Un nuovo libro sull’Ambasciata d’Italia a Mosca: “1908-1918: Un secolo di storia a Villa Berg

L’Ambasciata d’Italia a Mosca ha pubblicato un nuovo volume sulla prestigiosa sede dell’Ambasciata dal titolo “1908-1918: Un secolo di storia a Villa Berg”. Il libro, ampiamente illustrato, è una raccolta degli interventi della conferenza che si è svolta il 6 luglio 2018 (precisamente un secolo dopo l’assassinio dell’Ambasciatore Von Mirbach a Villa Berg) e che ha visto la partecipazione di illustri studiosi italiani, tedeschi e russi.

Ecco una scheda descrittiva del volume realizzata dall’editore:
“Il presente volume raccoglie gli atti della Conferenza internazionale “1918–2018: un secolo di storia a Villa Berg”, le cui sessioni sono state ospitate il 6 luglio 2018 nelle prestigiose sedi dell’Ambasciata d’Italia a Mosca e dell’Istituto Europa dell’Accademia russa delle scienze. “1918–2018: un secolo di storia a Villa Berg” è parte del progetto scientifico avviato con la pubblicazione, nel novembre del 2017, del volume, in lingua italiana e russa, “L’Ambasciata d’Italia a Mosca: Villa Berg”. La novità delle ricerche esposte nella presente pubblicazione risiede nell’analisi complessiva della congiuntura internazionale nel periodo preso in esame e nella trattazione di fatti sinora poco conosciuti. Gli autori esaminano gli eventi di un secolo fa sotto vari punti di vista e attraverso diversi metodi di ricerca, e questo permette non solo di ricostruire la dinamica dei rapporti bilaterali tra Russia e Italia e Russia e Germania, ma anche di comprendere significativi aspetti del quadro internazionale più generale.Le relazioni degli storici, articolate in diverse sezioni, sono incentrate su numerose tematiche: dalla figura dell’Ambasciatore tedesco Mirbach-Harff, alle relazioni russo-tedesche e italo-russe nonché  alle future prospettive di collaborazione. Tra i relatori figurano l’ex Ambasciatore d’Italia a Mosca, Sergio Romano, la Professoressa Tatjana Zonova dell’Universita’ di Statale di Mosca e il Professor Winfried Baumgart dell’Università di Bonn.”

Ambasciata d’Italia a Mosca, 1918–2018 : un secolo di storia a Villa Berg / [A cura di Roberta Alonzi, Elena Maslova]. Ambasciata d’Italia a Mosca, Istituto Europa dell’Accademia russa delle scienze, Mosca, 2019, pp. 504, € 25.

La versione digitale del libro (in pdf) è liberamente scaricabile qui.

“Lettere sul Mondo dal Circolo Studi Diplomatici”, il primo volume della nuova collana Osservatorio Globale

E’ stato ora pubblicato il primo volume della nuova collana “Osservatorio Globale” della casa editrice Mazzanti Libri ML, destinata a raccogliere memorie, ricordi, testimonianze oltre a saggi storico-diplomatici e di politica internazionale scritti da diplomatici.
Si tratta del volume “Lettere sul Mondo dal Circolo Studi Diplomatici” con Autori Vari, diplomatici non più in servizio, facenti parte del Circolo Studi Diplomatici. Questo primo libro della Collana diretta dall’Ambasciatore Domenico Vecchioni è dedicato alla memoria dell’Amb. Giovanbattista Verderame, scomparso poche settimane fa e fino all’ultimo impegnato nelle attività editoriali del Circolo Studi Diplomatici come suo Presidente. Siamo in molti a sentire la sua mancanza….

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:

“La realtà internazionale, i rapporti tra gli Stati, l’azione delle istituzioni multilaterali, le attività delle ONG e delle grandi Multinazionali, diventano sempre più complessi e di difficile decifrazione. In un mondo globalizzato, in continua mutazione tra decadenze di ideologie e risorgenze di estremismi politici e religiosi, le nuove minacce transazionali si fanno gioco dei confini statali.

