Nuovo libro fotografico sull’Ambasciata d’Italia a Belgrado

La collezione dei libri illustrati sulle Ambasciate d’Italia si è arricchita di un nuovo interessante ed originale volume.
Si tratta di “Ambasciata d’Italia a Belgrado. La regina delle Ambasciate” a cura dell’Ambasciatore Giuseppe Manzo e del direttore dell’Istituto italiano di cultura di Belgrado, Davide Scalmani.

E’ lo stesso Ambasciatore Manzo che, nell’Introduzione, spiega il senso della pubblicazione. “Fotografare – attraverso le immagini dell’Ambasciata, di ciò che l’arreda, ma anche di ciò che la anima e la fa vivere tutti i giorni – l’Italia che questo edificio rappresenta in Serbia novant’anni dopo la sua costruzione.”

E’ un libro fotografico che celebra questo anniversario (1926 – 2016) proponendosi di valorizzare la storia dei rapporti tra i due Paesi, attraverso l’illustrazione di un luogo e della sua vita, della relazione tra valori simbolici e attività funzionali dentro e fuori dell’edificio che ha segnato  la presenza italiana in Serbia.

Il libro è anche disponibile in versione digitale e può essere consultato sul sito dell’Ambasciata d’Italia a Belgrado

Per maggiori informazioni e per consultare alcuni dei libri illustrati sulle Residenze e le Ambasciate italiane è possibile collegarsi con la pagina: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/booksres.htm

La “Valigia diplomatica” di Antonio Morabito con prefazione di Stefano Folli

“Valigia diplomatica” (Mind edizioni, 2017) è il titolo dell’ultimo libro pubblicato da Antonio Morabito, ex Ambasciatore nel Principato di Monaco. Nel volume, che ha una prefazione di Stefano Folli, l’autore ripercorre alcuni dei momenti della sua carriera. Una piccola nota di colore: altri due diplomatici italiani hanno in passato utilizzato lo stesso titolo per i loro libri di ricordi. Si tratta di Pietro Quaroni (Garzanti, 1956) e Adolfo Alessandrini (Edizioni Bottazzi, 1984).

Ecco un breve scheda descrittiva realizzata dall’editore:

“Con un linguaggio semplice e coinvolgente, Antonio Morabito rivive le aspirazioni, i sogni, gli ideali e i momenti più significativi della sua carriera, fatti di incontri, esperienze, soddisfazioni ma anche difficoltà. Una storia al presente, piena di spunti vivaci che toccano la vita. Dal piccolo paese natio, luogo dell’infanzia, al ministero con le esperienze nei vari Paesi all’estero. Ne emerge una narrazione avvincente che coinvolge il lettore rendendolo partecipe di un viaggio speciale e inedito, offrendo una lettura reale della missione e dell’impegno dei diplomatici nel mondo. Il libro rivive, in forma di romanzo, le varie tappe di un percorso e le motivazioni che spingono allo studio, all’università, al concorso e alla realizzazione personale. La narrazione racconta efficacemente l’impegno e il lavoro della carriera diplomatica, facendone conoscere modalità di ingresso, progressione e passaggi, sulla base dell’esperienza personale.”
Morabito Antonio. Valigia diplomatica, Mind edizioni, Milano, 2017, pp. 188, € 15,30.

Ulteriori informazioni sul libro e sull’autore sono disponibili sul sito https://www.valigiadiplomatica.info

Antonio Morabito, nato a Reggio Calabria nel 1955,  si è laureato in Scienze politiche a Roma ed è entrato in carriera diplomatica nel 1986. Ha prestato servizio in Indonesia, in Argentina, in Iran ed è stato Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco dal 2010 al 2015. Esperto di comunicazione, è autore di “Indonesia. Arcipelago delle meraviglie” (Laruffa editore, 1993) e “L’Ambasciata d’Italia a Monaco” (Liber Faber, 2015) ed ha curato numerose pubblicazioni istituzionali per il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. 

