente un secolo prima, la missione diplomatica inviata dal Regio governo d’Italia presso l’allora Repubblica Democratica di Azerbaigian. Arricchito dalla prolusione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, pronunciata in occasione della Sua storica visita di Stato in Azerbaigian del luglio 2018, e da un messaggio introduttivo del Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Amb. Elisabetta Belloni, “L’Ambasciata d’Italia a Baku” ripercorre le vicende della presenza italiana in queste terre attraverso i secoli, dedicando particolare attenzione proprio al fugace ma significativo periodo della “prima” indipendenza dell’Azerbaigian, dal 1918 al 1920, oltre che al rapido sviluppo dei rapporti bilaterali dallo stabilimento delle relazioni diplomatiche nel 1992. Inoltre, grazie a un ampio corredo di fotografie e documenti storici, vengono valorizzati anche i “luoghi” della diplomazia italiana in Azerbaigian – la suggestiva Residenza dell’Ambasciatore nel cuore della Città vecchia di Baku, di proprietà dello Stato dal giugno 2020, e gli eleganti ambienti della nuova Ambasciata, arredati all’insegna del miglior “Made in Italy” contemporaneo”


Ambasciata d’Italia a Baku.  L’Ambasciata d’Italia a Baku, Ambasciata d’Italia, Baku, 2021, pp. 140.

La versione digitale del libro, che troverete in allegato, può anche essere scaricata gratuitamente in versione digitale PDF dal sito dell’Ambasciata d’Italia a Baku.