L’Amb. Maurizio Serra e la nuova edizione di “Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940)”

E’ uscita in Francia una nuova edizione, curata e prefata dall’Amb. Maurizio Serra, del libro “Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940)” di André François-Poncet. Serra aveva già pubblicato nel 2009 la versione italiana con l’editore Le Lettere di Firenze.
Il volume rappresenta un’importante testimonianza che (implicitamente) demolisce la tesi del “colpo di pugnale” perché i francesi si aspettavano, eccome, il proditorio attacco italiano e non nutrivano molte illusioni sulla non belligeranza mussoliniana.
Ecco la scheda dell’editore:
“Le témoignage inestimable d’un grand diplomate à la veille de la guerre.
Après Berlin (1931-1938), André-François Poncet demande à représenter la France à Rome. Il y sera en poste au palais Farnèse de novembre 1938 à juin 1940, complétant ainsi son « parcours cohérent et lucide » dans les années qui précèdent la guerre. Persuadé que les chemins vers la paix passent par l’Italie et Mussolini qu’il pense seul capable de « détourner de ces belliqueux projets », il y exerce ses talents de diplomate avec ferveur. Rédigés en 1961, ces Souvenirs d’une ambassade éclairent une personnalité exceptionnelle aux prises avec un moment crucial de notre histoire.
Maurizio Serra, écrivain et diplomate italien, décrypte dans sa belle et importante préface les enjeux de cet ouvrage hors du commun.”
André François-Poncet, Au Palais Farnèse. Souvenirs d’une ambassade à Rome (1938-1940), Temps Perrin, Paris, pp. 192,  € 8.00.
Maurizio Serra è nato a Londra nel 1955, diplomatico di carriera, ha prestato servizio a Berlino, Mosca, Londra e a Parigi (come Rappresentante Permanente presso l’UNESCO) e Ginevra (come Rappresentante Permanente presso le Organizzazioni Internazionali).  Ha diretto l’Istituto Diplomatico del Ministero degli Affari esteri ed ha insegnato “Storia delle Relazioni Internazionali” all’Università LUISS di Roma. E’ autore di numerosi saggi ed articoli. Tra le sue numerose pubblicazioni “Le passager du siècle” (Hachette, 1999, ed. it. “Il passeggero del secolo”, Sellerio, 2001), biografia-intervista con lo storico François Fejtő, “Dopo la caduta. Episodi del Novecento” (Ideazione, 2004) e “Fratelli separati. Drieu-Aragon-Malraux” (Settecolori, 2006), “La Gabbia infranta” con Ennio di Nolfo (Laterza, 2010), “Malaparte. Vite e leggende” (Marsilio, 2012), “Antivita di Italo Svevo” (Aragno, 2017) e “L’Imaginifico. Vita di Gabriele D’Annunzio” (Neri Pozza, 2019).  Nel 2018, Serra ha ricevuto il Prix de la Fondation Prince Pierre de Monaco per l’insieme della sua opera.
Per un elenco completo dei libri di Maurizio Serra: http://baldi.diplomacy.edu/diplo/listbooks.htm#serra

Stefano Beltrame e la sua “Breve storia degli italiani in Cina”

E’ in libreria il nuovo libro di Stefano Beltrame dal titolo “Breve storia degli italiani in Cina” (Luiss University Press, 2019). Si tratta di un originale volume che ripercorre un secolo di relazioni bilaterali fra i due Paesi in un periodo storico molto complesso e ricco di avvenimenti. E’ un’occasione per riscoprire (o talvolta scoprire) anche alcuni diplomatici che hanno avuto un ruolo importante nella storia dei rapporti bilaterali. E’ questo il caso di nomi illustri quali Carlo Sforza, Giuliano Cora, Francesco Taliani de Marchio, Adolfo Alessandrini, Daniele Varè, Herbert Ros, oltre ad altri diplomatici quasi sconosciuti come Ezio Mizzan e Paolo Alberto Rossi.

