I rapporti fra Venezia e Istanbul tra il ‘500 ed ‘600 nel libro di Leonardo Sampoli

Leonardo Sampoli, da ultimo Ambasciatore d’Italia in Costa Rica, ha pubblicato un libro storico dal titolo “La sconfitta del Mediterraneo. Venezia e Istanbul: incontri e scontri, da Carlo V alla guerra di Candia (1519-1669)” nel quale ripercorre 150 anni di storia che segnarono profondamente gli equilibri nel Mediterraneo ed in particolare i rapporti tra l’Impero Ottomano e la Repubblica di Venezia.

Ecco la scheda descrittiva dell’editore:

“Il 30 aprile 1645, la flotta imperiale radunata di fronte alla riva di Galata a Istanbul salpò sotto lo sguardo dei dignitari di corte, degli ambasciatori e di una folla assiepata sui colli della città, oltre il Corno d’Oro, per assistere allo spettacolo che in passato era avvenuto molte volte ma ormai ricordato solo dai più anziani. Come di consueto il sultano rivolse alle schiere in partenza il tradizionale saluto “Ci rivedremo alla Mela Rossa”, il motto che in passato alludeva all’Occidente e in particolare all’agognata conquista del suo centro, prima Roma e più tardi Vienna, a quanto si diceva. Gli osservatori stranieri, che nei mesi precedenti avevano notato gli intensi lavori nell’arsenale e nella fabbrica delle armi, si chiedevano quale potesse essere la precisa meta delle galee che scomparivano in direzione dei Dardanelli: Malta, Corfù, la Sicilia oppure Candia, l’ultimo possedimento della Serenissima, nonostante che con quest’ultima l’Impero Ottomano si trovasse in pace da ben settanta anni. La guerra di Creta sconvolse il Mediterraneo per ventiquattro anni e probabilmente contribuì a portare a conclusione il lungo periodo centrale della storia veneto-ottomana. Lo studio è mosso dall’intento di delinearne i tratti salienti alla luce del corso della politica internazionale, dall’inizio del Cinquecento con lo scontro tra l’imperatore Carlo V e il re di Francia Francesco I.”
Leonardo Sampoli, La sconfitta del Mediterraneo. Venezia e Istanbul: incontri e scontri, da Carlo V alla guerra di Candia (1519-1669), Nuova Immagine Editrice, Siena, 2016, pp. 272, € 16,00.
Leonardo Sampoli è nato e si è laureato a Siena. Diplomatico, nel corso della sua carriera dal 1969 ha prestato servizio nelle ambasciate di Ankara, di Atene di Varsavia e di Londra; è stato Console generale a Losanna e Toronto. E’ stato ambasciatore d’Italia in Costa Rica dal 2005 al 2008.
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Pubblicata una nuova raccolta di poesie dell’Amb. Daniele Mancini

Daniele Mancini, attualmente Ambasciatore d’Italia presso al Santa Sede, ha da poco pubblicato un nuova raccolta di poesie dal titolo “Il Vuoto è pieno di Vita” (Edizioni Nemapress, 2017). L’Amb. Mancini fornisce una chiave di lettura della sua poesia nell’introduzione del volume appena uscito: “Il tema principale attorno al quale si è dipanato il filo di Arianna della mia poesia, nei quasi cinquant’anni che compongo versi, è quello del labirinto, attorno al quale ruotano il cammino, la speranza, il silenzio, il rapporto fra fede e ragione, tra umanità e scienza”.

A proposito di questa raccolta, Neria de Giovanni, Presidente dell’Associazione Internazionale dei Critici letterari, scrive nella prefazione:
“Questa raccolta di Daniele Mancini sfugge ai giochi intellettualistici perché prioritario, urgente e vitale, direi, è il suo contenuto, le riflessioni sulla storia, sull’uomo, sul destino dell’umanità. Le undici sezioni di cui è composto il libro, con le rispettive titolazioni e gli esergo, rappresentano già un “filo di Arianna” (il nome non è usato a caso) per orientarsi in questo ricco panorama di parole e concetti che Daniele Mancini ci offre”.