L’esploratore “Sebastiano Caboto” nel primo libro di Gherardo La Francesca

L’Amb. Gherardo La Francesca, ex Ambasciatore d’Italia a Brasilia, ha pubblicato un libro dal titolo “Sebastiano Caboto. Storia di un viaggio nel cuore profondo del Continente Sudamericano” (Edicampus Edizioni, 2017) che rende omaggio e ci permette di riscoprire uno degli esploratori più affascinanti ed enigmatici del XVI secolo.

Ecco una breve descrizione del libro da parte dell’editore:

“Agli albori del XVI sec., poco dopo la scoperta del Mundus Novus ad opera di Cristoforo Colombo, si sviluppa una storia di intrighi nelle corti Europee, navigazioni in acque sconosciute, inaudite sofferenze, ammutinamenti, attacchi di indigeni ostili e antropofagi, tempeste e naufragi. Sembrano questi gli ingredienti di un romanzo salgariano. È invece la fedele ricostruzione storica della spedizione geografica diretta dall’italiano Sebastiano Caboto attraverso l’Oceano Atlantico, per risalire oltre milleduecento chilometri lungo il corso dei grandi fiumi latinoamericani e penetrare nel cuore profondo e sconosciuto del continente. La storia, ricostruita con l’ausilio di un prezioso repertorio documentale e corredata da 74 riproduzioni di altrettante mappe, documenti, stampe e strumenti nautici del XVI e del XVII secolo, segue le varie tappe del viaggio del navigatore italiano che, partendo dal porto andaluso di San Lucar de Barrameda al comando di quattro navi, dopo una sosta nelle isole Canarie che allora costituivano l’ultimo avamposto del mondo conosciuto, si addentrò nelle acque ancora quasi inesplorate dell’Oceano Atlantico. Popolate, secondo leggende ancora assai diffuse, da mostri marini e caratterizzate da acque ribollenti, interminabili calme e improvvise violentissime tempeste.”
Gherardo La Francesca, Sebastiano Caboto. Storia di un viaggio nel cuore profondo del Continente Sudamericano, Edicampus Edizioni, Roma, 2017, pp. 140, € 14.
Gherardo La Francesca nato Roma nel 1946, ha studiato diritto, è stato diplomatico in Grecia, Egitto, Giappone, Argentina, Cipro e Brasile ove ha concluso la sua carriera come Ambasciatore nel 2012. E’ stato anche Direttore Generale per gli A ffari Culturali del Ministero degli Esteri italiano. Nei suoi anni giovanili ha avuto esperienze teatrali ed ha praticato a livello agonistico lo sci, il canottaggio e il Judo partecipando, per quest’ultima disciplina, a numerose competizioni a livello europeo e mondiale. Ha realizzato mostre fotogra fiche a Nicosia, Ravello, Brasilia e Asunciòn ed ha al suo attivo una buona esperienza di navigazione a vela.

“The European project as a paradox”: l’ultimo libro di Pasquale Baldocci

L’Amb. Pasquale Baldocci ha pubblicato un volumetto in inglese pubblicato dal titolo “The European project as a paradox” (ECPD, 2016). Nel volumetto, dedicato soprattutto ai giovani, oltre a ripercorrere le diverse tappe che hanno caratterizzato la costruzione europea, l’autore delinea una possibile “road map” per il futuro.

Qui di seguito vi riporto la parte finale della postfazione del libro:
“More time must not be lost, since globalization is noisily knocking at the door. Together with a revival of the Monnet’s method, the scheme of a multi-speed Europe has to be reexamined to find a close association with Great Britain, as well as with Turkey when democracy is reestablished. Serbia and other candidates must not be forgotten if we refuse the scheme of an exclusive Kafkan castle unified continent protected by high defensive walls. Within a larger Europe a core of “old-timers” are forced to proceed, open the way and explore the shores, not in defiance of globalization, but to approach it under the most profitable angle: this road map is the only safe and positive issue to transform the exit of the Britons in an undeniable success.”

Baldocci Pasquale, The European project as a paradox, ECPD, Belgrade, 2016, pp. 52

Il volume è distribuito gratuitamente dall’ECPD (European Centre for Peace and Development che ha sede a Belgrado) e può essere scaricato qui.

