Luigi Maria Vignali e “La nuova emigrazione italiana”

È stato pubblicato l’interessante volume “La nuova emigrazione italiana” (CSER, 2017) curato da Luigi Maria Vignali, attualmente Direttore generale per gli Italiani all”estero e le Politiche migratorie del Ministero degli Affari Esteri e dal Prof. Matteo Sanfilippo. Nel libro, attraverso gli interventi di vari studiosi ed esperti, è stata approfondita la percezione della nuova mobilità italiana verso l’estero.

Si tratta del risultato di un progetto, realizzato dalla Fondazione CSER in collaborazione con Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, affidato al coordinamento del Consigliere Giovanni Maria De Vita e dei Professori Flavia Cristalli e Matteo Sanfilippo.

Come viene riportato nell’introduzione dei due curatori, “l’Italia vive da anni una nuova fase di importante mobilità verso l’estero, dovuta soprattutto alle difficoltà economiche di una crisi prolungatasi nel tempo. Inoltre, queste partenze sono soltanto in parte minoritaria rappresentate dalla fuga di cervelli.”

Luigi Maria Vignali e Matteo Sanfilippo (A cura di), La nuova emigrazione italiana, Centro Studi Emigrazione, Roma, 2017, pp. 180, € 25.

Luigi Maria Vignali è un diplomatico di carriera attualmente Direttore Generale per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie. Nato a Roma, in carriera diplomatica dal 1989, ha ricoperto fra gli altri gli incarichi di coordinatore per la Rappresentanza Italiana presso l’Unione Europea a Bruxelles, di Console Generale a Gedda, di Capo Ufficio Concorsi e di Capo del Coordinamento della Segreteria Generale. Si è inoltre occupato di promozione degli eventi sportivi internazionali e ha diretto l’Organismo Indipendente di Valutazione del Ministero.

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Pubblicato in italiano “Antivita di Italo Svevo” dell’Amb. Maurizio Serra

Dopo la versione originale in francese e la traduzione in spagnolo, esce anche in italiano il volume “Antivita di Italo Svevo” (Nino Aragno Editore, 2017) dell’Amb. Maurizio Serra. Come evidenziato da Paolo Di Stefano in un articolo pubblicato su “Sette”  al momento dell’uscita del volume in francese: ” Ciò che Svevo condivide con gli altri protagonisti raccontati da Serra nelle precedenti biografie (Drieu la Rochelle, Aragon, Malraux, Marinetti, Malaparte) non è il grigiore della vita ma la loro condizione di “irregolari”, mai pacificati con l’ambiente culturale che li circonda, difficilmente adattabili.”

Ecco la scheda dell’editore:
“Protagonista indiscusso della modernità, Italo Svevo continua a rappresentare un enigma, sfuggito finora anche alle più attente indagini biografiche. Uomo dalle molteplici identità, ebraica, triestina, italiana, racchiuse per due terzi della sua vita nell’uniforme impeccabile del figlio di una Mitteleuropa al tramonto, Svevo è in realtà un sovversivo che non accetta alcun dogma: dalla religione alla scienza, dalla psicanalisi al patriottismo. Eppure, questo apolitico professo ha affidato al finale de La coscienza di Zeno una delle più alte e profetiche allegorie della guerra civile europea.”

Maurizio Serra, Antivita di Italo Svevo, Nino Aragno Editore, Torino, 2017, pp. 394, € 25,00

Maurizio Serra (Londra, 1955), diplomatico e scrittore, è attualmente ambasciatore, rappresentante permanente d’Italia presso l’ONU e le organizzazioni internazionali a Ginevra. Tra le sue numerose opere tradotte in più lingue: Il passeggero del secolo. Guerre. Rivoluzioni. Europe, con François Fejtö (2001) e L’inquilino del Quai d’Orsay (2003). Questa biografia di Svevo fa seguito a quella dedicata a Malaparte vite e leggende (2013) insignita del Prix Goncourt de la biographie, 2011 per l’edizione francese e del Premio Acqui Storia 2013 per quella italiana. La trilogia sarà completata l’anno venturo da un D’Annunzio, in occasione degli ottant’anni della morte del Vate.

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“Diplomatici”: un libro per conoscere meglio questa professione

Il libro “Diplomatici. 33 saggi su aspetti giuridici e politici della diplomazia contemporanea” (Editoriale scientifica, 2018) è stato curato da Stefano Baldi e da Giuseppe Nesi. In realtà si tratta di un libro “corale”, visto che raccoglie i contributi di tanti diplomatici che hanno partecipato ad un progetto triennale di collaborazione tra il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale (Istituto Diplomatico) e l’Università di Trento (Facoltà di Giurisprudenza).