Ecco la scheda del libro dell’editore
“Il ritorno della Cina al centro della scena internazionale – non solo per economia e tecnologia, ma anche con una propria visione di nuovo ordine mondiale – è una sfida a cui siamo chiamati a rispondere. Uno strumento per farlo è anche lo studio della storia, utile non solo per conoscere il passato ma, come sosteneva Confucio, indispensabile per capire il presente e prevedere il futuro. Il contesto cinese è di difficile lettura per molte ragioni: la lingua, la vastità del contesto geografico e la complessità di quello ideologico sono elementi che senza un’intermediazione efficace rischiano di diventare barriere insuperabili. La lettura parallela e incrociata della storia d’Italia e della Cina può rappresentare una bussola utile per orientarsi nella questione e sfatare alcuni falsi miti che la circondano. Stefano Beltrame, sullo sfondo dei grandi avvenimenti storici e culturali – due guerre mondiali, la Rivoluzione culturale, le riforme economiche – lascia emergere inedite e affascinanti vicende umane, da diplomatici a rivoluzionari, da mercanti a uomini di cultura.”Stefano Beltrame, Breve storia degli italiani in Cina, Luiss University Press, Roma, 2019, pp. 286, € 20,40

Stefano Beltrame è stato console generale d’Italia a Shanghai e consigliere diplomatico del Ministro dell’Interno. Tra gli altri, è autore di Mossadeq. L’Iran, il petrolio, gli Stati Uniti e le radici della rivoluzione islamica (Rubbettino) e Storia del Kuwait. Gli arabi, il petrolio e la prima guerra del Golfo (Aracne).

“Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria attraverso i documenti diplomatici italiani” a cura di Stefano Baldi

Il volume “Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria attraverso i documenti diplomatici italiani” (Paradigma, 2019), curato dall’Amb. Stefano Baldi  è stato pubblicato ed è disponibile gratuitamente online. Il libro è stato presentato nel corso del Convegno internazionale di storici organizzato a Sofia per i 140 di relazioni diplomatiche tra Italia e Bulgaria, tenutosi il 27 settembre 2019.

Il copioso volume può essere gratuitamente scaricato al seguente link:
http://baldi.diplomacy.edu/italy/baldi_relazioni_diplomatiche_it_bg.pdf
Il libro contiene una selezione dei documenti diplomatici inviati dalla o alla Ambasciata d’Italia a Sofia, che sono già stati ufficialmente pubblicati dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale italiano nella Collezione dei documenti diplomatici. Tale Collezione è fino ad oggi costituita da quasi 120 volumi, suddivisi in 11 serie, che coprono un periodo che va dall’Unità d’Italia (prima serie) al 1953 (undicesima serie).
I documenti pubblicati nel libro si riferiscono ad un periodo temporale più breve rispetto ai 140 anni di relazioni diplomatiche fra i due Paesi che si celebrano nel 2019. Infatti, il primo documento disponibile è del 4 settembre 1900 e quello più recente del 18 agosto 1950 e riguardano un periodo limitato a 50 anni. Il progetto presenta una straordinaria ricchezza di informazioni e permette di avere un quadro approfondito degli eventi che hanno caratterizzato i rapporti tra i due Paesi. Questa nuova pubblicazione non è unicamente destinata agli storici, ma a tutti coloro interessati alle relazioni italo-bulgare che potranno ricostruire ed approfondire la storia delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Stefano Baldi (a cura di), Storia delle Relazioni Diplomatiche tra Italia e Bulgaria attraverso i documenti diplomatici italiani, Paradigma, Sofia, 2019, pp. 904.Stefano Baldi è attualmente Ambasciatore d’Italia in Bulgaria

“In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?”: il nuovo libro dell’Amb. Giovanni Castellaneta

Giovanni Castellaneta, ex Ambasciatore d’Italia a Washington, ha appena pubblicato un nuovo libro dal titolo “In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?” (Guerini ed Associati, 2019) con una prefazione di Giovanni Amato.