Pasquale Baldocci ha prestato servizio a Zagabria, Parigi (Rappresentanza presso l’OCSE), Saint Louis, Bucarest, Copenaghen, Basilea, Ankara, Berna. Ha negoziato programmi bilaterali di cooperazione allo sviluppo con vari paesi dell’Africa e dell’Asia. Ambasciatore in Tanzania dal 1989 al 1993, e’ stato successivamente Direttore Generale dell’Istituto Italo-Africano. Ha insegnato per molti anni Stile diplomatico e Storia dell’integrazione europea presso il Corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche dell’Università di Trieste, sede di Gorizia. E’ Presidente dell’ISPRI (Istituto per gli Studi di Previsione e le Ricerche Internazionali). Studioso di linguaggio diplomatico nelle sue diverse forme, collabora con varie riviste, fra le quali la Rivista di Studi Politici Internazionali, Nuova Antologia, Futuribili e Quaderni dell’ISIG (Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia).

Stefano Benazzo pubblica il suo libro di fotografie di relitti di navi

Stefano Benazzo, già ambasciatore a Minsk e a Sofia, ha pubblicato un volume contenente fotografie di relitti di navi spiaggiate sulle coste del mondo da lui scattate scattate, dal titolo “Wrecks / Relitti” (Skira, 2017). Il libro propone 90 immagini di relitti ed è corredato da tre testi, in italiano e in inglese (uno del curatore Jean Blanchaert, gallerista e artista, uno di Roberto Mutti, critico fotografico di Repubblica, ed un testo di Benazzo stesso).
Ecco un breve scheda descrittiva realizzata dall’editore:

“Attraverso le sue immagini di relitti scattate da decenni sulle coste del mondo, Benazzo fa rivivere i naviganti, ma anche gli emigranti e i migranti. Il dovere di memoria induce a conservare con gratitudine il ricordo delle tradizioni e del lavoro dei marinai di tutte le epoche e di tutti i paesi. I relitti sono una testimonianza emozionante di uomini che sono stati un elemento fondante della Storia economica, sociale e marittima, ma anche del loro coraggio e delle loro sofferenze. Le immagini di Benazzo fissano per le generazioni future le sembianze delle imbarcazioni che gli elementi distruggono ogni giorno di più, che la lontananza impedisce di vedere di persona e che sono pressoché impossibili da portare nei musei. E i suoi relitti paiono, nella fantasia dell’Autore, miracolosamente ansiosi di ripartire, con perseveranza, per compiere la loro missione: esprimono speranza di salvezza e di vita”

Benazzo Stefano. Wrecks/Relitti. Skira, Milano, 2017, pp. 144, € 32,00.

Le opere di Benazzo sono visibili sul suo sito www.stefanobenazzo.it 

Stefano Benazzo, nato nel 1949, vive in Umbria, dopo aver lasciato la carriera diplomatica a fine 2012. Fotografo, scultore, modellista architettonico e navale, si dedica attualmente ad una ricerca fotografica sui relitti di navi e barche spiaggiati sulle coste di tutto il mondo. Nel corso della sua carriera diplomatica ha prestato servizio a Bonn, Washington e Mosca. E’ stato Ambasciatore d’Italia in Bielorussia ed in Bulgaria.

 

“Il Paese dei papaveri”. Il libro di Jolanda Brunetti sulla sua esperienza afghana

E’ da poco uscito un interessante libro dal titolo “Il Paese dei papaveri” (Eurilink, 2017) scritto da Jolanda Brunetti e basato sulla sua esperienza afghana come coordinatore speciale della riforma della giustizia.