Per orientarsi tra i tortuosi sentieri della politica internazionale, si rivela davvero preziosa l’attività del Circolo di Studi Diplomatici, istituito nel 1968, dove gli Ambasciatori d’Italia non più in servizio si riuniscono per scambiarsi impressioni e valutazioni sulle problematiche internazionali di maggiore attualità che riversano poi nelle “Lettere Diplomatiche” e i “Dialoghi Diplomatici”. Il volume (terzo della serie), che inaugura la nuova Collana Osservatorio Globale di Mazzanti Libri, raccoglie le principali Lettere e i più importanti Dialoghi dell’anno 2018. Una visione della realtà internazionale offerta da chi ha acquisito un’insostituibile esperienza nelle relazioni internazionali, avendo operato sulla scena internazionale in prima persona e avendo accumulato una formidable expertise in tanti anni di carriera diplomatica.”

Autori Vari (Circolo di Studi Diplomatici). Lettere sul Mondo dal Circolo Studi Diplomatici, Mazzanti Libri, Venezia, 2019, pp. 244, Euro 20.

Il Circolo di Studi Diplomatici è stato fondato nel 1968 ad iniziativa di un gruppo di Ambasciatori non più in servizio con l’obiettivo di non disperdere le esperienze e le competenze dei vertici della carriera diplomatica italiana anche dopo la loro cessazione dal servizio attivo.

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“In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?”: il nuovo libro dell’Amb. Giovanni Castellaneta

Giovanni Castellaneta, ex Ambasciatore d’Italia a Washington, ha appena pubblicato un nuovo libro dal titolo “In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?” (Guerini ed Associati, 2019) con una prefazione di Giovanni Amato.

Ecco la scheda dell’editore:
“Sono passati trent’anni dalla caduta del muro di Berlino: durante questo periodo, il mondo è completamente cambiato. Tuttavia, gli avvenimenti internazionali hanno spesso deluso le aspettative di chi credeva che ci saremmo indirizzati verso un mondo prospero e libero dai conflitti. Invece, quella che viviamo oggi è una fase caratterizzata da rinnovata incertezza e instabilità. Dopo decenni di sforzi per garantire che le controversie internazionali venissero risolte in maniera pacifica, stiamo regredendo a un mondo dove a prevalere sono l’utilizzo indiscriminato della forza per mezzo di interventi bilaterali che non tengono conto delle decisioni dell’ONU. Il ruolo di diplomatico ha consentito all’ambasciatore Castellaneta di assistere «in prima fila» agli straordinari cambiamenti che si sono succeduti negli ultimi decenni. Dalla caduta del Muro di Berlino a oggi, questo libro ripercorre le principali vicende globali per riflettere attentamente sul presente e gestire la transizione in corso in maniera ordinata. In questo contesto, si inserisce inevitabilmente una riflessione sul ruolo dell’Italia e sul concetto di «interesse nazionale». Cosa dovrebbe fare il nostro Paese per ritagliarsi uno spazio e avere influenza nello scenario attuale? Analizzando gli ultimi trent’anni, l’autore cerca di offrire alcune prospettive sul futuro delle relazioni internazionali e di tracciare alcune priorità e linee di azione che potrebbero consentire all’Italia di riconquistare il proprio «posto nel mondo».”

Giovanni Castellaneta, In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?, Guerini e Associati, Milano, 2019, pp. 165, € 18,50.

Giovanni Castellaneta E’ stato ambasciatore d’Italia in Iran (1992-1995), in Australia (1998-2001) e negli Stati Uniti d’America (2005-2009). È stato inoltre consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e suo rappresentante personale per i Vertici del G8 del 2001 e del 2005. Dopo aver terminato al Carriera diplomatica, è stato amministratore di grandi aziende di Stato quali Finmeccanica (ora Leonardo), SACE e, oggi, nel settore finanziario. Ha pubblicato il libro Obama e l’ombra cinese. Prospettive per il futuro (2010).

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L’Amb. Mario Luciolli sulla Prima Guerra Mondiale in un testo inedito

Luciolli - L'Italia alla Conferenza di Pace 1919In occasione del centenario del Trattato di Versailles segnaliamo un testo inedito particolarmente rilevante (recuperato dal figlio Lodovico che lo ha messo gentilmente a disposizione) dell’Amb. Mario Luciolli dal titolo “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale“.