Ecco la scheda dell’editore:
“Sono passati trent’anni dalla caduta del muro di Berlino: durante questo periodo, il mondo è completamente cambiato. Tuttavia, gli avvenimenti internazionali hanno spesso deluso le aspettative di chi credeva che ci saremmo indirizzati verso un mondo prospero e libero dai conflitti. Invece, quella che viviamo oggi è una fase caratterizzata da rinnovata incertezza e instabilità. Dopo decenni di sforzi per garantire che le controversie internazionali venissero risolte in maniera pacifica, stiamo regredendo a un mondo dove a prevalere sono l’utilizzo indiscriminato della forza per mezzo di interventi bilaterali che non tengono conto delle decisioni dell’ONU. Il ruolo di diplomatico ha consentito all’ambasciatore Castellaneta di assistere «in prima fila» agli straordinari cambiamenti che si sono succeduti negli ultimi decenni. Dalla caduta del Muro di Berlino a oggi, questo libro ripercorre le principali vicende globali per riflettere attentamente sul presente e gestire la transizione in corso in maniera ordinata. In questo contesto, si inserisce inevitabilmente una riflessione sul ruolo dell’Italia e sul concetto di «interesse nazionale». Cosa dovrebbe fare il nostro Paese per ritagliarsi uno spazio e avere influenza nello scenario attuale? Analizzando gli ultimi trent’anni, l’autore cerca di offrire alcune prospettive sul futuro delle relazioni internazionali e di tracciare alcune priorità e linee di azione che potrebbero consentire all’Italia di riconquistare il proprio «posto nel mondo».”

Giovanni Castellaneta, In prima fila. Quale posto per l’Italia nel mondo?, Guerini e Associati, Milano, 2019, pp. 165, € 18,50.

Giovanni Castellaneta E’ stato ambasciatore d’Italia in Iran (1992-1995), in Australia (1998-2001) e negli Stati Uniti d’America (2005-2009). È stato inoltre consigliere diplomatico del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana e suo rappresentante personale per i Vertici del G8 del 2001 e del 2005. Dopo aver terminato al Carriera diplomatica, è stato amministratore di grandi aziende di Stato quali Finmeccanica (ora Leonardo), SACE e, oggi, nel settore finanziario. Ha pubblicato il libro Obama e l’ombra cinese. Prospettive per il futuro (2010).

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Per altre informazioni su libri scritti da diplomatici consultare il sito http://baldi.diplomacy.edu/diplo e il blog https://diplosor.wordpress.com

L’Amb. Mario Luciolli sulla Prima Guerra Mondiale in un testo inedito

Luciolli - L'Italia alla Conferenza di Pace 1919In occasione del centenario del Trattato di Versailles segnaliamo un testo inedito particolarmente rilevante (recuperato dal figlio Lodovico che lo ha messo gentilmente a disposizione) dell’Amb. Mario Luciolli dal titolo “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale“.

Ecco una nota di presentazione scritta da Lodovico Luciolli:

“Le considerazioni che seguono sono state trovate più di 70 anni dopo dalla famiglia, manoscritte in penna stilografica con la calligrafia mai mutata di Mario Luciolli, in una cartella sulla quale egli aveva scritto: “Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la Guerra Mondiale, Roma 1938”.
La documentazione del padre riportata di seguito, trovata contemporaneamente, fa pensare che egli sia stato stimolato anche dall’opera sua nelle trattative commerciali internazionali dell’Italia prima, durante e dopo quella guerra a studiare gli scenari della politica estera italiana di quel periodo. D’altronde nei suoi ricordi di vita diplomatica, “Palazzo Chigi: anni roventi” (ed. Rusconi, 1976, ripubblicato a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2011), egli ha scritto che al concorso d’entrata nella carriera diplomatica nel 1933 per il tema di Storia “L’Europa alla vigilia della guerra mondiale” era stato avvantaggiato dalle numerose letture fatte sull’argomento.
Nel 1938 questo studio è stato interrotto dalle prime scintille che arrivavano al “palco di proscenio” (così descritto nei suoi ricordi) al Gabinetto di Ciano dove si trovava, dell’incendio che si preparava nuovamente in Europa e che, per quanto riguarda la politica estera dell’Italia nella II Guerra Mondiale, egli ha anche descritto con lo pseudonimo di Mario Donosti in “Mussolini e l’Europa” (ed. Leonardo, 1945, ripubblicato con il suo nome e a cura del Prof. Francesco Perfetti dalla casa editrice “Le lettere” nel 2009).”
Luciolli Mario, Il problema italiano alla conclusione della pace dopo la (Prima) Guerra Mondiale (1938), 2019, pp. 153.
Il volume può essere liberamente scaricato qui.
Il Prof. Paolo Soave ha anche pubblicato sul Blog del Corriere della Sera un interessante articolo dedicato a questo testo. L’articolo, dal titolo “L’Italia e la “vittoria mutilata” della Grande Guerra. La Conferenza di pace di Parigi nell’analisi di un diplomatico di lungo corso” è disponibile qui
Mario Luciolli: nato a Roma nel 1910, deceduto a Parigi nel 1988. Diplomatico dal 1933 al 1976: 1934-38: Vice Console a Zurigo e Parigi; 1938-40: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1940: Console a Melbourne; 1941-42: all’Ambasciata a Berlino; 1942-43: nuovamente a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri) al Gabinetto del Ministro; 1943-44: Console a San Sebastiano; 1945-48: a Palazzo Chigi (Ministero degli Esteri): 1945-46: Capo dell’Ufficio dei Rapporti con le Potenze Alleate della Direzione degli Affari Economici; 1946: membro della Delegazione Italiana alla Conferenza della Pace a Parigi; 1947-48: alla Direzione del Personale; 1948-1955: Consigliere e poi Ministro Consigliere a Washington; 1955-56: al Quirinale: Consigliere Diplomatico del Presidente Gronchi; 1956-60: Ambasciatore a Santiago: 1960-64: Ambasciatore ad Ankara; 1964-76: Ambasciatore a Bonn; 1976-88: a riposo a Parigi.
Nel 1945 e 1946 ha collaborato ai quotidiani La Tribuna, Il Secolo XX e altri, alla rivista mensile La Città libera e alla rivista Mercurio.
Dopo il collocamento a riposo ha collaborato a Il Giornale, La Nazione, Il Gazzettino, La Sicilia, Libro Aperto, La Revue des Deux Mondes e ad altri giornali e riviste.
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Il caso dell’omicidio Alpi-Hrovatin nell’ultimo libro di Giuseppe Cassini

Cassini_Omicidio AlpiL’Ambasciatore Giuseppe Cassini ha pubblicato in versione digitale un volumetto dal titolo “L’omicidio Alpi-Hrovatin” (Streetlib, 2019) in cui offre una sua memoria sul caso dell’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin di cui ricorre quest’anno il 25˚ anniversario.

Ecco la scheda del libro elaborata dall’editore:
“Ardua impresa è sfatare una leggenda a cui crede sinceramente il 99 per cento degli italiani. Che 99 italiani su 100 siano stati convinti, da certi media dediti al sensazionalismo, che dietro quel duplice omicidio aleggino mandanti e depistaggi è un caso statisticamente unico. Ovviamente appare più appetitoso inseguire teoremi complottisti che leggere le centinaia di carte e di testimonianze desecretate dalla Commissione Parlamentare d’inchiesta ad hoc, da cui emerge la “banalità” di un atto criminale fra i tantissimi che hanno insanguinato la Somalia, un Paese all’epoca senza legge.
Ardua impresa è stata quella di districare in poche pagine il magma disinformativo accumulatosi sull’omicidio, e Giuseppe Cassini ci è riuscito ricorrendo all’aiuto anche di quei giornalisti che hanno vissuto in prima persona la tragedia dei loro due colleghi uccisi a Mogadiscio il 20 marzo 1994. Scriveva Amedeo Ricucci, inviato della Rai e buon amico di Ilaria Alpi: «Chissà perché in Italia, quando muore un giornalista, dev’esserci sotto sempre un mistero da scoprire. E’ come se la morte sul lavoro, per noi, non possa essere un evento accidentale, ma debba collegarsi per forza a un mistero da svelare».
Sarebbe già un successo se questo ebook risvegliasse alla realtà dei fatti qualche lettore non prevenuto. Va da sé, infatti, che chi ha ciecamente creduto a complotti e depistaggi ne resterà convinto, non fosse altro che per abitudine mentale. Ma chi in nome della ragione intende battersi contro le notizie fasulle dovrebbe riconoscere che per un quarto di secolo si sono alimentate fantasie sulla morte di Ilaria e Miran e che è giunto il momento di lasciarli riposare in pace.”