Daniele Mancini, Il Vuoto è pieno di Vita. Poesie, Edizioni Nemapress, Alghero, 2016, pp. 168, € 16.

Daniele Mancini è nato a Roma nel 1952 ed è entrato in carriera diplomatica nel 1978. Ha prestato servizio a Madrid, Baghdad, Parigi, Islamabad, Washington e Bruxelles. E’ stato Ambasciatore in Romania (2005-2008) ed in India (2013-2015). Attualmente è Ambasciatore presso la Santa Sede. Ha scritto sul Medio Oriente, sull’Europa Orientale e balcanica, sugli Stati Uniti. Nel 1999 ha pubblicato un diario etico sul conflitto in Kossovo dal titolo “Peregrinazioni di una Coscienza inquieta per i l ritorno della guerra in Europa”. Ha pubblicato diversi libri di poesie: “Il labirinto di Icaro” (2003), “Oltre il labirinto: l’abisso o le stelle?” (2007), “L’uomo che sognava le nuvole” (2016).

La biografia di un diplomatico goriziano: il primo libro di Federico Vidic

Federico Vidic, giovane diplomatico attualmente in servizio presso la nostra Ambasciata ad Amman, ha appena pubblicato un originale e documentato libro dal titolo “Enrico de Calice, un diplomatico goriziano tra il Sol Levante e il Corno d’Oro” nel quale ripercorre la vita e la carriera di un importante diplomatico dell’Impero austro-ungarico nato a Gorizia e vissuto nel periodo a cavallo fra il 1800 ed il 1900.

Ecco le note di copertina del libro:

“Chi fu il primo occidentale a firmare un trattato con l’imperatore del Giappone? Chi riuscì per trent’anni a mantenere la pace nei Balcani, la polveriera d’Europa, con le sole armi della diplomazia? Chi fu il più ascoltato consigliere di Francesco Giuseppe per le questioni d’Oriente? Chi divenne il decano degli ambasciatori d’Europa all’apice dell’imperialismo? Chi fu il più influente goriziano del XIX secolo? Come poté da una piccola terra di confine arrivare ai vertici della diplomazia internazionale? La vita e l’opera ancora poco nota di Enrico de Calice (1831-1912), longevo protagonista della politica estera di ben sette imperi: austro-ungarico, britannico, cinese, giapponese, russo, tedesco e ottomano. Più di cinquant’anni di storia attraverso le lenti della diplomazia, intesa come l’arte della pace nell’era dell’imperialismo e del colonialismo trionfante a cavallo tra Ottocento e Novecento.”
Federico Vidic, Enrico de Calice, un diplomatico goriziano tra il Sol Levante e il Corno d’Oro, Istituto di Storia Sociale e Religiosa di Gorizia, Gorizia, 2017, pp. 168, € 12,00
Federico Vidic, goriziano, ha conseguito laurea e specializzazione in Scienze internazionali e diplomatiche all’Università di Trieste, sede di Gorizia. Master in Management dei servizi avanzati all’Alma Graduate School dell’Università di Bologna. Assunto al Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale a seguito del concorso diplomatico 2014, a seguito del corso di formazione professionale “Bernardo Attolico” ha prestato servizio alla Direzione Generale per l’Unione Europea, all’ufficio per i rapporti bilaterali con i Paesi dell’Europa mediterranea. Da luglio 2017 all’Ambasciata d’Italia ad Amman in Giordania.

“Odissea di un diplomatico”. Pubblicate le memorie di Claudio de Mohr

E’ uscito, per i tipi di Gangemi, il volume che raccoglie le memorie di Claudio de Mohr dal titolo “Odissea di un diplomatico …che diranno i miei figli…”. La pubblicazione dell’interessante volume è stata possibile grazie all’attento lavoro di ricerca svolto dal figlio, l’Amb. Ugo de Mohr, che non si è limitato a riordinare le varie carte disponibili, ma che ha cercato anche di ricostruire il contesto e gli eventi che hanno caratterizzato un difficile periodo della nostra storia, quello successivo all’8 settembre 1943. Il libro è la descrizione dell’odissea che si trova a vivere un uomo, un diplomatico, proprio in questo travagliato periodo.