Ecco una nota di presentazione scritta da Lodovico Luciolli:

“Le considerazioni che seguono sono state trovate più di 70 anni dopo dalla famiglia, manoscritte in penna stilografica con la calligrafia mai mutata di Mario Luciolli, in una cartella sulla quale egli aveva scritto: “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la Guerra Mondiale, Roma 1938”.
La documentazione del padre riportata di seguito, trovata contemporaneamente, fa pensare che egli sia stato stimolato anche dall’opera sua nelle trattative commerciali internazionali dell’Italia prima, durante e dopo quella guerra a studiare gli scenari della politica estera italiana di quel periodo. D’altronde nei suoi ricordi di vita diplomatica, “Palazzo Chigi: anni roventi” (ed. Rusconi, 1976, ripubblicato a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2011), egli ha scritto che al concorso d’entrata nella carriera diplomatica nel 1933 per il tema di Storia “L’Europa alla vigilia della guerra mondiale” era stato avvantaggiato dalle numerose letture fatte sull’argomento.
Nel 1938 questo studio è stato interrotto dalle prime scintille che arrivavano al “palco di proscenio” (così descritto nei suoi ricordi) al Gabinetto di Ciano dove si trovava, dell’incendio che si preparava nuovamente in Europa e che, per quanto riguarda la politica estera dell’Italia nella II Guerra Mondiale, egli ha anche descritto con lo pseudonimo di Mario Donosti in “Mussolini e l’Europa” (ed. Leonardo, 1945, ripubblicato con il suo nome e a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2009).”
Luciolli Mario, Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale (1938), 2019, pp. 153.
Il volume può essere liberamente scaricato qui.
Il Prof. Paolo Soave ha anche pubblicato sul Blog del Corriere della Sera un interessante articolo dedicato a questo testo. L’articolo, dal titolo “L’Italia e la “vittoria mutilata” della Grande Guerra. La Conferenza di pace di Parigi nell’analisi di un diplomatico di lungo corso” è disponibile qui
Mario Luciolli: nato a Roma nel 1910, deceduto a Parigi nel 1988. Diplomatico dal 1933 al 1976: 1934-38: Vice Console a Zurigo e Parigi; 1938-40: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1940: Console a Melbourne; 1941-42: all’Ambasciata a Berlino; 1942-43: nuovamente a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1943-44: Console a San Sebastiano; 1945-48: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri): 1945-46: Capo dell’Ufficio dei Rapporti con le Potenze Alleate della Direzione degli Affari Economici; 1946: membro della Delegazione Italiana alla Conferenza della Pace a Parigi; 1947-48: alla Direzione del Personale; 1948-1955: Consigliere e poi Ministro Consigliere a Washington; 1955-56: al Quirinale: Consigliere Diplomatico del Presidente Gronchi; 1956-60: Ambasciatore a Santiago: 1960-64: Ambasciatore ad Ankara; 1964-76: Ambasciatore a Bonn; 1976-88: a riposo a Parigi.
Nel 1945 e 1946 ha collaborato ai quotidiani La Tribuna, Il Secolo XX e altri, alla rivista mensile La Città libera e alla rivista Mercurio.
Dopo il collocamento a riposo ha collaborato a Il Giornale, La Nazione, Il Gazzettino, La Sicilia, Libro Aperto, La Revue des Deux Mondes e ad altri giornali e riviste.
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“Il treno da Mosca”, l’ultimo romanzo di Maurizio Lo Re

Lo_Re_il-treno-da-moscaMaurizio Lo Re, già Ambasciatore d’Italia in Lettonia, ha appena pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “Il treno da Mosca” (OLTRE Edizioni, 2019) dove compare anche Michele Lanza, un’interessante figura della diplomazia italiana che ha lasciato un prezioso diario (Berlino, Ambasciata d’Italia – 1939-43) scritto sotto lo pseudonimo di Leonardo Simoni.