Ecco una breve scheda descrittiva del libro:
“I trentatré brevi saggi raccolti in questo volume sono un tentativo unico nel suo genere di descrivere le varie attività ed i compiti svolti dai diplomatici di oggi. Si tratta di un quadro ampio, seppure non esaustivo, che evidenzia un’ampia gamma di responsabilità e di conoscenze che fanno capo a questa professione e che vengono qui illustrate attraverso i contributi degli stessi attori.Una corretta informazione sul ruolo e le competenze dei diplomatici del XXI secolo resta ancora insufficiente e questo continua ad alimentare una percezione della professione del diplomatico molto legata a canoni e modelli di un remoto passato e ad un immaginario collettivo lontano dalla realtà. Il volume è il risultato finale dell’iniziativa dei due curatori che, per tre anni, a partire dall’anno accademico 2013-2014 hanno organizzato un ciclo di seminari in video-conferenza fra i diplomatici che frequentavano l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale e gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento. È un volume per chi desidera approfondire il ruolo attuale dei diplomatici nelle relazioni internazionali ed è un valido strumento di studio per i tanti corsi universitari che, in vari modi, si occupano di tali tematiche”.

I contributi raccolti nel libro sono di (nell’ordine in cui compaiono nel volume): Giuseppe Nesi , Stefano Baldi, Mariomassimo Santoro, Mirta Gentile, Thomas Botzios, Pietro Vacanti Perco, Pierangelo Cammarota, Roberto Nocella, Patrick Mura, Veronica Ferrucci, Walter Di Martino, Alessandra Pastorelli, Matteo Romitelli, Pierluigi D’Elia, Luis Cavalieri, Alberto Dal Degan, Tiberio Schmidlin, Renato Di Porcia, Hanna Pappalardo ,Gianluca Brusco, Donato Scioscioli, Emanuele di Lorenzo Badia, Benedetto Giuntini, Mauro Campanella, Alessandro De Masi, Cristiano Musillo, Caterina Gioiella, Giuseppe Giaccone, Luca Fraticelli, Emanuela Curnis, Andrea Esteban Samà, Carlo Jacobucci, Jessica Laganà, Piero Vaira.

BALDI, Stefano – NESI, Giuseppe (a cura di). Diplomatici. 33 saggi su aspetti giuridici e politici della diplomazia contemporanea, Editoriale Scientifica, Napoli, 2018, pp. 388, € 21,00.Il libro in versione cartacea può essere ordinato direttamente alla casa editrice. http://www.editorialescientifica.com/autori/baldi-s/diplomatici-detail.html

La versione digitale del libro (PDF), che vi allego, può essere invece liberamente scaricata tramite il sito dell’Università di Trento a questo link: Download the book

I curatori:
Stefano Baldi, diplomatico di carriera. Attualmente Ambasciatore d’Italia a Sofia. È stato Responsabile della formazione del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale. Ha prestato servizio presso la Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione europea a Bruxelles, la Rappresentanza d’Italia presso le Nazioni Unite a New York e la Missione Permanente d’Italia presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra. Collabora con numerose Università italiane su tematiche legate alle relazioni internazionali. È autore e curatore di libri sulla diplomazia.
Giuseppe Nesi, Professore di diritto internazionale e di diritto delle istituzioni internazionali nella Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Trento, e dal 2012 Preside della Facoltà. Già consigliere giuridico del Presidente dell’Assemblea Generale (2010-11) e della Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite (2002-2010), a New York. Consigliere giuridico del Ministero degli Esteri fin dal 1992, docente in diverse Università italiane e straniere e autore di numerose pubblicazioni in diversi campi del diritto internazionale.

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“Non solo tartine. 34 anni di vita diplomatica”. Il libro di memorie di Gianfranco Colognato

E’ stato pubblicato il quinto libro della collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, che la casa editrice Greco e Greco dedica alle memorie o agli studi storico-politici scritti da diplomatici italiani.

Si tratta del volume di Gianfranco Colognato dall’evocativo titolo “Non solo tartine. 34 anni di vita diplomatica” (Greco e Greco, 2017) nel quale l’autore racconta alcune storie che si riferiscono alla quotidianità del suo lavoro nel corso della sua permanenza in una Sede diplomatica o consolare vissuta, tra gli altri Paesi, in Libia, in Nigeria, in Somalia, in Sudan, e negli Stati Uniti d’America.