Ecco la scheda descrittiva dell’editore:
“…la tragedia dell’8 settembre ’43 ed una terrificante condanna alla morte civile sono lo sfondo di un virtuale dialogo a distanza di mezzo secolo tra padre e figlio, dal quale emerge l’odierno perpetuarsi del “main stream” culturale dei “padroni della memoria”, evocatore di quello che, durante il ventennio, analogamente ispirava il compatto allineamento dell’intellettualità italiana alla propaganda di regime…
Nel dare alle stampe l’inedita odissea di un figlio del secolo scorso, redatta oltre sessanta anni or sono dall’esponente di un universo lontano e forse un po’ estraneo alla sensibilità dell’odierno lettore, è parso che essa potesse acquistare in accessibilità ed interesse se calata nell’ampio contesto della vicenda storica, culturale, politica,  famigliare e strettamente personale del protagonista, dipanatasi lungo la prima metà del secolo breve: dal culto dell’epopea risorgimentale, alle idealità dell’interventismo, dell’irredentismo e del più ardente nazionalismo; via via, attraverso l’entusiasmo per l’utopia fascista di un’Italia imperiale; l’amaro disinganno; il velleitario rifiuto di una proditoria ed umiliante capitolazione; il salto nel buio ed il crudele disincanto di una sleale rivalità anche tra vinti; sino alla terrificante condanna alla morte civile ed all’annosa, tormentata trattativa tenacemente condotta dall’Ambasciatore Manlio Brosio, per il ritorno alla vita dell’autore e dei suoi  sventurati compagni. Iscritte in tale ampio contesto, le situazioni ed i personaggi che abitano il racconto di quella remota e disperata odissea potranno apparire oggi meno distanti, e fors’anche concorrere, chissà, ad una maggior comprensione, non dirò condivisione, delle…“ragioni degli altri”.”

Ugo de Mohr – Claudio de Mohr, Odissea di un diplomatico …che diranno i miei figli…, Gangemi editore, Roma, 570, € 30,00.

Claudio de MOHR
Nasce a Milano nel 1900. “Focoso e solforoso come i fiammiferi”, cresce nel culto famigliare per letteratura, editoria, giornalismo e fervente patriottismo, caratteristico di oriundi profondamente radicati da oltre un secolo nella realtà e nella cultura della terra di accoglienza. Nel novembre 1918 entra orgoglioso in Gorizia alla testa del suo plotone di bersaglieri. Legionario fiumano, conserva nell’idolatrata figura del Vate l’insuperato riferimento ideale, e sviluppa la sua evoluzione ideologica e professionale in armonia con quella politica di Mussolini, mitizzata incarnazione del progetto e della vicenda fascista. A Milano è redattore, inviato speciale e collaboratore di diversi quotidiani, nonché Capo Ufficio Stampa della Casa Editrice Sonzogno. Nel 1926 si trasferisce a Roma come Redattore Capo del quindicinale “Augustea”, corrispondente di diversi quotidiani nazionali, Addetto all’Ufficio Stampa del P.N.F. e, sino al 1928, Segretario della Confederazione Nazionale degli Editori. Nel 1933 riceve da Galeazzo Ciano, che dirige l’Ufficio Stampa del Capo del Governo, l’incarico di Addetto Stampa e Propaganda dell’Ambasciata d’Italia in Bruxelles. In tale veste, nel 1941 è alla Regia Legazione d’Italia in Sofia, dove vive gli sconvolgenti avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre 1943, all’origine dell’odissea il cui racconto è consegnato in questo volume.
Ugo G. de MOHR
È nato a Bruxelles nel 1940. Capitano dell’Aeronautica. Diplomatico. Ha maturato per lunghi anni vasta esperienza nel settore della sicurezza, come Capo Ufficio Controllo Armamenti e Disarmo del M.A.E.; Primo Consigliere alla Rappresentanza d’Italia presso la NATO; Capo dell’Ufficio NATO del M.A.E. e Capo delle Delegazioni Interministeriali italiane nei Fori Internazionali deputati al controllo sulle esportazioni dei materiali sensibili a duplice uso, civile e militare. Ha servito come Console d’Italia in Turchia; Vice Rappresentante Permanente d’Italia presso il Consiglio d’Europa; Consigliere ed Incaricato d’Affari in Albania. È stato Ambasciatore d’Italia in Mozambico e in Finlandia