Ecco la scheda dell’editore:
“L’avvocato Manacorda, uscito da una crisi esistenziale e professionale, sente di dover affrontare ancora un’impresa per uscire definitivamente dalla sua personale prigione. L’occasione si presenta non appena conosce l’autore di un diario di guerra, redatto sui margini di una vecchia copia del romanzo Lucien Leuwen di Stendhal, quando era un ufficiale italiano perso nel caos dell’8 settembre 1943, deportato in Germania, che non sa di avere una figlia in Unione Sovietica. Manacorda rintraccia la ragazza e nel complicato rapporto con lei si inserisce una vicenda di spionaggio che segna una svolta pericolosa nella sua avventura. Scritto in uno stile che ricorda il miglior Graham Greene, il romanzo si inserisce nel filone dei romanzi di avventura in cui quest’ultima non è fine a se stessa, bensì una riflessione profonda sull’inquietudine dell’uomo, eternamente costretto in una condizione di passione e contraddittorietà.”

Maurizio Lo Re, Il treno da Mosca, OLTRE Edizioni, Sestri Levante, pp. 370, 18 euro.

Maurizio Lo Re comincia la carriera diplomatica nel 1973. Al Ministero degli Esteri ha prestato servizio, in vari periodi, presso le Direzioni Generali per la Cooperazione allo Sviluppo, gli Affari Politici, le Relazioni Culturali, l’Emigrazione. All’estero è stato Console in Corsica, Incaricato d’Affari a Cuba, Console Generale a Capodistria (ex Jugoslavia, ora Slovenia) e Ambasciatore a Riga (Lettonia). Rientrato a Roma alla fine del 2004, ha prestato servizio presso il Ministero degli Esteri, Direzione Generale per i Paesi dell’Europa, fino al 2007, anno in cui ha lasciato la carriera diplomatica, dedicandosi agli studi storici e alla scrittura. Ha pubblicato i romanzi La linea della memoria (2002), Filippo Paulucci – L’italiano che governò a Riga (2006), Gli amici di Leuwen (2009), Domani a Guadalajara (2013) ed il saggio memorialistico Inusuali vicende consolari (Youcanprint, 2016).

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Mario Vattani pubblica il suo nuovo romanzo: “Al Tayar. La corrente”

978880471231HIG-343x480Mario Vattani ha pubblicato un nuovo interessante romanzo dal titolo “Al Tayar. La corrente” (Mondadori, 2019), ambientato a Il Cairo, in un Egitto caotico e affascinante, un Paese e una città che conosce bene perché vi ha vissuto a lungo, da console.

Ecco la scheda dell’editore:
“Alessandro Merisi, venticinque anni e un lavoro da fotografo ormai abbandonato, è appena atterrato al Cairo. Nella sua valigia pochi vestiti, quanti bastano per nascondere i farmaci che ha il compito di trafugare in Egitto. Non ha scelta, questo è il tributo che gli è stato imposto per un debito dal quale teme di non liberarsi più. Sedotto dal fascino di una metropoli in preda agli spasmi di un regime morente, Alex intravede l’occasione per conquistarsi una seconda vita, anche se significa lasciarsi trascinare nel mondo terrificante del traffico di organi. Con pennellate vivide, emozionanti e mai convenzionali, Mario Vattani dipinge un noir sensuale, scuro e dolente, dove il destino degli uomini non viene deciso dalla malvagità delle loro azioni, ma dallo scorrere inesorabile del Nilo. Una corrente in cui non si può far altro che lasciarsi andare, anche a costo di perdere l’anima.”

Mario Vattani, Al Tayar. La corrente, Mondadori, Milano, 2019, pp. 329, euro 20,00

Mario Vattani è nato a Parigi nel 1966. Dopo gli studi in Inghilterra, all’età di ventitré anni è entrato in carriera diplomatica. Ha lavorato negli Stati Uniti, in Giappone e in Egitto, proprio al Cairo, dove è ambientato il suo ultimo libro. Appassionato di arti e culture orientali, parla correntemente il giapponese. Nel 2016 ha pubblicato con Mondadori il romanzo Doromizu. Acqua torbida e nel 2017 La Via del Sol Levante. Un viaggio giapponese (Idrovolante edizioni).