Questa la quarta di copertina del libro:
“Pensate che sia possibile per un diplomatico vivere una vita di lavoro diversa da quella che la maggior parte dei suoi colleghi italiani e stranieri vive? No? Eppure leggendo ciò che viene raccontato in questo libro se ne ricava un’idea tutta particolare che con la diplomazia sembrerebbe avere poco a che fare, ma non è così. Tutti gli avvenimenti narrati sono accaduti realmente nel corso di una vita di lavoro; per alcuni di loro, apparentemente senza collegamento con l’attività diplomatica, è stato proprio grazie a quest’ultima se si è trovata la soluzione. Per molti l’attività diplomatica non è sinonimo di rischi, o comunque se accadono sono ridotti e calcolati, ma questo non si è verificato in Somalia dove la questione rischio è andata ben oltre superando le aspettative di tutti, fino al punto di rischiare la morte durante una sparatoria. Ma a parte questo la cosa importante è che quando vi accingerete a leggere queste pagine fatelo liberandovi dagli stereotipi che a questa carriera sono legati.”

Gianfranco Colognato, Non solo tartine. 34 anni di vita diplomatica, Greco e Greco, Milano, 2017, pp. 286, Euro 15.

Gianfranco Colognato è stato diplomatico di carriera fino al 2007. Esperto di Diritto Internazionale dei Trattati, più volte all’estero, ha prestato servizio in Sudan, Svizzera, Nigeria, Libia, Somalia, Germania, USA. E’ stato Console Generale a Colonia e a Miami. Studioso ed esperto del Corno d’Africa con particolare riguardo all’Etiopia, da anni si occupa di storia delle popolazioni dell’Africa orientale. È stato anche giornalista, insegnante di lettere e lingua straniera e docente di Economia politica e Diritto commerciale all’Università di Asmara (Eritrea).

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“Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad”. Il nuovo libro dell’Amb. Domenico Vecchioni

Si arricchisce la serie di libri biografici pubblicati da Domenico Vecchioni su personaggi contemporanei che, per motivi diversi, hanno caratterizzato la storia recente. E’ questo il caso anche dell’ultimo volume appena uscito dedicato a “Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad” (Greco&Greco, 2017) nel quale Vecchioni descrive, sempre con il suo stile scorrevole ma rigoroso, lo stile di vita e di governo di un tiranno così controverso e crudele.

 Ecco una breve scheda del volume, elaborata dall’editore:

Conosciamo Saddam Hussein, il Rais di Bagdad, per la guerra scatenata contro l’Iran, per l’aggressione al Kuwait, per le sconfitte subite dagli Stati Uniti, per la repressione dei musulmani sciiti, per il tentato genocidio dei curdi/iracheni, per la politica particolarmente ambigua nei riguardi della produzione delle armi di distruzione massiva. Non siamo, invece, molto informati sull’esercizio del suo spietato dispotismo, sulla gestione del suo potere assoluto che lo poneva al di sopra della legge, sui suoi schizofrenici comportamenti che ne faranno uno dei peggiori tiranni che il Medio Oriente abbia mai espresso.

Con questo libro proponiamo appunto di mostrare la dittatura del Rais in tutta la sua inumana crudeltà e stupefacente cinismo, ricordando le sofferenze, i lutti, gli arbitrii subiti dal popolo iracheno, che sarà costretto a pagare un pesantissimo tributo di sangue e di terrore. Il saggio si ripromette anche di evocare la megalomania di Saddam, che spesso sfociava in vera e propria mitomania, la sua patologia dell’hubris, la malattia dei dittatori, che gli faceva credere di essere onnipotente e il suo disprezzo per la vita umana. Quella altrui naturalmente, perché la sua era ben protetta da un esercito di agenti speciali, inclusi degli utilissimi sosia che gli evitavano di essere presente in situazioni potenzialmente pericolose.

Vecchioni Domenico. Saddam Hussein. Sangue e terrore a Bagdad, Greco&Greco, Milano, 2017, pp. 168, € 12,00.

Per maggiori informazioni si può consultare il sito personale dell’autore: http://www.domenicovecchioni.it

Già diplomatico di carriera, Domenico Vecchioni ha ricoperto numerosi incarichi alla Farnesina e all’estero. Da ultimo è stato Ambasciatore d’Italia a Cuba. E’ autore di oltre 30 libri. Saggista, storico e divulgatore, ha al suo attivo diverse biografie storico-politiche (tra cui Raoul Wallenberg, Evita Peron, Raul Castro) e studi sulla storia dello spionaggio (da “Cynthia” alla “Storia degli 007 dall’antichità a oggi”). Direttore delle Collane “Ingrandimenti” e “Affari Esteri” della Casa Editrice Greco&Greco.