“The European Union is 60 years old. Is it too young or too old?”: a new book edited by Stefano Baldi

A short essay on the European Union edited by Stefano Baldi has been recently published. It is titled “The European Union is 60 years old. Is it too young or too old?” (Embassy of Italy – Sofia, 2017).
The book, which is available in digital and in paper format, has been realized on the basis of a Round Table organized by the Embassy of Italy in Sofia to celebrate the 60th anniversary of the signature of the Treaties of Rome.

Here is a short description of the book:
“On the occasion of the 60th anniversary of the signing of the Treaties of Rome (March 24, 1957) the Italian Embassy in Sofia in collaboration with the Italian Cultural Institute of Sofia organised a Round Table. “The Treaties of Rome: the EU is 60 years old, is it too young or too old?” was the provocative title chosen for the Round Table that took place on March 10, 2017 at the University of Sofia St. Kliment Ohridski. The four panelists, invited for the event, Raimondo Cagiano de Azevedo, Solomon Passy, Ingrid Shikova, and Ognian Zlatev, offered different approaches regarding the evolution of the European integration process, which led to a lively and constructive debate with the audience. Their interesting interventions have been collected in this publication”

Stefano Baldi (editor), The European Union is 60 years old. Is it too young or too old?, Ambasciata d’Italia, Sofia, 2017, pp. 80.

The digital version of the book can be freely downloaded at: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/books/baldi_EU60.htm

Stefano Baldi is a career diplomat. He is currently Ambassador of Italy in Sofia (Bulgaria). He has been Training Director of the Italian Ministry of Foreign Affairs from 2011 until 2016. Previously he has been posted to Bruxelles (EU), New York (UN), Geneva (UN) and Dar es Salaam. He has published several books on diplomats and on International Relations. More information at: www.stefanobaldi.org

L’Italia e la Riforma del Consiglio di Sicurezza dell’ONU nel primo libro dell’Amb. Elio Menzione

E’ uscito il primo libro dell’Amb. Elio Menzione, da ultimo Ambasciatore a Berlino, dal titolo “La sfida di New York. L’Italia e la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu” (Rubbettino, 2017), nel quale l’autore ripercorre un periodo particolarmente impegnativo e rilevante della nostra azione diplomatica presso le Nazioni Unite a New York. l’Amb. Menzione ha infatti prestato servizio presso la nostra Rappresentanza alla Nazioni Unite a New York tra il 1991 ed il 1996, negli anni cruciali della nostra battaglia per una corretta ed equilibrata riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Questo volume è idealmente collegato a quello pubblicato nel 2007 sempre da Rubbettino, a cura di Ranieri Tallarigo dal titolo “L’Italia all’ONU 1993-1999. Gli anni con Paolo Fulci: quando la diplomazia fa gioco di squadra”.