Giuseppe Cassini, L’omicidio Alpi-Hrovatin, Streetlib, 2019, pp. 67, gratuito

Il libro, in versione PDF può essere scaricato gratuitamente dal sito di Streetlib all’indirizzo: https://store.streetlib.com/en/giuseppe-cassini/lomicidio-alpi-hrovatin

Giuseppe Cassini è nato a S. Margherita Ligure nel 1941. E’ entrato in carriera diplomatica nel 1967 ed ha prestato servizio in Belgio, Algeria, Cuba, Stati Uniti, Ginevra (ONU) e Somalia. E’ stato Ambasciatore in Libano dal 1998 al 2002. E’ stato successivamente Consigliere Diplomatico del Comandante del Contingente militare italiano nel quadro della missione UNIFIL. Ha collaborato con quotidiani e riviste, tra cui l’Unità, il Manifesto, il Fatto Quotidiano, il Daily Star di Beirut, il Christian Science Monitor di Boston e “Il Politico” dell’Università di Pavia. Ha scritto “Gli anni del declino. La politica estera del governo Berlusconi 2001-2006” (2007), l’ebook “Anatomia di una guerra. Quella «stupida» guerra in Iraq” (2013), “La 17a Agenzia. L’America al bivio” (2015) e con Wasim Dahmash, “Alfabeto arabo persiano. Quando le parole raccontano un mondo” (2018).

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“Le dieci donne spia che hanno fatto la storia” nel nuovo libro di Domenico Vecchioni

Vecchioni_donne_spiaE’ ancora dieci il numero che caratterizza il nuovo libro di Domenico Vecchioni. Si tratta di “Le dieci donne spia che hanno fatto la storia” (Edizioni del Capricorno, 2019). Sono le spie al femminile le protagoniste di altre avvincenti storie sempre raccontate con lo stile accurato e piacevole a cui Vecchioni ci ha abituato. Anche questa volta il libro verrà messo in vendita con il quotidiano QN (Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione e il Telegrafo) dal 25 gennaio e dal 7 febbraio sarà nelle librerie.

Ecco una breve descrizione de libro:
“Tutti conoscono Mata Hari, danzatrice, avventuriera e spia, destinata a scivolare sul terreno del doppio gioco. Ma la bella olandese non è l’unica donna ad aver meritato un posto nella storia dello spionaggio. Anche la Venere nera Joséphine Baker, che allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale senza alcuna esitazione si mise al servizio della Francia, la sua patria di adozione. Ancora: l’incredibile storia di Ana Belén Montes, che per anni dal suo ufficio nel cuore dell’intelligence statunitense svolse attività di spionaggio per Cuba; e quella di Anna Chapman, conosciuta come Anna la Rossa, spia negli USA per conto di Putin, scoperta, arrestata e rimpatriata in Russia. Donne che, nel bene e nel male, sono state straordinarie: capaci di emergere in un settore dominato dagli uomini grazie alla loro tenacia, all’intelligenza, alla forza di volontà e all’astuzia.”

Domenico Vecchioni, Le dieci donne spia che hanno fatto la storia, Edizioni del Capricorno, Torino, 2019, pp. 168, € 9,90 (con il giornale), € 12,90 (in libreria).

Già diplomatico di carriera, Domenico Vecchioni ha ricoperto numerosi incarichi alla Farnesina e all’estero. Da ultimo è stato Ambasciatore d’Italia a Cuba. Saggista, storico e divulgatore, ha al suo attivo diverse biografie storico-politiche (tra cui Raoul Wallenberg, Evita Peron, Raul Castro) e studi sulla storia dello spionaggio (da “Cynthia” alla “Storia degli 007 dall’antichità a oggi”). Direttore delle Collane “Ingrandimenti” e “Affari Esteri” della Casa Editrice Greco&Greco. Collabora abitualmente con la rivista BBC History/Italia, di cui è una delle principali firme.