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Il volume su Villa Italia. “La residenza dell’Ambasciata d’Italia in Etiopia” di Giuliana Del Papa

Giuliana Del Papa, già Vice Capo Missione ad Addis Abeba, ha appena pubblicato un volume dal titolo “Villa Italia. La residenza dell’Ambasciata d’Italia in Etiopia”. Il libro è l’ultimo pubblicato fra quelli dedicati  alle residenze e alle ambasciate d’Italia all’estero.

Il libro, oltre a fornire una esaustiva descrizione del prestigioso edificio, ne ricostruisce la storia, fino ad oggi poco conosciuta e poco documentata.
E’ quasi paradossale la scarsità di informazioni e fotografie su quella che fu una costruzione certamente anomala, per stile architettonico e dimensioni, nella Addis Abeba dei primi del ‘900, a riprova del fatto che l’iconografia e la bibliografia italiane sull’Etiopia sono prevalentemente incentrate sull’epoca fascista. La Del Papa, nella sua ricerca, ha anche messo in luce il legame inscindibile tra la proprietà e la storia dei rapporti diplomatici tra i due Paesi, al punto che la ripresa delle relazioni ai primi anni ’50, dopo oltre un decennio di assenza dell’Italia, è legata indissolubilmente al recupero di Villa Italia.

Numerosi altri aspetti storici poco conosciuti sono messi in rilievo dalle approfondite ricerche effettuate dall’autrice che ha corredato il volume anche con numerose foto storiche che arricchiscono ulteriormente il volume.

Giuliana, Del Papa. Villa Italia. La residenza dell’Ambasciata d’Italia in Etiopia, Grafica Veneta, 2017, pp. 132.

 Su gentile concessione dell’autrice il volume può essere liberamente scaricato al seguente indirizzo in versione digitale (PDF):

Giuliana Del Papa è attualmente Primo Consigliere alla Rappresentanza Permanente presso l’Unione europea a Bruxelles. Ha precedentemente prestato servizio presso le Ambasciate di Addis Abeba, Madrid e Lima.

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Bernardino Osio e i “Tre anni a Buenos Aires. 1975-1978”

L’Amb. Bernardino Osio ha pubblicato un nuovo libro dal titolo “Tre anni a Buenos Aires. 1975-1978” (Viella, 2017) in cui attinge ai ricordi della sua esperienza diplomatica giovanile in Argentina a metà degli anni ’70.

Ecco la scheda dell’editore:
“Sulla base di suoi ricordi e di documenti conservati nel suo archivio personale, Bernardino Osio, all’epoca giovane diplomatico in servizio presso l’Ambasciata d’Italia a Buenos Aires, in un momento particolarmente tragico della storia argentina, ci descrive come visse un periodo irto di difficoltà e di grande disagio, sia all’interno dell’ambasciata che all’esterno: e l’autore non nasconde le viltà e le ottusità della vita diplomatica di quegli anni, sottolineando le colpevoli omissioni dei governi italiani dell’epoca. Nei suoi ricordi sfilano, in un insieme spesso terribile ma a volte anche grottesco, le figure ambigue del mondo politico argentino e italiano dell’epoca, assieme a quelle dolenti dei parenti italiani e italoargentini di prigionieri politici e di “desaparecidos”. Fanno da sfondo numerose personalità della grande cultura argentina con le quali l’autore intrattenne rapporti amichevoli, e le cui case spesso furono per lui oasi di pace nella tragica realtà di Buenos Aires. Il libro è stato curato da Luigi Guarnieri Calò Carducci.”
Bernardino Osio, Tre anni a Buenos Aires. 1975-1978, Viella, Roma, 2017, pp. 169, € 26.
Bernardino Osio ha prestato servizio diplomatico dal 1960 al 2008 in Svizzera, Argentina, presso la Santa Sede, in Francia, Ecuador, Spagna e Perù. Da ultimo è stato Segretario Generale dell’Istituto Italo-Latinoamericano e, a Parigi, dell’Unione Latina. Come riconoscimento del suo impegno in Argentina, nel 2001 il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi lo ha decorato, motu proprio, con il grado di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica. Tra le sue opere: Ande e Monasteri. Tre anni in Ecuador (1981-1984) (Centro Di, 2010), Calagrande, ovvero degli Hortuli Hosiani (Centro Di, 2011) e Lettere da Costantinopoli (1914-1915). Carteggio familiare di Bernardino Nogara (Centro Di, 2014).
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