Ecco la scheda dell’editore:
“Gli anni Novanta del secolo scorso fecero assistere a una svolta epocale nelle relazioni internazionali. Il crollo del muro di Berlino e la fine della guerra fredda crearono un nuovo scenario, e il clima di maggiore collaborazione assicurò un ruolo più importante alle Nazioni Unite e al loro organo esecutivo, il Consiglio di Sicurezza. In quella fase di cambiamenti il Giappone e la nuova Germania unificata cedettero alla tentazione di chiedere l’ingresso nel gruppo ristretto e privilegiato dei membri permanenti del CdS, ottenendo l’appoggio di Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna. L’Italia e la sua Rappresentanza a New York raccolsero la sfida opponendosi con fermezza ad una soluzione che sembrava scontata in nome dei legittimi interessi nazionali e di una diversa visione dell’ONU del futuro. Mobilitando altri Paesi con analoghi interessi e convinzioni, svolgemmo in quel decennio un ruolo decisivo per impedire soluzioni frettolose e per definire regole del gioco che conservano fino ad oggi la loro validità, potendo contare su un appoggio unitario senza precedenti di classe politica, stampa ed opinione pubblica del nostro Paese.”

Elio Menzione, La sfida di New York. L’Italia e la riforma del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli, 2017,  pp. 315, € 19,00.

Elio Menzione è nato ad Alassio nel 1949. Entrato nella carriera diplomatica del Ministero degli Esteri nel 1975, ha prestato servizio in Vietnam, Indonesia e Perù e alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York dal 1991 al 1996. Al Ministero ha prestato servizio presso la Segreteria Generale ed è stato Vice direttore generale per la promozione culturale. E’ stato Ambasciatore d’Italia a L’Avana (2001-2005), a Pretoria (2008-2011), a Bogotà (2011-2012) e a Berlino (2012-2014).

Nuovo libro di Federico Ramaioli sulla storia del Giappone

Continua ad arricchirsi la Collana “Affari Esteri”, diretta da Domenico Vecchioni, della casa editrice Greco&Greco. E’ infatti da poco stato pubblicato un nuovo libro di Federico Ramaioli, giovane diplomatico, dal titolo “Nazione e politica nazionale. Breve storia del costituzionalismo giapponese“. Il libro tratta dell’evoluzione del sistema costituzionale nipponico a partire dalla prima costituzionalizzazione dello Stato, dopo la caduta dello shogunato, fino ai giorni nostri, soffermandosi sulle questioni piú dibattute come il riarmo e lo status dell’Imperatore.

Ecco la scheda dell’editore:
“La storia del Giappone, Impero millenario che attraversa i secoli mantenendo una solida linea di continuità pur nel rinnovamento istituzionale e sociale, è sempre stata una storia del tutto peculiare, a partire dalla sua leggendaria fondazione sino alla sua ascesa come potenza globale del mondo contemporanea. Questa peculiarità, necessariamente, si riflette anche nella struttura legale dell’ordinamento istituzionale e costituzionale nipponico, nelle sue varie fasi di evoluzione e di cambiamento. Il presente volume non vuole tracciare una mera analisi giuridica del sistema legale giapponese, quanto piuttosto ripercorrere le più salienti fasi della storia dell’Arcipelago, a partire dalla trasformazione della sua struttura istituzionale e giuridica, a partire dall’unificazione del Giappone a opera dello Shogun Tokugawa, passando per la creazione dello Stato di Meiji in seguito alla Restaurazione, e alla conseguente introduzione della prima vera Costituzione del Paese, sino a giungere alla controversa elaborazione della vigente Legge fondamentale nel contesto dell’occupazione statunitense, in seguito alla caduta del regime autoritario che aveva lanciato la sua temeraria sfida al mondo durante il secondo conflitto mondiale.”

Federico Ramaioli, Nazione e politica nazionale. Breve storia del costituzionalismo giapponese, Greco&Greco, Milano, 2017, pp. 326, € 14,00.

Federico Lorenzo Ramaioli è entrato in carriera diplomatica nel 2015. Ha collaborato con le cattedre di Filosofia del diritto e di Metodologia giuridica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si è laureato con una tesi sulla Costituzione del Giappone, ha collaborato con il quotidiano “L’Indro”. I suoi scritti includono studi sul sistema istituzionale giapponese e sull’influenza religiosa negli ordinamenti islamici. Ha pubblicato “Per Dio e l’Imperatore. I cristiani del Grande Giappone Imperiale” (Aracne, 2016) .