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L’ultimo volume dell’Amb. Gaetano Cortese sulla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Bruxelles

Cortese_Bruxelles_2019L’Amb. Gaetano Cortese aggiunge un nuovo titolo alla lunga lista dei libri sulle Ambasciate italiane da lui pubblicati. Questa volta si tratta di un’Ambasciata che conosce bene, quella di Bruxelles, dove è stato Capo Missione dal 1999 al 2003. Il nuovo libro si intitola “Il Palazzo di Avenue Legrand. Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso Sua Maestà il Re dei Belgi” ed è stato realizzato in occasione della ricorrenza del centenario dell’acquisizione dell’Italia della Residenza.

Il Palazzo di Avenue Legrand che ospita dal 1919 la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso il Re dei Belgi, sorge nelle adiacenze del “Bois de la Cambre” (area verde tra le più incantevoli di Bruxelles) e della elegante Avenue de Louise. Il Palazzo, divenuto proprietà del Re d’Italia Vittorio Emanuele III, fu ulteriormente abbellito con preziosi dipinti, suppellettili e mobili provenienti dal castello di Moncalieri, vicino a Torino.

Il volume si apre con una prefazione dell’ambasciatrice Elena Basile, con un indirizzo di saluto dell’ambasciatore belga a Roma Frank Carruet, con un ricordo dell’ambasciatore Umberto Vattani sul Festival di Europalia 2003, con un contributo dell’ambasciatore Rocco Cangelosi su Belgio e Italia all’avanguardia delle integrazione europea e con una analisi storica del Professor Francesco Perfetti su Italiani e Belgi: un antico sodalizio.

Il libro molto accurato e di grande interesse, in lingua italiana, segue la scia delle precedenti pubblicazioni dell’ambasciatore Gaetano Cortese dedicate alle nostre più prestigiose rappresentanze diplomatiche, tese a promuovere e valorizzare il patrimonio architettonico ed artistico delle proprietà demaniali dello Stato italiano all’estero (L’Ambasciata d’Italia a Bruxelles, L’Ambasciata d’Italia a L’Aja, Il Palazzo di Sophialaan, La Villa di Inkognitogaten – L’Ambasciata d’Italia a Oslo, Il Palazzo sul Potomac – L’Ambasciata d’Italia a Washington (2011) – The Embassy of Italy in Washington (2012 e seconda edizione 2014), Il Palazzo Metternich nel bicentenario del Congresso di Vienna (2015), Il Palazzo Metternich nel 170 anniversario della sua costruzione (2017), Il Palazzo sul Tiergarten. L’Ambasciata d’Italia a Berlino, 2017, Il Palazzo di Venezia a Istanbul. Residenza dell’Ambasciatore d’Italia, 2018.

CORTESE Gaetano, Il Palazzo di Avenue Legrand. Residenza dell’Ambasciatore d’Italia presso Sua Maestà il Re dei Belgi, Servizi Tipografici Carlo Colombo, Roma, 2019, pp. 506

Dal 2006 al 2009 Gaetano Cortese è stato Ambasciatore d’Italia nel Regno dei Paesi Bassi e Rappresentante Permanente d’Italia presso l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) a L’Aja e dal 1999 al 2003 Ambasciatore d’Italia nel Regno del Belgio. In precedenza ha prestato servizio presso le Ambasciate d’Italia di Zagabria, Berna, L’Avana, Washington e alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea di Bruxelles, in qualità di Ministro Consigliere. Dal 1992 al 1999 ha ricoperto l’incarico di Consigliere aggiunto per la Informazione e la Stampa del Presidente della Repubblica. E’ autore di testi giuridici e di numerosi articoli di diritto comunitario e internazionale pubblicati quando a Parigi era Docteur de l’Université de Paris en Droit International della Facoltà di Giurisprudenza della Sorbona e a Roma Assistente di Organizzazione Internazionale e di Diritto Internazionale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Universita’ degli Studi (La Sapienza).

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