Questa la scheda elaborata dall’editore:
“Dal punto di vista militare e geopolitico, il teatro afghano rappresenta un punto di attrito con un’area instabile che si allarga alla regione e genera preoccupazione per la sicurezza internazionale. Dal vissuto della diplomatica italiana, responsabile per la riforma della giustizia in Afghanistan, emergono i temi scomodi alla base delle incomprensioni, politiche e culturali – all’interno dell’Alleanza e con le Istituzioni internazionali e locali – nonché dell’insufficienza di risposte, concrete ed adeguate, alla risoluzione della complessa questione afghana. Un variegato – talora ironico, amaro e divertente – excursus sul tessuto socio-culturale afghano nonché sul contributo degli sponsors occidentali, che rivela gli aspetti meno noti e più controversi della cooperazione nel Paese. Un ambiente, quello afghano, forte e diretto ma anche violento e ambiguo, così come affiora da una visione consapevole delle circostanze. Non c’è, né potrebbe esserci, un pronostico sugli sviluppi finali perché le vicende afghane sono legate alla complessità degli interessi in presenza, sia a livello locale che sul piano internazionale. Rimane la descrizione fedele di un panorama geopolitico che, nella storia recente, segnò – per primo – il ciclo dei grandi cambiamenti politico-militari della nostra epoca.”Brunetti Jolanda, Il Paese dei papaveri, Eurilink, Roma, pp. 142, Euro 18.

Jolanda Brunetti, Ambasciatore, ha vinto il Concorso diplomatico nel 1967 ed è stata una delle due prime donne a entrare nella Carriera diplomatica italiana. E’ stata inviata a Kuala Lumpur, New York e Parigi e Capo Missione a Yangon (allora Rangoon), Tashkent, Dushanbè e Kiev. Infine è stata nominata Coordinatore speciale per la riforma della giustizia in Afghanistan, dove ha soggiornato per due anni.

Pubblicato “Né centauro né chimera”, ultimo libro sull’Europa di Antonio Armellini e Gerardo Mombelli

L’Ambasciatore Antonio Armellini, insieme a Gerardo Mombelli, ha appena pubblicato un breve saggio dal titolo “Né centauro né chimera. Modesta proposta per un’Europa plurale” (Marsilio, 2017) nel quale riprende – ampliandolo e strutturandolo – il tema delle “due Europe” già trattato a più riprese nei suoi articoli sul Corriere della Sera.

Ecco la scheda dell’editore:

“L’Europa è chiamata ad affrontare le sfide di una crisi economica che non accenna a finire e di una globalizzazione contrastata, mentre la vittoria di Donald Trump segna il ritorno della primazia assoluta delle sovranità nazionali e dà fiato agli argomenti di quanti contestano in radice gli assetti politico-istituzionali che aveva saputo sin qui costruire. Di allargamento in allargamento “l’unione sempre più stretta” ha assunto connotazioni diverse e spesso contraddittorie, tra quanti guardano a ipotesi federali e quanti invece a una integrazione limitata alla libera circolazione di beni e servizi. Non si tratta di modalità distinte di uno stesso processo, da governare in maniera flessibile grazie a velocità differenziate, bensì di ambiti e percorsi separati, indipendenti e paralleli tra loro. Per recuperare una capacità di iniziativa, l’Europa deve riconoscersi plurale, formalizzando l’esistenza di due Europe: una più politica, tendenzialmente sovranazionale, e una intergovernativa circoscritta al mercato. Entrambe libere di muoversi, evitando interferenze e sovrapposizioni. Questo richiederà un grande sforzo negoziale, ma non c’è alternativa se si vuole davvero contribuire a ridurre l’attuale disordine mondiale, restituendo a una Unione rinnovata la voglia e l’ambizione di contare.”
Antonio Armellini – Gerardo Mombelli,  Né centauro né chimera. Modesta proposta per un’Europa plurale, Marsilio, Venezia, 2017, pp. 96, €13,00.
Antonio Armellini, diplomatico italiano, portavoce di Altiero Spinelli alla CEE e collaboratore di Aldo Moro alla Farnesina e a palazzo Chigi, è stato a Londra, Varsavia, Bruxelles, Addis Abeba, Vienna, Helsinki. Ambasciatore itinerante alla CSCE (Conferenza per la sicurezza e la cooperazione europea), ambasciatore in Algeria, in India, all’OCSE a Parigi, capo della Missione italiana in Iraq (2003-2004), consigliere per le relazioni internazionali della città di Venezia. Opinionista per il «Corriere della Sera», scrive di questioni internazionali su vari giornali e riviste.